2012 – Argentina. Lontani ma fratelli

Storia del gemellaggio: due chiese sorelle, una sola solidarietà

Il gemellaggio tra la Diocesi di Udine e quella di San Martín ha inizio nel lontano 1962 quando vengono inviati due sacerdoti Fidei Donum: don Alberto Cimbaro, primo parroco di Asunción de la Virgen di Villa Bosch, e don Carisio Pizzoni suo cappellano e successore dal 1967. Dalla loro esperienza nella prima parrocchia ne sorsero altre 2: quella di Castelmonte, eretta nel 1979 (Santuario della Madonna per i friulani) e quella di N.S. de Luján del Buen Viaje, iniziata e costruita da don Rolando Roiatti, arrivato nel 1971 dal Brasile, ed eretta a parrocchia nel 1980. Il primo parroco di Castelmonte fu lo stesso don Carisio che incominciò a dotarla di strutture, sostituito in Asunción de la Virgen da don Onorato Lorenzon arrivato all’Argentina nel 1978. Alla morte prematura di don Carisio, in Castelmonte si avvicendarono provvisoriamente vari sacerdoti del posto fino all’arrivo dall’Italia di don Vito Ferrini che rimase in Argentina per un anno. Fu inviato da Udine, per sostituirlo, don Snidero Claudio che è, tuttora, responsabile di quella parrocchia/santuario.

A fine degli anni 80, erano cinque le parrocchie contigue in San Martín rette da sacerdoti friulani (Religiosi e Fd). Oltre ai tre ricordati si trovava pure il Religioso don Italico Sione, nato a Raschiacco e ordinato in Argentina, fratello di un sacerdote di Udine. Fu parroco della Sagrada Familia di Billinghurst, quartiere contiguo a Villa Bosch. Il francescano padre Graziano Zanin, nato a Talmassons e parroco della Inmaculada Concepción di José Leon Suarez, quartiere contiguo a Loma Hermosa. Don Italico è morto e Padre Graziano, dopo alcuni anni di servizio in altri incarichi, è ritornato nella stessa parrocchia. Da alcuni annisi trova a 3.000 Km da B.A. in una comunità Francescana nella zona chiamata BOLSON ad alcuni kilometri da BARILOCHE famoso centro turistico. Nel 1992, per dedicarsi agli emigranti friulani, arrivò pure don Luigi Gloazzo che successivamente, senza trascurare gli emigranti e con l’accordo dell’Arcivescovo di Udine, prese cura della parrocchia di María Inmaculada di San Martín. Così nel 1996 erano quattro le parrocchie con sacerdoti Fd provenienti dalla diocesi di Udine: Asunción de la Virgen di Villa Bosch, la prima a riceverli, con parroco mons. Onorato Lorenzon; Castelmonte con parroco don Claudio Snidero, coadiuvato, per un breve periodo, da don Daniele Alimonda; N. S. de Luján del Buen Viaje con parroco don Rolando Roiatti (ora parroco di Santa Juana de Arco in Ciudadela); María Inmaculada con parroco don Luigi Gloazzo, oggi rientrato e alla guida del Centro Missionario e della Caritas diocesana.

L’esperienza dei Fd della diocesi d’Udine si sommava a quella dei sacerdoti Fd: 10 spagnoli, arrivati degli anni 50, e 3 polacchi (ora rientrati).

Attualmente nella diocesi di San Martín su 41 parrocchie, tre sono guidate da sacerdoti Fd friulani e un’altra da un Fd spagnolo. L’invio fatto da Udine non è stato il più numeroso, ma quello che ancora regge. In totale sono 8 i sacerdoti Fd inviati alla diocesi di San Martín:

Tutti questi sacerdoti hanno dato un notevole impulso all’evangelizzazione e alla pastorale della promozione umana con un impegno costante in sintonia con il presbiterio locale (scuole, educazione, migrazioni, formazione degli operatori pastorali, scuole di teologia, coordinazione della catechesi, associazioni diocesane, coordinamento foraniale ed altri servizi diocesani). La loro presenza in un territorio cittadino (il “gran Buenos Aires”) a forte presenza di immigrati, caratterizza la loro pastorale molto attenta ai problemi umani, sociali, economici, culturali, alla promozione delle comunità di base e partecipazione laicale, all’accompagnamento della religiosità popolare.

SITUAZIONE ATTUALE DI SAN MARTIN

La diocesi comprende due grossi Comuni della cintura della Capitale argentina (San Martín – 400.000 abitanti; Tres de Febrero – 350.000 abitanti). Sono cresciuti subito dopo la seconda guerra mondiale in seguito all’insediamento degli Emigranti che provenivano dall’Europa (moltissimi Friulani ed Italiani!). Il primo Vescovo, partecipando al Concilio Vat. II, conobbe mons. Emilio Pizzoni e chiese la cooperazione di alcuni sacerdoti Udinesi. I primi a partire sono stati don Carisio Pizzoni e don Alberto Cimbaro, poi don Rolando Rojatti, don Onorato Lorenzon, don Vito Ferrini, don Claudio Snidero, don Luigi Gloazzo, don Daniele Alimonda.

