16-008 Progetto di formazione per giovani apprendisti muratori, finalizzato alla realizzazione di una scuola secondaria a Mahonda, Burundi.

Costruire una scuola secondaria, dove poter apprendere un mestiere, utilizzando i momenti della costruzione come cantiere di stage per i giovani che hanno già una base di’istruzione per imparare un mestiere. Pochi insegnanti a dirigere il cantiere e molti allievi ad imparare il mestiere di muratore.

 
 
Paese:  Burundi
Località: Mahonda  prov. di Muyinga
Responsabile e Referente:  Don Runditse Emmanuel (parroco di Majano)  
 

Contesto Generale:

Il Burundi è uno degli stati della Regione dei grandi laghi nell’Africa centrale. Il suo territorio, la cui superficie è di  27.830 Kmq, è  formato quasi completamente  da altipiani e da rilievi minori coperti da pascoli naturali.  La capitale è Bujumbura con oltre  380.000 abitanti. 
È una repubblica parlamentare con una popolazione di oltre 10 milioni di abitanti. 
L’indice mondiale di Sviluppo Umano del 2015 colloca il Burundi al 184° posto su 188 paesi.   Il tasso di povertà è stimato al 83,2% in ambito rurale e al 41% in quello urbano.  
 Il 67% della popolazione è cattolica. 
Il paese è stato colonia tedesca dal 1885 fino alla prima guerra mondiale, poi, dal 1919  protettorato belga  sino al 1960, quando le lotte dei vari movimenti indipendentisti hanno portato alla nascita delle Nazioni Africane.
La popolazione è essenzialmente costituita da 2 etnie: i Tutsi o watussi, pastori di origine camitica (15%), e gli Hutu (84%), popolazione agricola di origine Bantù.  
Durante la colonizzazione i Tutsi costituivano la classe dirigente locale, mentre gli Hutu erano quasi completamente esclusi dal potere. Ciò ha determinato una situazione di odio e tensione tra le due etnie, che è esplosa nel momento della indipendenza dai colonialisti europei. Invero dal 1 luglio 1962, data in cui il Belgio concesse l’indipendenza al paese, si sono susseguiti continui colpi di stato, avvicendamenti di governi, assassinii di presidenti e massacri della popolazione, che hanno causato migliaia di morti.  Si stima che in un solo decennio siano state uccise oltre 300.000 persone.  I momenti di pace sono stati pochi e brevissimi, con le conseguenze, documentate dai media, di fame, violenze, banditismo, abusi sessuali, uso e diffusione di droga e di malattie, in particolare di AIDS.   
Dopo le elezioni presidenziali del 2015 il paese versa in uno stato di confusione amministrativa, con larga parte della popolazione che si oppone al terzo mandato (non riconosciuto dalla comunità internazionale) dell’attuale  presidente Pierre Nkurunziza.
Come altri paesi africani, il Burundi è vittima di una situazione politica con caratteri di forte instabilità dove è frequente il ricorso alla violenza per dirimere le controversie. La nascita di una classe dirigente responsabile e competente, dopo decenni di guerra civile, è questione che richiede tempi medio lunghi, volontà e forte sostegno da parte della comunità internazionale. Il processo di educazione e sviluppo del paese passa attraverso una scolarità diffusa, la pratica di una cultura di pace e la creazione di possibilità reali affinché la popolazione possa vivere una economia basata sulla legalità, il rispetto reciproco e la creazione di basi solide per lo sviluppo dell’intero paese. 
Tutto questo non può prescindere dall’istruzione, sia essa intesa come scuola dell’obbligo che come formazione professionale.
I Il 90% della popolazione vive  essenzialmente delle sue risorse agricole, sfruttate ancora con metodi tradizionali (zappa e roncola). I prodotti più consumati sono i fagioli e la manioca; di quest’ultima esistono più di dieci ricette, in particolare come polenta che, come pasto principale della popolazione burundese, può essere paragonato alla pasta italiana. 
Oltre il 70% vive al di sotto della soglia di povertà assoluta di 1 dollaro per persona al giorno. I giovani sotto i 15 anni sono circa il 45% della popolazione, il 60% quelli sotto i venti. L’aspettativa di vita media è di 41 anni per gli uomini, di 43 per le donne.
 

