07-003 Progetto Ireneo Dud Vocational Training Centre

La comunità locale ha donato al progetto un lotto di terra. I capi locali e la gente, assieme al Governatore dello Stato, hanno concordato che verrà destinato al progetto un appezzamento di terra di due miglia quadrate. Il terreno in questione è una terra coltivabile oltre che adatta per le costruzioni.

 

SCHEDA DI DETTAGLIO DEL PROGETTO

1. Informazioni generali sul progetto
1.1 Titolo
Centro di formazione professionale IRENEO DUD VOCATIONAL TRAINING CENTER
1.2 Paese
Sud Sudan
1.3   Località
Bargel (Distretto di Cueibet)
1.4 Ambito di intervento
Sviluppo socio-economico (piccole infrastrutture)
1.5 Responsabile del progetto
Padre Giovanni Girardi, Missionario Comboniano
 
REFERENTE ITALIANO PROGETTO
ASSOCIAZIONE SUDIN ONLUS
Via Torino, 77
33100 UDINE
WWW.SUDIN.ORG
C.FISC. 94100040305
tel.: +390432478652
+390432838661
fax : +390432838681 cell:+393398851208
c/c 119339 intestato a: ASSOCIAZIONE SUDIN ONLUS presso Banca Popolare Etica, filiale di Padova
ABI 05018, CAB 12100, GIN B Coordinate Iban: IT 75 B 05018 12100 000000119339


