11_005 Progetto di sviluppo agricolo per l’auto-sostenibilità della gente della regione di Idukki

Bonificare, sistemare e coltivare questi 30 ettari in collaborazione e partnership con circa trenta comunità parrocchiali. Il progetto prevede il taglio di alberi, l’estirpazione di erbacce, l’eliminazione delle pietre, la costruzione di piccoli sentieri che permettano l’utilizzo del trattore, di jeep e di mezzi di trasporto,nonché percorsi a piedi .

Paese : India

 
Località : villaggio di Mettukuzhi—regione di Idduki—Kerala
Responsabile e referente :
Mons. Philipas Mar Stephanos
Vescovo aus. di Tiruvalla
 
Fr. Abramo Thyparambil —Responsabile del progetto
 

Contesto generale:

L’India è una confederazione di 28 Stati e di 7 Unioni territoriali, che si estende dalla catena dell’Himalaya a nord sino all’Oceano indiano a sud. Un terzo della sua popolazione, che supera il miliardo, vive sotto la soglia della povertà e l’eccezionale crescita economica del paese in questi ultimi anni ha effetti marginali sul reddito della maggior parte della popolazione. Il 64% della forza lavoro è occupato nell’agricoltura, ma la maggior parte dei fondi coltivati ha estensioni molto limitate e più di un terzo degli appezzamenti è al di sotto del livello di sussistenza di una famiglia di contadini. Inoltre è sufficiente una cattiva stagione di monsoni per ridurre o addirittura annullare tutta la produzione L’industria occupa il 17% della popolazione. Oggi l’India è il leader mondiale nel settore informatico. C’è un pluralismo etnico, linguistico e religioso. Il tasso di alfabetizzazione nel 2004 era del 65,38% con prevalenza maschile.
In generale le donne vivono in condizioni svantaggiate, anche se ora nelle città iniziano ad essere presenti in ogni ambito lavorativo. Nei villaggi, invece, i progressi sono più lenti e spesso le famiglie più povere continuano a considerare le femmine un peso sul bilancio familiare. Il governo ha emanato leggi contro l’aborto di feti sani femminili. L’India ha il maggior numero nel mondo di lavoratori bambini tra i 4 e i 14 anni ( oltre 100 milioni ), che vengono impiegati in lavori insalubri e pericolosi.
Contesto economico e sociale della zona dove è localizzato il progetto:
La località è socialmente arretrata. Gli abitanti sono prevalentemente occupati, sia come proprietari che come braccianti, nell’agricoltura. La maggior parte di essi possiede non più di un quarto di ettaro di terra. Gli operai vivono in piccole case povere prive di servizi igienici . La maggior parte di essi è priva di istruzione. Nella zona non esistono strutture sanitarie. Non c’è acqua potabile né acqua per le coltivazioni. A causa della forte migrazione da luoghi diversi in cerca di cibo e di lavoro gli abitanti appartengono a caste diverse, parlano lingue diverse e professano religioni diverse. Le principali lingue parlate sono il tamil e il malayalam. Ci sono anche esiliati politici e sociali provenienti da altri stati indiani. La località non ha una chiesa . La Chiesa cattolica è impegnata in attività di evangelizzazione,ma deve usare molta cautela, a causa delle opposizioni di radicali e fondamentalisti.
 

Contesto locale::

Mettukuzhi (2500 mt. s.l.m.) è un luogo remoto , nel villaggio di Vandamedu, distretto di Idukki nello Stato del Kerala. Originariamente era una superficie forestale demaniale concessa alla popolazione per l’agricoltura dopo la seconda guerra mondiale. Per le sue caratteristiche agro-climatiche la zona è adatta a piantagioni di tè, caffè, cardamomo, pepe, verdura, piante medicinali ecc…Nella zona vivono circa 2000 persone.
L’Arcidiocesi di Thiruvalla possiede 30 ettari di terreno , rimasto incolto in questi ultimi 20 anni. Si tratta di un bosco con alberi piccoli e grandi, pieno di cespugli e di piante selvatiche che, non essendo da tempo utilizzato, è divenuto giungla e
“ santuario” di animali selvatici e di serpenti. Durante la stagione monsonica si verificano spesso frane ed erosioni . Non esistono serbatoi per la raccolta dell’acqua piovana. Non è protetto da alcuna recinzione.
Il terreno sarebbe fertile, se fosse convenientemente trattato.
 

Obiettivo:

Bonificare, sistemare e coltivare questi 30 ettari in collaborazione e partnership con circa trenta comunità parrocchiali. Il progetto prevede il taglio di alberi, l’estirpazione di erbacce, l’eliminazione delle pietre, la costruzione di piccoli sentieri che permettano l’utilizzo del trattore, di jeep e di mezzi di trasporto,nonché percorsi a piedi . Inoltre è prevista l’installazione di sistemi di irrigazione, la costruzione di serbatoi di acqua, di pozzi e di pompe, di ambienti per ilo stoccaggio di sementi, concimi, pesticidi, attrezzature di lavoro e di magazzini per stipare i prodotti raccolti.. Si prevede anche di allevare animali domestici quali mucche, bufali, maiali e polli per ottenere concimi naturali. È inoltre necessario predisporre un vivaio per la preparazione delle piantine e ambienti per l’amministrazione. Tutto questo al fine di promuovere lo sviluppo agricolo e la sicurezza degli abitanti alleviandone la povertà e garantendo loro un reddito migliore, in particolare alle donne emarginate. La partecipazione di più comunità nella realizzazione del progetto creerà uno spirito di responsabilità collettiva e comporterà contemporaneamente la produzione di un reddito da utilizzare per attività caritative e sociali.
Ciò fornirà un nuovo modello di Chiesa partecipativa con il coinvolgimento anche dei laici nel difficile processo di evangelizzazione della zona
 

Costo:

293.000,00 Euro in cinque anni . La comunità locale contribuirà per circa 170.000,00 Euro.
Missiòn Onlus contribuirà con la somma di 10.000,00 EURO.