L’orto della speranza

DIECI VOLONTARI IN PARTENZA DA UDINE PER AIUTARE I RIFUGIATI IN GRECIA.
TRA I PROGETTI UN GIARDINO SOCIALE . Trenta bambini siriani in attesa di sapere quale sarà il loro futuro, nella calda estate greca. Sono scappati dalla guerra e hanno trovato rifugio nella Neos Kosmos social house di Atene, centro di ascolto, foresteria e struttura di accoglienza nata grazie al lavoro comune di Caritas greche e Caritas di Udine. Trenta bambini che non sanno ancora quando e dove le loro vite potranno ricominciare. Settimane, mesi d’attesa che diventeranno un giardino: simbolo della vita, luogo di creatività, esercizio di speranza.

DIECI VOLONTARI IN PARTENZA DA UDINE PER AIUTARE I RIFUGIATI IN GRECIA.
TRA I PROGETTI UN GIARDINO SOCIALE .
 
 
  TRENTA BAMBINI siriani in attesa di sapere quale sarà il loro futuro, nella calda estate greca. Sono scappati dalla guerra e hanno trovato rifugio nella Neos Kosmos social house di Atene, centro di ascolto, foresteria e struttura di accoglienza nata grazie al lavoro comune di Caritas greche e Caritas di Udine. Trenta bambini che non sanno ancora quando e dove le loro vite potranno ricominciare. Settimane, mesi d’attesa che diventeranno un giardino: simbolo della vita, luogo di creatività, esercizio di speranza. 
Grazie al sostegno e alla collaborazione di Caritas Udine e di Agronomi senza frontiere, infatti, proprio a Neos Kosmos sta prendendo vita in questi giorni «L’Orto dell’approdo», progetto di due giovani donne desiderose di offrire il loro contributo per aiutare questi bambini – e le loro famiglie – in una prima rielaborazione del loro drammatico vissuto e nei primi passi di un cammino verso una nuova vita. Loro sono Valeria Stellin, agronomo, e Beatrice Corbini, futura insegnante, entrambe padovane. Con il supporto della Caritas di Udine hanno acquistato piante, fiori, vasi e colori, per permettere ai bambini di creare il loro giardino e fino a settembre accompagneranno i piccoli per mano in quest’opera di orto didattico, laboratori, letture, gioco. Parallelamente, una sessantina di adulti – siriani, ma anche palestinesi, iracheni, curdi, congolesi… – vivranno un’esperienza simile, che li porterà a trasformare in orto il tetto di Neos Kosmos. «Abbiamo iniziato a coinvolgere le persone e sono molto entusiaste – raccontano le due giovani –, molti di loro sanno già come T occuparsi delle coltivazioni e il nostro intento è di avviare progetti che poi loro possano continuare in autonomia». Progetti che potranno andare avanti solo se si troverà ulteriore sostegno, spiegano. Per questo le due giovani hanno lanciato una raccolta fondi online (al sito www.gofundme.com/a-garden-for-the-arrival). Con 5 euro di donazione si può acquistare una pianta fiorita, con 10 un vaso o materiale per crearlo, con 20 euro una serie di colori per decorare il giardino e via dicendo… E ogni donatore riceverà una foto o video in cui si mostra ciò che è stato acquistato con il suo contributo. 
«Abbiamo scelto di metterci in gioco con gli altri perché ci è stato dato molto, sia nelle esperienze fatte a scuola che in parrocchia – raccontano Valeria e Beatrice –. Con questo progetto vogliamo ricambiare in qualche modo quanto ci è stato dato».
 Analogo spirito anima i dieci volontari friulani che si apprestano a raggiungere le due giovani a Neos Kosmos e ad affiancare gli operatori Caritas locali nelle varie attività della struttura, in particolare con i rifugiati. A turno, copriranno tutto il mese di agosto, impegnandosi nella distribuzione di cibo e vestiti, nell’assistenza e animazione delle attività con i bambini ed altro ancora. La maggior parte di loro ha partecipato al percorso «Solidarietà per Azioni» promosso tra gli altri da Caritas e Centro missionario diocesano proprio con l’intento di far conoscere ed avvicinare ad esperienze di volontariato internazionale. È il caso di Giovanna Deflorio, 39 anni, impiegata a Udine in uno sportello informativo rivolto ai giovani:
«Da parecchio volevo seguire il corso, mi sono decisa quest’anno perché ho visto che la destinazione proposta era la Grecia – racconta –. L’anno scorso ho fatto un’altra esperienza di volontariato con i migranti, a Lampedusa: è stata chiarificatrice! Ora mi interessa capirne di più». 
Sara Colautti e Omar Don sono tra gli organizzatori di Solidarietà per azioni: «Se ne dicono tante sui migranti – affermano –, noi vogliamo vedere con i nostri occhi». 
Anche per Raffaella Boschetti, di Pozzuolo del Friuli, insegnante a Pavia di Udine, l’esperienza di volontariato è mossa soprattutto dall’intento di conoscere: «Me stessa, prima di tutto, da un nuovo punto di vista, ma anche una realtà diversa». «La Siria l’ho vista da ragazza – ci racconta –, mi è rimasta nel cuore». Negli ultimi due giorni di permanenza la raggiungeranno ad Atene i due figli e il marito. «Faccio quest’esperienza anche per loro – precisa –. Trascorreremo due giorni insieme a Neos Kosmos e poi proseguiremo con la vacanza “pura”. È un modo per cominciare a fargli assaggiare qualcosa di diverso…». Con i volontari friulani partirà anche Alberto Mario Landri, della Caritas di Gorizia. «Per me è il terzo anno consecutivo – racconta –. Sono curioso di vedere come cresce il centro. Negli anni le attività avviate a Neos Kosmos si stanno strutturando sempre meglio. Le difficoltà non mancano, ma è bello vedere di anno in anno crescere un progetto che è il risultato del lavoro di tanti e porta i suoi frutti». 
VALENTINA ZANELLA