Premesse

Il Sud Sudan ha recentemente (9 gennaio 2005) firmato un trattato di pace con il governo del Nord che ha posto fine ad una guerra ventennale. Durante questi anni di guerra sono morti 2 milioni di persone e centinaia di migliaia sono stati costretti a lasciare le loro case. Tutto ciò ha influito negativamente sull’istruzione, la salute e lo sviluppo sociale.
1.6   Situazione generale
Con la firma del trattato di pace il nuovo governo del Sud Sudan sta cercando di stabilire la propria identità come governo locale. Sono stati insediati vari ministeri, mentre altri si stanno costituendo solo adesso. L’istruzione e lo sviluppo sociale rappresentano una delle priorità per questo governo che ha il gravoso compito della ricostruzione completa del paese dopo più di 20 anni di guerra. La Chiesa Cattolica ha giocato un ruolo chiave nel campo dell’istruzione durante gli anni di guerra, in quanto ha aperto “scuole del bosco”, ha pagato gli stipendi agli insegnanti, e ha così potuto fornire gratuitamente istruzione alla popolazione, organizzando anche gli esami per gli studenti. Anche dopo la costituzione del nuovo Sud Sudan la diocesi ha continuato il proprio lavoro nel campo dell’istruzione in collaborazione con il governo.
1.7   Situazione locale
Bargel è situata nel distretto di Cueibet sulla strada tra Rumbek e Wau. Nel raggio di 5 miglia vivono circa 20 mila persone, appartenenti a tre tribù, i Dinka Ngok, i Dinka Rek e i Jur; attualmente risultano vivere e lavorare in pace assieme. Durante la guerra Bargel era un paese dimenticato e pericoloso. C’è stato pochissimo sviluppo in questa regione e, sebbene ci siano 3 scuole locali, nessuna permette ai bambini di completare l’intero ciclo della scuola primaria. Due delle scuole primarie prevedono solo lo Standard IV mentre la terza arriva fino alla Standard VI. Il Sud Sudan prevede un programma di studi per la scuola primaria fino allo standard Vili, ma sfortunatamente nessuna di queste scuole permette ai ragazzi di raggiungere tale livello. Solamente spostandosi in altre aree della Diocesi è possibile trovare scuole che permettano il raggiungimento dello Standard Vili.
2. Scopi
Come già accennato, il Sud Sudan sta faticosamente uscendo da un lungo periodo di guerra. E’ necessaria la costruzione di case, strade, pozzi per l’acqua e reti idriche, infrastrutture in genere, come pure è indispensabile avviare uno sviluppo del sistema economico equilibrato e compatibile con l’attuale assetto sociale.
La popolazione locale non è in grado di affrontare autonomamente queste sfide. Non solo per carenza di risorse finanziarie, ma anche e soprattutto perché pochissime persone hanno le competenze per svolgere anche le attività artigianali più semplici. Attualmente in Sudan ci sono poche persone che hanno imparato un mestiere, non esistono scuole tecniche-professionali (le scuole indicate al punto precedente permettono solo l’alfabetizzazione della popolazione, non l’acquisizione di ulteriori competenze); anche le non molte opere e infrastrutture ad oggi realizzate dopo il trattato di pace, hanno coinvolto per la loro costruzione, imprese straniere che si sono avvalse di maestranze non locali; queste al termine dei lavori lasciano il paese portando con sé risorse economiche e competenze. Questo fenomeno è oltremodo negativo per il futuro sviluppo del Sud Sudan, non consentendo al paese di sfruttare al meglio le opportunità che gli interventi infrastrutturali finanziati dalle comunità internazionali potrebbero offrire.
Lo scopo del progetto è di creare la prima scuola professionale della regione per insegnare ai giovani del luogo alcuni mestieri,come ad esempio muratore, meccanico, elettricista, agricoltore,
in modo tale da fare partecipare alla ricostruzione del loro paese gli stessi abitanti del Sud Sudan
Gli studenti verranno selezionati in tutta l’area della Diocesi tra coloro che hanno raggiunto preferibilmente lo Standard Vili. Il Centro di formazione professionale offrirà l’alloggio agli studenti che abitano lontano. I primi studenti saranno formati per creare il primo gruppo di educatori. Questi saranno poi gli insegnanti degli studenti successivi. Le persone selezionate per questo importante ruolo saranno persone adulte, già attive nelle rispettive comunità e in grado quindi di assolvere il compito di educatori.
3. Obiettivi
Nel primo anno l’obiettivo è quello di formare questo iniziale piccolo gruppo di lavoratori specializzati in vari mestieri, come l’edilizia, la meccanica, l’agricoltura e la carpenteria, con il supporto di un gruppo di insegnanti provenienti dall’Europa. Un presupposto fondamentale sarà quindi trovare in Italia persone esperte e disponibili a trasferirsi in Sudan per brevi periodi (uno o più mesi) per trasmettere le proprie competenze. Nel secondo anno alcuni dei lavoratori del primo gruppo diventeranno insegnanti e provvederanno alla formazione a loro volta di un primo gruppo di 10-15 studenti. Questi studenti verranno selezionati nell’ambito del territorio della Diocesi e dovranno aver completato lo Standard Vili.
Il progetto prevede un piano di studi triennale. Nel primo anno tutti gli studenti verranno formati in tutte le discipline, nel secondo e terzo anno ci sarà la specializzazione in base alle loro abilità e interessi. L’agricoltura sarà una materia obbligatoria in tutti i tre anni.
4. Azioni
Il progetto fin dalle prime fasi si svilupperà in parallelo su due direttrici:
•         Un’azione sviluppata in loco, in Sud Sudan
•         Un’azione sviluppata in Italia
Chiaramente le due attività fanno parte di un progetto unitario e ci saranno un collegamento continuo e una costante interazione tra le persone coinvolte direttamente in Sud Sudan e quelle che opereranno in Italia.

Azioni sviluppate in Italia:

