Amegah Adelaide – Costa d’Avorio

Questi problemi, contribuiscono a fare abbassare il livello scolare e la capacità di reazione dei giovani di fronte a delle situa/ioni difficili (anno bianco o invalido, sciopero, manipolazione politica…).
I giovani non scolari: sono l’immagine della cattiva sanità del sistema scolare ad Abidjan. Molti alunni sono esclusi dalla scuola per insuccesso al concorso di ammissione e all’esame finale della scuola media. Non esistono praticamente strutture di ricupero o di inquadramento di questi giovani (ecco un’altra ragione del nostro essere ad Anonkoua-Kouté). Questi giovani usciti presto dalla scuola o

 

DATI GENERALI DEL PROGETTO

Titolo: CENTRO DI PROMOZIONE DELLA DONNA SUORE DELLA   PROVVIDENZA
Scopo:
–    Trovare vie e mezzi per rispondere ai bisogni interni del Centro
–    Possibilità di dotare il centro dì attrezzature per il buon apprendimento delle ragazze
–    Migliorare le condizioni di pagamento del personale del Centro
–    Migliorare le condizioni di vita delle ragazze madri che frequentano il Centro
–    Possibilità di seguire le ragazze anche dopo il termine del ciclo scolastico
–    Estendere il corso di Alfabetizzazione.
Stato:      Costa d’Avorio
Località : Anonkoua-kouté, comune di Abobo, distretto di Abidjan
Settore di intervento:
–      Formazione di base attraverso le attività: vivere meglio, saper relazionarsi adeguatamente

in società, rapporti fraterni, amore per gli altri, considerazione e rispetto reciproco e gode­

re del bene altrui.
–      Tecnica del mestiere
–      Corsi di Alfabetizzazione
–      Economia domestica che comprende : psicologia della donna; bilancio familiare e resocon­

ti, gestione, manutenzione, pulizia della casa; igiene personale.
 
–     Cucina (preparazione di pasti, preparazione della tavola, mangiare assieme agli altri)
–     La salute: nozioni di puericultura e cura del proprio bambino; comportamenti e cura duran­

te la gravidanza
Responsabile e persona di riferimento:
Suor Adelaide Amégah
Suore della Provvidenza di san Gaetano
13 BP 972 Abidjan 13
Costa d’Avorio
Telefono : 00225 / 24-39-09-44
 
 
 
 
 
IL CONTESTO
La situazione generale della Costa d’Avorio
Situazione geografica
La Costa d’Avorio si trova nell’Africa dell’Ovest ; ha una superficie di 322.500 km2. Confina a Nord con il Mali e il Burkina Faso, a Ovest con la Guinea e la Liberia, a Est con il Ghana e a Sud con l’Oceano Atlantico.
Il contesto politico
Per trent’anni la vita politica è stata guidata dal partito democratico della Costa d’Avorio (PDCI) e dalla personalità di Felix Houphouèt Boigny. Questi ha governato la Costa d’Avorio dall’Indipendenza (7 agosto 1960) fino alla sua morte avvenuta il 7 dicembre 1993. Da allora, fino al 24 dicembre 1999 la vita politica del paese è stata dominata da Henri Konan Bédié e dal PDCI. Bisogna notare che il PDCI è stato il solo partito a dirigere il Paese, tutta­via, con questo sistema di partito unico, la costituzione non escludeva il multipartitismo. Ciò si è realizzato praticamente fino al 1990.
A partire dal 1990 i partiti politici si sono moltiplicati provocando l’indebolimento dell’op­posizione: diversi partiti sono nati al seguito di persone dell’opposizione, talvolta appoggian­dosi alle etnie e non sempre sui programmi; più raramente sulle categorie socio-professionali.
I partiti non hanno ancora presentato una vera alternativa politica tale da conquistare la mag­

