2013 – Bolivia. Portiamo la croce insieme a loro

L’Arcidiocesi di Cochabamba ha in sè un forte legame con l’Arcidiocesi di Udine, a seguito dell’attività missionaria partita proprio dal Friuli.

L’ Arcivescovo è Mons. Tito Solari, salesiano, nativo di Pesariis. Nel 1974 andò in Bolivia, dove si prese cura della parrocchia di San Carlos, a Santa Cruz de la Sierra. Dopo 7 anni venne nominato Provinciale dei Salesiani, e fu destinato a La Paz. Qui realizzò tre case per la formazione: la sua opera più bella e significativa, perché provocò il fiorire delle vocazioni. Venne consacrato vescovo il 19 marzo 1987. Dal 1999 è vescovo dell’Arcidiocesi di Cochabamba, nomina che coincise con un difficile periodo della vita della regione, caratterizzato da numerosi conflitti sociali (conflitto dell’acqua, conflitto tra cocaleros e governo ecc.). La sua capacità di ascolto e mediazione, tante volte dimostrata anche nelle situazioni più difficili, e spesso su richiesta delle stesse parti in conflitto, ha fatto sì che la popolazione riponesse in lui notevole fiducia e gli consegnasse le proprie istanze. Nella sua attività missionaria, mons. Solari ha cercato appoggio e forze nella sua terra natale. Così, nel 1976, le Suore Rosarie di Udine decisero di aprire una missione in Bolivia. Anche le Suore della Provvidenza, su suo invito, nel 1980 aprirono una Comunità a San Carlos. Nel 1983 arrivarono anche a Chivimarca, sulla Cordigliera Andina, nella diocesi di Cochabamba. Nel 1986 aprirono una casa anche a Cochabamba città.

Altri TRE salesiani friulani sono presenti in Bolivia: P. Ermanno Nigris e P. Arturo Bergamasco, a San Carlos (nella diocesi di Santa Cruz de la Sierra) e don Elio di Lenarda, a Cochabamba. Tra le Suore Rosarie presenti a Cochabamba ricordiamo suor Lucia Battel di Malisana e suor Maria Aurora Pistrino di Sclaunicco.

L’ARCIDIOCESI DI COCHABAMBA

L’Arcidiocesi comprende 13 delle 16 province del dipartimento di Cochabamba, dato che le province di Campero, Carrasco e Mizque appartengono alla diocesi di Aiquile, che è suffraganea di questa Arcidiocesi, così come la diocesi di Oruro. Sede arcivescovile è la città di Cochabamba, dove si trova la cattedrale di San Sebastiano. Il territorio si estende su 32.306 km² (grande quanto Friuli, Veneto e provincia di Trento messi assieme) ed è suddiviso in 73 parrocchie, raggruppate in 5 Vicariati. Nel 2006, su una popolazione di 1.524.000 abitanti, i battezzati erano 1.390.300, pari al 91,2% del totale. Dispone di 305 sacerdoti, di cui 91 secolari e 214 regolari, e di 17 diaconi permanenti. Nel 1988 Cochabamba ricevette la visita di papa Giovanni Paolo II. A ricordo dell’avvenimento fu eretta la colossale statua del Cristo de la Concordia, una delle statue del Cristo più alte del mondo, che domina la città dalla cima del Cerro San Pedro.

IL TERRITORIO

Il Dipartimento si trova al centro della Bolivia: Cochabamba, data la sua posizione geografica, è considerata la spina dorsale del Paese. Ha una superficie di 55.631 km quadrati ed un’altitudine che varia da 300 m nella zona tropicale ai 4.000 m nella zona andina. Cochabamba è conosciuta storicamente per le valli fertili che attraversano la zona centrale e si estendono fino alle zone alte situate nella parte sud-est del Dipartimento. Questa caratteristica le è valsa il soprannome di “città dell’eterna primavera”, situazione che è andata radicalmente cambiando negli ultimi anni a causa del cambiamento climatico. Il Dipartimento è costituito da 16 province: Cercado (la zona della capitale), Campero, Ayopaya, Esteban Arce, Arani, Arque, Capinota, Germán Jordán, Quillacollo, Chapare, Tapacarí, Carrasco, Mizque, Punata, Bolivar e Tiraque.

LA POPOLAZIONE

In base ai risultati dell’ultimo censimento nazionale della popolazione del 2012, Cochabamba ha una popolazione di 1.938.401 abitanti, che rappresenta il 18,65% della popolazione della Bolivia. Il Dipartimento conserva ancora viva il suo passato Quechua e Aymara, gruppi linguistici comprendenti diversi gruppi etnici, distribuiti in Bolivia, Cile, Ecuador e Perù.