Definizione e costituzione avvenuta in data 9 settembre 2007 in Italia dell'”Associazione Sudin Onlus” che verrà registrata anche presso le autorità del Sud Sudan; tale struttura ha il compito di curare la promozione del progetto e di sensibilizzazione dei potenziali sostenitori; gestisce l’attività amministrativa e finanziaria della scuola, nonché la segreteria ed effettua le attività di rendicontazione della stessa, per un periodo sufficiente (almeno 4-5 anni) al formarsi di una autonoma organizzazione locale. Si sottolinea come l’associazione, in territorio italiano, si basi esclusivamente su base volontaristica allo scopo di ridurre al minimo i costi di struttura per destinare tutti i fondi raccolti all’invio di aiuti umanitari in Sud Sudan. Al termine di tale iniziale periodo, quando la scuola avrà ottenuto una sua autonomia finanziaria e organizzativa, sia attraverso il riconoscimento e l’accreditamento da parte delle autorità locali, sia attraverso le attività
economiche che la stessa realizzerà (produzione di materiali edili (mattoni ecc.), produzioni agricole, realizzazione di pozzi per l’acqua), la gestione economico finanziaria del centro professionale sarà svolta direttamente in loco. Dell’associazione potranno far parte comunità cristiane, circoli aziendali, imprese e società anche attraverso le associazioni di categoria, privati e enti pubblici, il cui coordinamento e la cui messa in rete sarà quindi realizzato proprio attraverso la Associazione.
E’ stato costituito comitato dei garanti, composto da tre personalità di riconosciuta autorevolezza e di piena indipendenza di giudizio, per la valutazione dell’efficacia, dell’economicità e della correttezza amministrativa dell’iniziativa.
4.1     Costituzione Associazione Sudin
4.2     Sviluppo del progetto didattico e formativo; tale azione è iniziata in collaborazione con
l’ESMEA di Udine, un centro di formazione professionale per l’edilizia della Provincia di
Udine. E’ previsto, inoltre il coinvolgimento dell’Università degli Studi di Udine – Facoltà di
Ingegneria per la definizione dei progetti formativi, e per l’individuazione delle tecnologie e dei
materiali più idonei per l’utilizzo nelle zone oggetto dell’intervento. In questo ci si avvarrà della
decennale esperienza maturata dalla suddetta università nel campo delle costruzioni con
tecnologie e materiali “poveri”.
4.3     Il Responsabile di progetto ha partecipato nel corso del 2006 per il periodo di un mese alle
attività didattiche di Esmea. Durante tale periodo è stato definito, in collaborazione con i docenti
Esmea, un programma base di studi e mentre è in progetto la redazione di dispense e altro
materiale didattico che sarà successivamente tradotto in lingua inglese e nella lingua locale.
(Tale ultima attività sarà realizzata da un missionario già destinato alla scuola per tale scopo
dalla congregazione dei comboniani). L’Associazione Sudin sta, nel frattempo, raccogliendo le
adesioni degli insegnanti che andranno in Sudan per contribuire all’avvio del progetto.
4.4Presso L’Associazione Sudin è stato sviluppato il progetto dei primi moduli della scuola
professionale. In particolare sono stati definiti nei dettaglio il capannone che fungerà da ricovero
delle attrezzature e da area coperta per l’insegnamento e la struttura modulare attrezzata che
servirà da alloggio per gli insegnanti provenienti dall’Italia. La progettazione, l’invio degli
ordini ai fornitori e l’acquisto di tutti i materiali si è concluso ad inizio gennaio 2007 quando da
Basiliano sono partiti gli otto container alla volta del Sudan
4.5     Presso l’Associazione, poi, è stato definito il piano economico dell’iniziativa e sono stati attivati
i diversi canali per la raccolta dei fondi. In particolare si segnala da un lato il significativo
esborso iniziale previsto, mentre l’obiettivo è di minimizzare per quanto possibile i costi di
gestione a regime del centro professionale dotando la struttura di alcune forme di
autofinanziamento.
4.6     A partire dall’autunno 2006 è iniziata un’intensa attività di informazione e coinvolgimento degli
potenziali sostenitori, sia privati che imprese o soggetti istituzionali, mediante l’organizzazione
di incontri per la presentazione del progetto e di contatti diretti al fine di reperire risorse umane
e materiali per sostenere il progetto.
4.7     Ad aprile 2007 il progetto è stato ufficialmente presentato presso gli uffici in Roma della
Protezione Civile Italiana. Tra le prime forme di cooperazione, si segnala la messa a
disposizione del progetto a Rumbek da parte della Protezione Civile Italiana di un collaboratore.
Questi curerà in particolare i rapporti del centro professionale con le autorità locali, le
organizzazioni presenti nell’area e in tutti i soggetti istituzionali che potranno essere interessati
all’attività formativa o all’attività riguardante la trivellazione per l’ottenimento di nuovi pozzi
d’acqua.
 