La storia di queste città della cintura urbana è strettamente legata allo sviluppo artigianale, industriale e commerciale. Accanto alle strutture economiche ed abitative si sono stabiliti degli interi quartieri di abitazioni precarie chiamati: “Ville miseria” dove i più poveri, provenienti dall’interno, si sono sistemati in case di fortuna (Lamiere, legno, mattoni, …) senza acqua e fogne.

Accanto a questi “poveri tradizionali” si sono aggiunti ora i disoccupati, i licenziati dalle imprese che hanno acquistato le industrie dello Stato. Le famiglie, che riuscivano a soddisfare almeno le necessità basilari, si vedono nell’impossibilità non solo di pagare le tasse, ma anche di garantirsi il mangiare di ogni giorno.

La Caritas di San Martín ha una buona organizzazione di sostegno ed accompagnamento dei piccoli progetti di sostegno dei poveri: mense per bambini; distribuzione dei pacchi viveri settimanali; mercatino di abiti usati da acquistare a bassissimo prezzo; lamiere per coprire le baracche dove alloggiano le famiglie dei più poveri; organizzazione di agenzie di offerta/richiesta lavoro; animazione sociale nei quartieri poveri; …

Il Vescovo Guillermo Rodríguez Melgarejo (nominato il 30 maggio 2003) è stato in Friuli e ci ha visitato nel gennaio 2012. La sua presenza ci ha offerto l’occasione per conoscere la situazione attuale della Chiesa diocesana e argentina e della realtà sociale del Paese amico che vede la presenza di tantissimi friulani.

I QUATTRO PROGETTI DA SOSTENERE

La Quaresima 2012 ci da l’opportunità di accompagnare la Diocesi di San Martín nel suo sforzo di creare ambienti di comunità che consentono di gettare le basi per una nuova società attraverso il sostegno a diversi progetti:

  • LA RANA è una “villa miseria”, una baraccopoli, con una presenza di circa 20.000 abitanti, appartenente alla Parrocchia “Maria Auxiliadora” di Villa Ballester. Il Parroco, don Stefano, è accompagnato da tre suore che svolgono un servizio di assistenza e di evangelizzazione in mezzo alle famiglie che vivono in quella zona attorno ad una cappella che fa da centro di aggregazione e accoglienza. La Caritas parrocchiale svolge una attività di assistenza e risulta interessante anche il lavoro missionario che si porta avanti con un metodo particolare che porta a decine e decine di battesimi tra adolescenti ed adulti, creando così, in un certo senso, un freno alla avanzata delle sette.
  • VILLA HIDALGO è un’altra realtà marginale della diocesi, situata alla estremità dell’agglomerato suburbano che costituisce l’anello più esterno della città di Buenos Aires. Questa zona appartiene alla Parrocchia di S. Cayetano (Gaetano) ed è seguita particolarmente da due suore arrivate recentemente dal Piemonte appartenenti alla Fraternità Missionaria de Siloe. La loro attività si dirige su vari fronti:
    1. Si offre a giovani, provenienti anche dall’Italia, la possibilità di realizzare una esperienza missionaria dentro questa realtà caratterizzata non solo da una povertà materiale, ma soprattutto umana, culturale e sociale.
    2. Si porta avanti una mensa per bambini e ragazzi, offrendo loro anche un servizio di appoggio scolastico ed una azione educativa.
    3. Si riserva particolare attenzione agli adolescenti orientandoli ad una partecipazione attiva nella comunità, incoraggiandoli a non lasciare la scuola, offrendo loro anche la possibilità di una formazione al lavoro.
    4. Dal punto di vista pastorale – liturgico assumono la responsabilità della Cappella dedicata a N.tra S.ra de Lujan.
  • PUERTA è un quartiere povero, quasi interamente abitato da emigranti del Paraguay ed immigranti venuti dall’interno del Paese, specialmente dalla zona di Corrientes ed Entre Rios. Intorno alla Cappella, dedicata alla Vergine di Itatí, appartenente alla Parrocchia “Sacro Cuore di Maria”, dal 2005 è sorta una interessante realtà socio-educativa-culturale che riunisce una sessantina di ragazzi dai 6 ai 18 anni e serve a 40 famiglie con le quali si realizzano:
    1. Doposcuola ed assistenza scolastica.
    2. Formazione artistica, musicale, attività artigianali.
    3. Si offre la colazione al mattino e la merenda al pomeriggio.
    4. Si porta avanti un programma di alfabetizzazione per adulti.
    5. C’è un accompagnamento alle famiglie con il metodo di auto aiuto per risolvere le gravi situazioni di violenza famigliare e le dipendenze. Allo stesso tempo si risponde a necessità urgenti di salute.
  • GESÙ BUON PASTORE, parrocchia della cattedrale, è una comunità strategica per cambiare la qualità della vita umana, sociale, culturale e religiosa, e quindi ottenere una società effettivamente nuova. Ciò richiede di concretizzare una trasformazione delle strutture che rende possibile il raggiungimento di questo obiettivo. Il progetto preliminare è stato presentato al vescovo Mons. Bruno Mazzocato, che insieme a Mons. Genero, vicario generale e don Luigi Gloazzo, direttore del Centro Missionario, che lo hanno considerato molto coerente. È per questo che l’Arcidocesi di Udine promuovere per la Quaresima 2012, nel 50° del gemellaggio tra le due diocesi, una generosa solidarietà dei fedeli.

Mons. Guillermo Rodríguez Melgarejo

Vescovo di San Martín