Contesto locale: 

La zona di Mahonda , ubicata nella provincia di Muyinga, è lontana dalla capitale e dai centri di potere, dimenticata e con tanti problemi. Una zona senza ricchezza particolare e senza strade (ci si può arrivare in auto solo attraverso una strada sterrata). Per coloro che hanno la fortuna di andare a scuola, alla fine del ciclo obbligatorio ci sono poche possibilità di proseguire negli studi, sia perché non esiste una scuola superiore in zona, sia perché le famiglie degli alunni hanno difficoltà a mantenerli presso scuole superiori ubicate nelle città  causa gli alti costi dei convitti, scelta che solo poche famiglie possono permettersi. Ciò determina un abbandono degli studi da parte di oltre il 90% dei ragazzi. A parte pochi fortunati, nella zona esiste un tasso molto elevato di analfabetismo tra la popolazione sia giovane che adulta: sono circa 900 i giovani residenti che non hanno accesso ad alcuna forma di istruzione superiore.  
 Da questa breve analisi della situazione, appare evidente che la popolazione residente in questa zona è priva di ogni accesso allo sviluppo. 
Chi ne paga maggiormente le spese è la fascia di popolazione più giovane. Sono ragazzi e ragazze che non hanno accesso alla formazione superiore, perché non c’è e/o perché non se lo possono permettere, e sono costretti a vagabondare, i più fortunati a lavorare nei campi, ostaggi di un sistema che non li bada. Spesso si riversano nelle città più grandi in cerca di fortuna, dove trovano difficoltà via via maggiori e finiscono nelle già più ampie sacche di emarginazione sociale, perché la massa è concentrata a sopravvivere e non bada a loro.
 

Obiettivo del progetto:

Costruire una scuola secondaria, dove poter apprendere un mestiere, utilizzando i momenti della costruzione come cantiere di stage per i giovani che hanno già una base di’istruzione per imparare un mestiere. Pochi insegnanti a dirigere il cantiere e molti allievi ad imparare il mestiere di muratore.  
Il progetto, la cui durata prevista è di un anno, verrà diviso in tre fasi:  A) Formazione dei giovani al mestiere di muratore;  B) Realizzazione dell’edificio scolastico durante il periodo di stage dei corsisti;  C) Rendicontazione del progetto.
Il progetto presenta garanzie di sostenibilità nel tempo. Infatti, al termine dei lavori di costruzione, la scuola verrà presa in carico dallo Stato, che si farà garante del suo mantenimento, sia in termini retributivi del personale assegnato, che per la spesa necessaria al suo mantenimento ed all’acquisto delle attrezzature utili alle attività educative e formative. 
I ragazzi sono i primi beneficiari del progetto: saranno circa 320 dai 6 ai 15 anni. Coloro che potranno usufruire dei servizi offerti dalla nuova scuola provengono da un raggio di 4/5 km rispetto al sito del progetto, rispettivamente dai paesi di Mahonda, Ruyivyi, Gasasa, Munagano, Kavumu e Rugari, tutti villaggi sparsi su un territorio collinare privo di vie di collegamento e di mezzi di trasporto. 
La scuola avrà comunque un criterio di selezione in ingresso: favorirà l’accesso all’istruzione primaria in via preferenziale alle ragazze: ogni nuova classe dovrà essere composta per almeno il 60% da ragazze. Questa scelta nasce dalla considerazione che la donna in Burundi ricopre un ruolo importante nell’economia della famiglia e della comunità, ma troppo spesso è ignorata  dalle istituzioni, sia locali che statali. 
Garantire alle donne un’istruzione è la via per riconoscerle un ruolo, una professione, per garantirle la dignità di persona ed anche una professionalità che sia sussistenza. Dare una  formazione professionale significa dare una possibilità di una vita migliore.
In orario non scolastico anche la popolazione locale potrà utilizzare le aule per attività di formazione di base (ad es. sanitaria, alfabetizzazione, coltivazione, lotta all’erosione dei terreni e a pratiche di rimboschimento).
 

Costo del progetto: 

Missiòn Onlus contribuirà alla spesa del progetto, il cui costo totale è di 34.273,00 Euro, con la somma di   2.500,00 EURO.
 
Puoi contribuire a questo progetto con una offerta libera nei seguenti modi:

 
In contanti passando in sede presso il Centro Missionario Diocesano in Via Treppo, 3 (III piano)

Conto Corrente Postale n° 65921272 Intestato ad Associazione Missiòn ONLUS
 
Bonifico Bancario  sul seguente C/C
IBAN: IT60 I050 1812 0000 0000  0115 995 
intestato ad Associazione Missiòn ONLUSBANCA: Banca Etica – Treviso 
 

Causale: Micro progetto 08/2016