Azioni sviluppate nel Sud Sudan

4.8         Individuazione del terreno dove sorgerà il centro. Tale area è già stata individuata, donata e consegnata alla Diocesi di Rumbek dall’Autorità Locale con atto formale in data 12 ottobre 2006.
4.9         I tecnici volontari dell’Associazione Sudin hanno eseguito un sopraluogo nell’area allo scopo di raccogliere le informazioni e per la definizione dei rilievi planimetrici necessari per lo sviluppo dei progetti operativi della scuola.
 
4.10     Nella primavera del 2007 è stata completata la realizzazione delle prime strutture della scuola (capannone per ricovero attrezzi a area coperta per l’insegnamento e struttura modulare per l’ospitalità degli insegnanti italiani)
4.11     Nell’autunno 2006 è iniziata la ricerca, tutt’ora in corso, del personale locale che dovrà formare il primo nucleo di insegnanti da formare.
4.12     Parallelamente e complementariamente all’attività di cui al punto precedente, si segnala la Partecipazione del responsabile di progetto ad incontri con la popolazione e l’autorità locale. Tale attività, già iniziata dovrà proseguire per ottenere il coinvolgimento e il continuo sostegno del progetto da parte della popolazione e delle stesse autorità.
4.13     Entro il 2007 si definirà la costituzione di un piccolo gruppo di lavoratori locali (3-4 persone), che sotto la direzione tecnica di personale italiano, dovrà conseguire le capacità tecniche e gestionali necessarie alla realizzazione di pozzi per l’emungimento di acqua potabile, (vedi punto 8.2)
4.14     A partire dal 2007, in collaborazione con altri organismi quali l’Università degli Studi di
Udine e il Cevi Udine verrà definito il piano agricolo/irriguo dell’area
4.15     Nel 2007 verrà completata la definizione del piano formativo e si darà avvio alle lezioni per il primo nucleo di studenti.

5. Metodologia

5.1     La Chiesa locale
Il progetto ha ricevuto il pieno appoggio della Diocesi e in particolare della Parrocchia locale. I membri della Diocesi sono stati informati di questo progetto all’ultima assemblea diocesana: tutti i presenti hanno manifestato grande interesse ed entusiasmo per il programma. Il missionario comboniano Giovanni Girardi è stato dispensato dai suoi doveri diocesani affinché possa occuparsi a tempo pieno del progetto.
I Missionari Comboniani del Sud Sudan hanno approvato questo nuovo progetto e hanno assegnato
Padre Giovanni alla Comunità Comboniana nella parrocchia locale dell’Agangrial.
5.2     La Comunità locale
La comunità locale ha donato al progetto un lotto di terra. I capi locali e la gente, assieme al Governatore dello Stato, hanno concordato che verrà destinato al progetto un appezzamento di terra di due miglia quadrate. Il terreno in questione è una terra coltivabile oltre che adatta per le costruzioni.
II responsabile di progetto continuerà ad incontrare e a dialogare periodicamente con i capi locali.
Lo scopo degli incontri è di tenere informata la gente locale sullo sviluppo del progetto oltre a
cercare suggerimenti su come procedere.
5.3     Istituzioni e sostenitori
Verrà richiesto il supporto del World Food Programme nell’assicurare il cibo per operai e corsisti.


