16-009 Rifacimento del tetto della sala polivalente parrocchiale del villaggio di Ndianganè-Camerun

La Chiesa-sala polivalente, costruita in economia e con stile africano 50 anni fa, soffre per il peso degli anni. Il suo tetto è totalmente rovinato dalle grandi piogge (sembra un passino!) Ciò rende impossibile effettuare le celebrazioni durante la stagione delle piogge. Molte attività formative vengono fatte in questa sala, sempre a rischio di dover smettere se viene la pioggia.

 Rifacimento del tetto della sala polivalente parrocchiale nel villaggio di Ndiangané Camerun

 
Paese:  Cameroun
Località: Villaggio di Ndiangané (Est Camerun)
Responsabile e Referente:
 Sr. Tania Regina Alves de Lima (Suore Domenicane della Beata Imelda di Bologna).
In Italia la referente è Sr. Tarcisia Santarossa a Bologna  

 Contesto Generale:

La Repubblica del Cameroun, con una popolazione di circa 20 milioni di abitanti e una superficie di 475.442 Kmq., è situata nella parte occidentale dell’Africa nel Golfo di Guinea. Il paese, per le sue diversità geologiche, climatologiche e culturali è chiamato “Africa in miniatura”. Già abitato nel periodo neolitico da popolazioni come i Baka e i Sao, venne scoperto da esploratori portoghesi nel 1472 e divenne dapprima colonia tedesca e successivamente, dopo la prima guerra mondiale, venne suddiviso tra Francia e Gran Bretagna. In seguito, una volta divenute indipendenti, le due zone sono state riunite in un unico Stato  denominato Repubblica del Cameroun. È una repubblica presidenziale, ove il Capo dello Stato, eletto a suffragio universale per 7 anni, è anche il Capo dell’Esercito,e può unilateralmente abbreviare o allungare il mandato dei componenti del Parlamento, a tutt’oggi ancora monocamerale, nonostante la Costituzione preveda due Camere . I diritti politici della popolazione sono molto limitati.
    La popolazione è relativamente giovane con il 45% degli individui con meno di 
15 anni e il 55% con meno di 25, l’età media è di 22 anni e la speranza di vita alla nascita di 56 anni. Recentemente, grazie alla pianificazione familiare, il tasso medio di natalità si sta progressivamente abbassando, ma il tasso di mortalità è ancora elevato (44%) con quello infantile al 151% e  quello materno con 430 decessi su 100.000 nascite, specialmente per effetto della diffusione dell’AIDS, a cui  si accompagna a una  recrudescenza  della tubercolosi. 
   La situazione sanitaria del Paese è preoccupante: il tasso di malnutrizione cronica dei bambini tra i 12 e i 23 mesi è passato dal 23% al 29% tra il 1991 e il 1998 e il tasso dei parti assistiti da personale qualificato è regredito di 5 punti nel corso del medesimo periodo. Il 40-50% delle visite mediche e il 28% dei ricoveri riguardano la malaria, c’è un medico ogni 10.000 abitanti, un infermiere ogni 2250 malati e un letto di ospedale ogni 770 malati. Quanto sopra costituisce un reale problema per la salute pubblica e la coesione sociale. Durante gli ultimi dieci anni di crisi economica l’offerta pubblica di servizi sociali di base si è notevolmente ridotta e lo sviluppo delle infrastrutture di base (strade, scuole, ospedali, rete elettrica e telecomunicazioni, acquedotti ecc.) ha subito un forte rallentamento. Per effetto congiunto della forte urbanizzazione non organizzata e della crisi economica, le città del Cameroun, in  particolare le più grandi, si trovano a dover affrontare numerosi problemi legati al fenomeno della proliferazione delle bidonvilles: insalubrità e insicurezza, aumento della disoccupazione, aumento dei senza tetto, dei bambini di strada, delle prostitute, dei malati mentali ecc…Il tasso di disoccupazione globale è del 8,4%, e raggiunge il 21,7% nelle zone urbane e il 3,5% in quelle rurali. La fascia dei 20-24 anni è la più colpita con il tasso del 15%.  L’indice di sviluppo  umano pone il Cameroun al 135° posto su 173 paesi.
Sotto l’aspetto religioso attualmente il paese è caratterizzato dall’abbondanza (circa una quarantina) di Chiese risvegliate, favorita dalla legge del 1990 sulla libertà di culto. La Chiesa Cattolica Romana è la più frequentata con circa 6 milioni di cristiani. 
 

