06-010 Sensibilizzazione all’uso dell’acqua, formazione operatori dell’acquedotto di Luvungi e ricostruzione rete idrica di Lubarika

Paese : Congo

Località : Luvunghi
 
Responsabili : Padri Saveriani della Missione di Luvunghi
 
Referenti : Padre Franco Bordignon e Padre Stefano Della Pietra di Beressa
 

Contesto generale:

Situata nel cuore del continente africano, la R.D. del Congo occupa buona parte del bacino del fiume Congo, ed ha un piccolo sbocco sull’Oceano Atlantico. Le regioni centrali e settentrionali sono coperte da foreste pluviali e scarsamente abitate. In questa zona vengono effettuate colture di sussistenza. Nel sud-est si eleva un altipiano che a Shaba raggiunge i 1.000 m di altitudine. Qui si trova la grande ricchezza mineraria del paese: rame, zinco, stagno, oro, cobalto, uranio. Intorno alle miniere si concentra l’industria locale. Nel sud, coperto da savane, vive la maggior parte della popolazione. Si producono cotone, arachidi, caffè e canna da zucchero, oltre al caucciù e alla palma da olio. Nella piccola regione orientale dell’lturi, sono presenti le maggiori miniere d’oro del mondo, il Kilo Motu, che è anche un luogo di grande rilevanza per l’esportazione di petrolio. In questa zona inoltre, sono presenti più della metà delle riserve mondiali di coltan, un minerale usato per i microchip dei telefoni cellulari e dei computer, e che talvolta costa, all’oncia, più dell’oro.
Proprio la lotta per lo sfruttamento di queste risorse hanno portato il paese ad una serie di guerre che hanno coinvolto tutta la regione dei grandi laghi. Dietro questi conflitti etnici si nascondevano interessi di potenze economiche straniere e potentati locali.
Oggi il paese si sta lentamente avviando verso la democratizzazione, un percorso lungo e difficile che, per la prima volta ha visto una fortissima mobilitazione popolare.
 

Contesto locale:

L’acqua potabile ha sempre costituito un serio problema per la popolazione del Territorio di Uvira, che si aggiunge a quello della pesante deforestazione subita essendo stata al centro di una guerra ultradecennale che ha interessato l’intera Regione.
Ci sono poche sorgenti disponibili per l’approvvigionamento della popolazione, che tradizionalmente si rifornisce di acqua attingendola dai fiumi o fiumiciattoli locali.
In particolare nella città di Luvungi, un grosso centro vicino al confine con il Burundi e il Rwanda, gli abitanti ricorrono all’acqua del fiume Luvubu che scorre a 3 km, mentre la sorgente utilizzabile più vicina è quella di Lubarika, a 16 km di distanza.
Luvungi ha una popolazione stabile di circa 40.000 abitanti, a cui devono aggiungersi le numerose persone che vi soggiornano quotidianamente, essendo in transito verso il Burundi (in direzione di Uvira) o verso il Rwanda (in direzione di Bukavu).
La grande maggioranza della gente vive di agricoltura (coltivando manioca, riso e banane) e di piccolo commercio di sussistenza.
Quanto alla religione, ci sono cattolici (20% circa), protestanti, musulmani, animisti e, da poco tempo, anche adepti di diverse sette.
Ci sono scuole primarie e secondarie statali, ma per molte di esse l’organizzazione è affidata alla cura della missione cattolica.
Gli insegnanti, dipendenti statali il cui stipendio medio è di € 20 al mese, non vengono pagati regolarmente per cui svolgono il loro lavoro e sopravvivono con la famiglia grazie al sostegno della missione e agli aiuti dei genitori degli alunni.
La popolazione è seguita sotto l’aspetto sanitario da due centri medici che sono:

Il centro di salute cattolico, che ogni mese riceve circa 300 pazienti, effettua un migliaio di visite e segue un centinaio di nascite dopo le relative consultazioni prenataliil centro di salute protestante, che svolge un lavoro coordinato e parallelo, sia pure con una minore capacità di servizio.Anche i centri medici si servono dell’acqua dei fiumi e di quella raccolta sui tetti delle case per gli usi domestici, che viene utilizzata dopo la depurazione e la disinfezione.