Il progetto è stato inserito nel progetto “Acqua Fonte di Pace e di Diritti Umani”, finanziato dalla Regione Friuli Venia Giulia attraverso la Direzione per le identità linguistiche e i migranti, l’istruzione, la cultura, lo sport e le politiche della pace e della solidarietà. La Caritas Italiana sarà un organismo di supporto nella comunicazione con la Chiesa Italiana.
I Missionari Comboniani sosterranno il progetto nella persona di Padre Giovanni Girardi e lo sosterranno per avviare il progetto. Il progetto si avvale inoltre del sostegno della Caritas diocesana di Udine e di alcune comunità cristiane della provincia di Udine e di Padova.
Hanno inoltre aderito al progetto, diventando soci benemeriti dell’Associazione, la Associazione Industriali della Provincia di Udine, la Confartigianato del FVG, l’ANAP FVG(Associazione Nazionale Artigiani Pensionati), l’UCID (Unione Dirigenti e Imprenditori Cattolici) FVG, l’Ente Scuola Maestranze Edili della Provincia di Udine, l’ENAIP FVG, l’ISCOS FVG (Associazione di cooperazione della CISL), l’ONG CEVI di Udine, diverse aziende del Friuli Venezia Giulia e del Veneto.
La Associazione Sudin Onlus si impegnerà nel reperimento delle risorse finanziarie necessarie all’avvio e alla gestione del progetto. Avrà inoltre funzioni di monitoraggio dello sviluppo del progetto.
Sarà posta particolare attenzione al coinvolgimento nel progetto di tutti i sostenitori, da ottenersi secondo   molteplici   modalità:   relazioni   epistolari   con   le   comunità   del   Sudan   coinvolte, comunicazioni via internet (è previsto il collegamento via internet del centro professionale), la partecipazione al progetto di volontari locali che potranno trascorrere dei periodi presso il centro professionale ecc.

6. Cronogramma e durata del progetto

Periodo 1 – Preparazione (maggio 2006 – settembre 2007)
Il responsabile di progetto vivrà assieme alla gente locale per un periodo sufficiente ad incontrare i
capi e la comunità locale e discutere assieme a loro l’avvio del progetto.
Periodo 2 – Selezione corsisti (luglio 2006 – ottobre 2007)
Il responsabile di progetto individuerà e incontrerà i corsisti che costituiranno il primo gruppo. Il responsabile trascorrerà un mese con la comunità locale.
Periodo 3 – Definizione progetto didattico (giugno 2006 – dicembre 2007)
II responsabile di progetto ha trascorso nel corso del 2006 alcune settimane presso la scuola di formazione ESMEA di Udine. Sono stati individuati alcuni insegnanti con cui preparare il programma di studi e che successivamente andranno in Sudan per effettuare l’attività formativa del primo nucleo di studenti-formatori. La ricerca dei formatori è comunque ancora in corso.
Periodo 4 – Organizzazione e costituzione dell’associazione di sostegno (giugno –settembre 2006)
Definizione dei soggetti, privati, comunità cristiane, imprese istituzioni, coinvolti nel progetto. Definizione della struttura e dello statuto dell’Associazione; attività di coinvolgimento dei soggetti coinvolti con l’organizzazione di incontri anche con la partecipazione del responsabile di progetto. La fase iniziale si è conclusa con la costituzione dell’Associazione Sudin in data 8 settembre 2006.
Periodo 5 – Progettazione e costruzione strutture (ottobre 2006 – aprile 2007)
Costruzione del centro a partire dall’alloggio destinato all’ospitalità degli insegnanti e dei volontari provenienti dall’Italia


Periodo 6 – Avvio (ottobre 2007)
Per tale data è previsto l’inizio delle attività con il primo gruppo di studenti del Centro di Formazione Professionale IRENEO DUO VOCATIONAL TRAINING CENTER. Questi studenti dovranno costituire a loro volta il primo nucleo di insegnanti locali sui quali si baserà il futuro sviluppo della scuola.
Periodo 7 – Apertura scuola (ottobre 2008)
Per tale data è previsto l’apertura dell’attività didattica ad un ampio numero di studenti coordinati e seguiti da un gruppo di insegnati locali eventualmente affiancati da personale inviato dall’Italia.