Contesto locale: 

 
Il  villaggio di Ndianganè è situato a 65 Km da Bertua, all’interno della Foresta Est Camerun, sulla strada che da Bertua, capitale del dipartimento di Lom e Djerem, va a Belabo, capitale della Regione Est Camerun, dove passa la ferrovia che dal nord trasporta sino a Duala.Il villaggio è all’interno della foresta ed è anche il punto di riferimento di Chiesa per altri 6 villaggi, situati lungo l’unica strada asfaltata della zona a  decine di chilometri l’uno dall’altro e dal centro. Le famiglie vivono di agricoltura di sussistenza con i prodotti, ricavati ancora in forma primitiva., delle piccolissime coltivazioni di mais, ananas, caffè e banane.
La popolazione è autoctona di tribù Bobilis, molto vicina e a volte mescolata con i pigmei.  Le case hanno ancora l’interno in terra battuta, coperte di elementi vegetali e prive di qualsiasi igiene e confort. La corrente elettrica subisce numerose interruzioni e c’è anche difficoltà di acqua potabile. 
Il 90% della popolazione si dichiara cattolico, tuttavia la pratica religiosa è abbastanza limitata, dato che la popolazione, compresi i giovani, si deve allontanare dal villaggio per proteggere il raccolto durante tutta la settimana. E questo nuoce alla Pastorale.
Ndianganè è una Unità Pastorale creata negli anni ‘60 dai Padri dello Spirito Santo, primi missionari nella zona, situata nel cantone Bobilis e costituita da 9 comunità cristiane rappresentanti i 9 villaggi. Sono molto poveri e talvolta non riescono neppure a soddisfare i loro bisogni primari.
L Comunità delle Suore Domenicane della Beata Imelda è stata inviata in questo villaggio dal Vescovo del tempo per radunare e formare la Chiesa. Le suore sono presenti a Ndianganè dal 1987 e sono di grande aiuto nella formazione umana, intellettuale e spirituale, nella promozione della donna e della gioventù, nella scuola e nella pastorale parrocchiale; hanno cura della salute soprattutto dei più piccoli, dell’igiene, animano la Catechesi e alcune celebrazioni. Per molti anni la Comunità delle suore ha costituito l’unico punto di riferimento della Chiesa in Ndianganè.  Oggi possono collaborare con un nuovo sacerdote.  Una suora friulana di Tamai di Brugnera, sr Bernarda Carniel, ha lavorato nel villaggio e ha aiutato a impostare molte iniziative di evangelizzazione. Purtroppo un tumore l’ha portata via due anni fa.
 

Obiettivo del progetto:

 
La Chiesa-sala polivalente, costruita in economia e con stile africano 50 anni fa, soffre per il peso degli anni. Il suo tetto è totalmente rovinato dalle grandi piogge (sembra un passino!) Ciò rende impossibile effettuare le celebrazioni durante la stagione delle piogge. Molte attività formative vengono fatte in questa sala, sempre a rischio di dover smettere se viene la pioggia. L’ambiente della Chiesa funziona da sala polivalente  alla quale già dal 2009 il vento e la pioggia hanno  rovinato molto il tetto e non si può più portare parziali rimedi: deve essere totalmente rifatto, affinchè la sala possa ridiventare un luogo dignitoso e sano, dove poter alloggiare dignitosamente il Signore e il suo popolo di abitanti dei nove villaggi circostanti.
Per ottenere ciò necessita togliere le lamiere di copertura rovinate e posizionarne una nuova, disinfettare i muri e ridipingerli e  rifare alcuni banchi marciti per la pioggia.
 

  Costo del progetto:

 
     A fronte di una spesa totale di 9.700,00 Euro questa Onlus contribuirà con  4.800,00 EURO.
 
Puoi contribuire a questo progetto con una offerta libera nei seguenti modi:

 
In contanti passando in sede presso il Centro Missionario Diocesano in Via Treppo, 3 (III piano)
 
Conto Corrente Postale n° 65921272 Intestato ad Associazione Missiòn ONLUS
 
Bonifico Bancario  sul seguente C/C: 
IBAN: IT60 I050 1812 0000 0000  0115 995 
intestato ad Associazione Missiòn ONLUSBANCA: Banca Etica – Treviso 
Causale: Microprogetto :09/2016