Gli stessi confermano che il consumo dell’acqua raccolta nel fiume Luvubu, seppure tradizionale, ha effetti nefasti sulla salute degli abitanti di Luvungi.
La situazione sanitaria descritta dai centri medici riporta infatti che le patologie più gravi dipendono per metà dalla mancanza dell’acqua potabile, mentre per l’altra metà sono riferibili a malaria, tubercolosi e AIDS.
Attualmente, nel tentativo di migliorare la condizione sociale e di favore la riconciliazione sul territorio, di concerto con le diverse autorità locali (tradizionali e istituzionali, politiche e militari) e con l’ONG locale Anti-Bwaki, hanno avviato la costruzione di un acquedotto per la città di Luvungi, finanziato per la parte strutturale dall’ONG spagnola Manos Unidas, che rifornirà di acqua gli abitanti della città prelevandola dalla citata sorgente di Lubarika.
Obiettivo del progetto: Migliorare l’accesso all’acqua potabile e le condizioni sanitarie della città di Luvungi (con la costruzione dell’acquedotto) e quindi delle vicine cittadine di Lubarika, Kidote e Mulenge (con la ricostruzione delle strutture danneggiate dalla guerra) promuovendo nel contempo una gestione partecipata e sostenibile delle risorse idriche, nel quadro di un più generale processo di pacificazione.
 
Obiettivi specifici:

Aumentare la qualità e la quantità d’acqua disponibile per usi domestici nei comuni indicatiPromuovere una gestione partecipata e sostenibile delle risorse idriche nel Territorio di Uvira  Attivare sinergie a livello politico, culturale ed educativo fra soggetti del Territorio di Uvira e alcune comunità locali della Regione Friuli Venezia Giulia.

 

Sintesi del progetto

Il progetto si propone di innalzare la qualità della vita di alcune tra le zone più povere e martoriate del Congo migliorando l’accesso all’acqua per uso domestico, attraverso la costruzione o ricostruzione di alcune opere infrastrutturali.
Si propone inoltre un processo di formazione e di accompagnamento che porti ad un  

maggior coinvolgimento dei cittadini nella gestione del proprio territorio, rafforzando nel contempo le competenze di tutti i partner interessati.
Si propone infine di servire alla causa della pace in un’area da anni attraversata da terribili conflitti.
 
Nel primo periodo di implementazione il progetto si sta dedicando soprattutto alla città di Luvungi:
· per promuovere una gestione partecipata e responsabile dei servizi idrici, attraverso una serie di azioni educative articolate in tre fasi: mobilitazione, sensibilizzazione e formazione, e inoltre
· per garantire i pasti dei 16 gruppi organizzati, di circa un centinaio di persone ciascuno, che in circa due mesi, lavorando a turno, effettueranno gratuitamente lo scavo di 18 km per interrare le tubature, dalla sorgente di Lubarika fino alla città di Luvungi.
 
Nel secondo e nel terzo periodo di implementazione ci si potrà rispettivamente dedicare anche alle cittadine di Lubarika e Kidote, nei dintorni di Luvungi.
Le cittadine interessate, che sono ciascuna di circa 10.000 abitanti circa, condividono la situazione generale e le difficoltà di Luvungi, centro regionale a cui fanno riferimento.
A Lubarika, dove è dislocato il punto di captazione dell’acquedotto di Luvungi, sarà sufficiente prevedere una derivazione della condotta per garantire un rifornimento adeguato integrando e migliorando l’inefficiente sistema di approvvigionamento già presente.
A Kidote si interverrà invece per la ristrutturazione del sistema di captazione e per la ricostruzione ex novo di quello di distribuzione.
Analogamente a quanto si sta svolgendo a Luvungi, saranno previsti degli interventi di mobilitazione, sensibilizzazione diffusa e formazione mirata dei Comitati d’acqua per garantire una gestione partecipata solidale e sostenibile dell’acqua.

 Costo:

€ 85.000 nei tre anni.