7. Risorse

7.1   Risorse umane.
Il responsabile di progetto è già stato individuato nella persona di Padre Giovanni Girardi.
Per aiutare il responsabile di progetto verranno impiegati due assistenti locali sudanesi. Questi assistenti sono già stati individuati ed istruiti in vari mestieri; hanno inoltre collaborato nella costruzione del “Ponte Italia” sul fiume Payee. Nel primo anno di attività alcuni insegnati italiani si recheranno in Sudan per formare il primo gruppo di studenti-formatori precedentemente individuati Per costruire i tukuls verranno impiegati muratori locali, mentre le case principali per gli insegnanti provenienti dall’Europa, saranno costruite sotto la supervisione di tecnici della Associazione.
Sarà anche addestrato un gruppo di 4-5 lavoratori per la realizzazione di pozzi per remungimento dell’acqua potabile,
E’ recente (aprile 2007) l’acquisizione di un collaboratore messo a disposizione da parte della Protezione Civile Italiana presso la località di Rumbek.
7.2 Risorse finanziarie
Una delle aziende coinvolte nel progetto ha messo gratuitamente a dispostone del Centro un sonda perforatrice per la realizzazione dei pozzi per l’acqua, uno dei maggiori, se non il principale, problemi della regione. Tale sonda, unitamente agli utensili necessari alla perforazione si trova già in loco. Il progetto prevede che la copertura delle spese correnti del Centro sia ottenuta anche coi proventi derivanti dalla realizzazione dei pozzi per l’acqua. Sono in corso contatti con le autorità locali e organizzazioni quali il World Food Program, per ottenere per la costruzione dei pozzi. Per la realizzazione di tale attività, fondamentale per il mantenimento del Centro, sarà addestrato un gruppo di lavoratori locali, coordinati dall’Associazione. E’ inoltre prevista una attività economica del centro in almeno altri due settori: produzione agricola da sviluppare negli orti coltivati dagli studenti e produzione di manufatti edili, quali mattoni che verranno realizzati dagli studenti del centro nell’ambito delle attività didattiche.
I costi relativi alla realizzazione degli edifici del Centro e per gli emolumenti del gruppo di insegnati italiani saranno sostenute dall’Associazione, che fungerà da punto di raccolta dei contributi provenienti dai sostenitori. Oltre alle istituzioni, a gruppi, circoli, privati e comunità cristiane, si prevede una forte opera di sensibilizzazione di operatori economici locali; il coinvolgimento degli stessi potrebbe avvenire con molteplici modalità, fornitura di materiali e attrezzature per il centro, collaborazione nella individuazione del personale docente da inviare in Sudan, contributi economici. Fondamentale a tal fine il contributo e il coinvolgimento delle associazioni di categoria, quali l’Associazione degli Industriali di Udine e la Confartigianato di Udine che hanno aderito al progetto.


8. Sostenibilità

Il progetto è già stato avviato con le trattative nella comunità locale e nella diocesi. Il progetto si svilupperà negli anni ed è finalizzato alla formazione di lavoratori qualificati sudanesi, che possano partecipare direttamente ai lavori previsti per la ricostruzione del paese e finanziati dalle autorità internazionali, lavori che altrimenti coinvolgerebbero soltanto imprese e maestranze straniere, con grave danno per lo sviluppo sociale del paese. Il progetto accoglierà i primi studenti nel 2008. L’obiettivo è di far diventare il centro dopo dieci anni una scuola secondaria ad indirizzo tecnico. Padre Giovanni Girardi, responsabile di progetto, nel suo lavoro verrà affiancato da due assistenti che impareranno a coordinare il progetto.

9. Verifiche e valutazioni

Durante il progetto, supervisori arriveranno dall’Italia a scadenza regolare (minimo una volta all’anno) per valutare lo stato di attuazione dello stesso e per la verifica dei contenuti formativi. Il Ministro dell’Istruzione del Sud Sudan verrà invitato a ispezionare il progetto e a verificare lo standard di istruzione fornito. La segreteria del progetto predisporrà una relazione trimestrale per comunicare ai sostenitori informazioni aggiornate sul progetto. Le informazioni verranno inviate via internet per facilitare un resoconto tempestivo. L’Associazione Sudin Onlus si è inoltre dotata di un Comitato di garanti atti a verificare la corretta gestione del progetto e l’efficace ed efficiente utilizzo delle risorse raccolte.