SITUAZIONE SOCIALE

Più della metà della popolazione (55%) vive in condizioni di povertà e, dei 44 comuni che compongono le 16 province del dipartimento, 10 hanno un tasso di povertà superiore al 98%, che in alcuni casi raggiunge 99,4 e 99,6%. Per quando riguarda l’abitazione, il 68,2% della popolazione vive in case in cui non vi è spazio sufficiente, per il numero di abitanti. Nel contempo, acqua e servizi igienici sono inadeguati per il 55,1% della popolazione generale, ma nelle province con i maggiori tassi di povertà, la percentuale raggiunge il 90%. Nel settore dell’istruzione la situazione è altrettanto allarmante, dato che carenze educative interessano il 52,6% della popolazione, con punte in alcune provincie di oltre il 90%. Il dipartimento di Cochabamba, come del resto tutto il Paese, ha subito negli ultimi anni le conseguenze dei cambiamenti climatici, della migrazione delle persone, e dei conflitti sociali. Il problema dell’immigrazione interna è accompagnato da un fenomeno di emigrazione verso altri Paesi. Secondo i dati forniti dal ufficio dipartimentale delle migrazioni, fino al settembre del 2004 ben 116.356 boliviani erano emigrati in Argentina, Brasile e Stati Uniti. Questo dato non tiene conto della maggioranza degli emigrati, che sono partiti verso altre destinazioni, soprattutto la Spagna e l’Italia. Senza considerare le persone che hanno lasciato il paese illegalmente.

IL PROGETTO

L’Arcidiocesi di Cochabamba ha altipiani, valli e zone tropicali. L’Altipiano è composto dal Vicariato occidentale di Capinota e la Vicaria di Ayopaya. La prima ha 7 parrocchie in 4 province del dipartimento di Cochabamba: Capinota, Arque, Bolivar e Tapacarí. Questo Vicariato include la zona andina del dipartimento di Cochabamba. La Chiesa, per garantire ai giovani della zona una migliore qualità dell’istruzione, ha aperto due scuole/convitto a Tapacarí, quattro scuole/convitto ad Arque, due scuole/convitto a Tacopaya, due scuole/convitto a Bolivar e due scuole/convitto a Capinota. Inoltre ha istituito due centri di istruzione alternativa e una scuola a Tacopaya, per coltivare le vocazioni al sacerdozio e alla vita consacrata. I parroci nelle zone rurali devono essere educatori, agronomi, medici e missionari. Questa è la dimensione che hanno avuto i Padri Missionari. Come educatori hanno aperto le porte a molti giovani e ragazze che altrimenti non avrebbero alcuna possibilità di diplomarsi. Come Agronomi devono preoccuparsi di incentivare le comunità perché curino i terreni al fine di migliorare la produzione. Come medici aiutano i singoli malati/e da un lato curandoli, dall’altro offrendo una formazione sulla prevenzione. Come missionari propongono il messaggio del Regno di Dio attraverso la visita alle famiglie e alle comunità, con il lavoro nelle scuole, la catechesi, gli incontri di fede e la celebrazione dei sacramenti. Un esempio è la parrocchia di Tacopaya, che ha un’estensione territoriale di 920 km quadrati, con 11.800 abitanti distribuiti in 120 comunità. Dispone di 60 unità didattiche, 178 insegnanti, 13 centri di comunità e 4 zone pastorali. Il tutto servito da un solo sacerdote Le scuole/convitto della zona andina sono finalizzate alla formazione integrale, culturale e religiosa, dei bambini e dei giovani. Sono sostenute dai diversi livelli della pastorale dell’Arcidiocesi, in coordinamento con le famiglie e con la guida dell’Arcivescovo.

VISION

Le priorità e gli accenti nel lavoro educativo sono:

  • Identificare i futuri leader, educandoli ai valori del servizio alla comunità
  • Consolidare l’identità di una Chiesa dal volto missionario
  • Offrire criteri pastorali per un’evangelizzazione rispettosa del contesto culturale, che valorizzi valori, carismi, conoscenze delle comunità locali
  • Valorizzare il servizio pastorale, i ministeri e i servizi laicali
  • Sviluppare un piano di lavoro sistematico e partecipativo
  • Creare gruppi missionari nelle comunità rurali
  • Sviluppare una coscienza comunitaria e spirito critico
  • Promuovere spazi comunitari e di integrazione
  • Cercare proposte formative

Si può contribuire alla campagna:

  • in tutte le parrocchie della Diocesi
  • conto corrente postale: n° 65921272 Intestato a: Associazione Missiòn ONLUS
  • conto corrente bancario presso: Banca Etica – Succursale di Treviso, Viale Della Repubblica, 193/i – 31100 – Treviso Intestato a: Associazione Missiòn ONLUS IBAN: IT60 I050 1812 0000 0000 0115 995

Sono disponibili manifesti e dépliant per le parrocchie che vogliano diffondere l’iniziativa: il materiale si può ritirare presso l’Ufficio Missionario Diocesano, via Treppo 3, Udine. Per informazioni: uff.missioni@diocesiudine.it