16-011 – Completamento e ammodernamento del mulino per la macinazione della manioca a MUDENDE in Burundi

 
 
Paese : Burundi
 
Località : Villaggio di Mudende
 
Responsabile e Referente: Habonimana Antoine (sacerdote nel Seminario di Castellerio)
 

Contesto generale: 

 
Il Burundi è uno degli stati della regione dei grandi laghi nell’Africa centrale. Il suo territorio, la cui superficie è di  27.830 Kmq, è  formato quasi completamente  da altipiani e da rilievi minori coperti da pascoli naturali.  La capitale è Bujumbura con oltre  380.000 abitanti. 
È una repubblica parlamentare con una popolazione di oltre 10 milioni di abitanti. 
L’indice mondiale di Sviluppo Umano del 2015 colloca il Burundi al 184° posto su 188 paesi.   Il tasso di povertà è stimato al 83,2% in ambito rurale e al 41% in quello urbano.   Il 67% della popolazione è cattolica. 
Il paese è stato una colonia tedesca dal 1885 fino alla prima guerra mondiale, poi, dal 1919  protettorato belga  sino al 1960, quando le lotte dei vari movimenti indipendentisti hanno portato alla nascita delle Nazioni Africane.
La popolazione è essenzialmente costituita da 2 etnie: i Tutsi o watussi, pastori di origine camitica (15%), e gli Hutu (84%), popolazione agricola di origine Bantù.  
Durante la colonizzazione i Tutsi costituivano la classe dirigente locale, mentre gli Hutu erano quasi completamente esclusi dal potere. Ciò ha determinato una situazione di odio e tensione tra le due etnie, che è esplosa nel momento della indipendenza dai colonialisti europei. Invero dal 1 luglio 1962, data in cui il Belgio concesse l’indipendenza al paese, si sono susseguiti continui colpi di stato, avvicendamenti di governi, assassinii di presidenti e massacri della popolazione, che hanno causato migliaia di morti.  Si stima che in un solo decennio siano state uccise oltre 300.000 persone.  I momenti di pace sono stati pochi e brevissimi, con le conseguenze, documentate dai media, di fame, violenze, banditismo, abusi sessuali, uso e diffusione di droga e di malattie, in particolare di AIDS.   
Dopo le elezioni presidenziali del 2015 il paese versa in uno stato di confusione amministrativa, con larga parte della popolazione che si oppone al terzo mandato (non riconosciuto dalla comunità internazionale) dell’attuale  presidente Pierre Nkurunziza.
Come altri paesi africani, il Burundi è vittima di una situazione politica con caratteri di forte instabilità dove è frequente il ricorso alla violenza per dirimere le controversie. La nascita di una classe dirigente responsabile e competente, dopo decenni di guerra civile, è questione che richiede tempi medio lunghi, volontà e forte sostegno da parte della comunità internazionale. Il processo di educazione e sviluppo del paese passa attraverso una scolarità diffusa, la pratica di una cultura di pace e la creazione di possibilità reali affinchè la popolazione possa vivere una economia basata sulla legalità, il rispetto reciproco e la creazione di basi solide per lo sviluppo dell’intero paese. 
Tutto questo non può prescindere dall’istruzione, sia essa intesa come scuola dell’obbligo che come formazione professionale.
I Il 90% della popolazione vive  essenzialmente delle sue risorse agricole, sfruttate ancora con metodi tradizionali (zappa e roncola). I prodotti più consumati sono i fagioli e la manioca; di quest’ultima esistono più di dieci ricette, in particolare come polenta che, come pasto principale della popolazione burundese, può essere paragonato alla pasta italiana. 
Oltre il 70% vive al di sotto della soglia di povertà assoluta di 1 dollaro per persona al giorno. I giovani sotto i 15 anni sono circa il 45% della popolazione, il 60% quelli sotto i venti. L’aspettativa di vita media è di 41 anni per gli uomini, di 43 per le donne.
 

Contesto locale: 

 
Mudende é un centro rurale della zona meridionale del paese famoso per la produzione di manioca. Si trova a sud della capitale Bujumbura. I suoi 5.000 abitanti sono principalmente contadini .La zona soffre, come tutto il paese, per la grande  povertà e malnutrizione, causate dalla guerra civile durata più di dieci anni, e vive di un’economia di sussistenza. Un gruppo di abitanti (attualmente cinquanta) hanno deciso di coniugare le loro energie e risorse per realizzare insieme delle attività tese al miglioramento delle condizioni di vita delle loro famiglie e stanno concentrando i loro sforzi sulla coltivazione della manioca. Hanno costituito l’ARDEREM  (Associazione per la rinascita e lo sviluppo della zona Mudende).
 

Obiettivo del progetto: 

 
Nel 2013 Missiòn Onlus ha sostenuto il progetto per la costruzione di un  mulino per la macinazione della manioca al fine di migliorare la qualità della farina e conseguentemente dell’alimentazione della popolazione. I lavori, iniziati a maggio 2014, si sono conclusi a fine novembre 2014. Il mulino è stato messo a disposizione degli abitanti della zona ed è stato una  soluzione alle difficoltà di preparazione con i metodi rudimentali in uso sino ad allora quando per ottenere cinque chili di farina di manioca secca ci voleva un’ora di faticosa lavorazione, mentre con il mulino nello stesso tempo se ne produce  un quintale.
Il presente nuovo progetto ha l’obiettivo di effettuare delle innovazioni al già funzionante 
mulino e al relativo edificio, quali la sostituzione delle porte esterne e delle finestre con infissi metallici, allargamento e copertura della sala di attesa, costruzione di una sala riunioni per i soci dell’AREDEM, collegamento acqua al condotto idrico pubblico a 250 metri dal cantiere ed edificazione di una cisterna per assicurare la provvigione di acqua.
 

Costo del progetto:  

A fronte di una spesa totale di 12.150,00 Euro,  Missiòn Onlus contribuirà con EURO 3.500,00.

 Puoi contribuire a questo progetto con una offerta libera nei seguenti modi:

 
In contanti passando in sede presso il Centro Missionario Diocesano in Via Treppo, 3 (III piano)
 
Conto Corrente Postale n° 65921272 Intestato ad Associazione Missiòn ONLUS
 
Bonifico Bancario  sul seguente C/C: 
IBAN: IT60 I050 1812 0000 0000  0115 995 
intestato ad Associazione Missiòn ONLUSBANCA: Banca Etica – Treviso 
 
Causale: Microprogetto :11/2016