gioranza della popolazione e degli operatori economici.
Nelle zone rurali la diffidenza per il multipartitismo ha provocato divisioni e conflitti. Ciò ha generato insicurezza.
Tuttavia bisogna ammettere dei punti positivi: la libertà di espressione è maggiore benché sia mal gestita da quelli che prendono la parola; una più grande esigenza di trasparenza nella ge­stione pubblica; un giudizio da parte della popolazione, più sui risultati dell’amministrazione che sui discorsi. Benché ancora influenzato dalla cultura del partito unico, il paese fa il suo cammino verso la democrazia.
Questa esperienza democratica è stata messa un po’ in pericolo con la destituzione, il 24 di­cembre 1999, del presidente eletto democraticamente nel 1995. La Costa d’Avorio ha vissuto allora un periodo di transizione sotto un regime militare. In seguito ha conosciuto, a partire del mese di Aprile 2000, il suo primo referendum sulla costituzione. Nel mese di ottobre 2000, in seguito alle elezioni, il paese ha avuto un nuovo volto democratico.
II presidente Laurent Gbagbo è stato eletto a suffragio universale per un mandato di 5 anni,

ma ancora oggi, il paese vive nella crisi.
Nel settembre 2002, è scoppiata la guerra che ha causato la morte del ministro degli Interni, generale Robert Guei” e di centinaia di civili.
I protagonisti della ribellione chiedono dunque le dimissioni del presidente eletto democrati­camente. Molto resta da fare sul piano politico per costituire una opposizione critica e intelli­gente, per mettere un po’ di disciplina e di ordine nella libertà di parola in termini di cortesia e di buon senso, affinché la stampa acquisti maturità e capacità obiettiva e leale di analisi.
 

 

Il contesto sociale Situazione economica
La risorsa fondamentale della Costa d’Avorio è l’agricoltura. I prodotti principali sono il caffè e il cacao, il prezzo dei quali, sul mercato internazionale è sfortunatamente soggetto a varia­zioni non sempre proficue per l’economia ivoriana. Per far fronte a questo handicap è stata zioni non sempre proficue per l’economia ivoriana.
Per fare fronte a questo handicap, è stata pianificata una agricoltura diversificata con prodotti come il cotone, il caoutchouc, la banana, la canna da zucchero. Per soddisfare i bisogni in combustibile, si fa ricorso al carbone di legna. La foresta è una delle ricchezze principali del paese.
Il porto di San Pedro per l’esportazione del legname è molto decaduto a causa della crisi mon­diale del legno nel 1974 e il volume delle sue esportazioni già in calo ha compromesso il suo sviluppo.
E’ bene sottolineare la crisi anche delle altre risorse. Il cotone ha avuto la stessa congiuntura economica, cosi la produzione, nel 1993, è stata inferiore alle possibilità, poiché i contadini, scoraggiati, hanno preferito darsi alle culture di prima necessità.
Le principali verdure, consumate dalla popolazione ivoriana con la manioca, il miglio, l’igna-me, la banana plantain, il granoturco e il riso, sono il gombo, il peperoncino, le melanzane, i pomodori, le cipolle e le verze. Tutti questi vegetali possono essere prodotti in Costa d’Avorio soprattutto nel Nord.
Altre risorse per il paese sono la pesca, benché non molto sviluppata a livello industriale, e l’allevamento di bovini, ovini, suini e animali da cortile.
La situazione politica, sociale ed economica odierna della Costa D’Avorio
Alla situazione politica, economica e sociale della Costa D’Avorio in generale e, di Anonkoua Kouté in particolare dove operiamo noi Suore della Provvidenza, vorrei aggiungere qualche parola sulla situazione concreta del paese e di conseguenza di tutta la popolazione. Il 19 settembre ha iniziato la guerra causando morte, divisione del paese, fame e malattie. So­no centinaia di migliaia le persone che hanno lasciato le loro case, la città o il villaggio occu­pato dai guerriglieri e si sono rifugiati nelle missioni cattoliche o presso parenti nelle zone di minor pericolo.
Le conseguenze di questa situazione:
–    molte, anche se non tutte, le scuole chiuse
i mezzi di trasporto: camion, corriere che servivano per il trasporto di viveri, carburan­te ed altre materie di prima necessità sono fermi da tre mesi.
Le poche fabbriche esistenti come quelle del tabacco, la raffineria, la tessile hanno do­vuto chiudere lasciando senza lavoro un numero considerevole di persone. Anche le produzioni della campagna con le fabbriche corrispondenti del cotone, cacao e caffè e altri prodotti di esportazione hanno perso moltissimo.
In breve possiamo dire che questa guerriglia ha messo a terra l’economia della Costa D’Avorio, creando miseria, fame e malattie, gente senza casa, senza più niente. Di questa situazione ne risentiamo moltissimo anche ad Anonkoua Kouté, sia al centro di Sa­nità come al Centro di Promozione della Donna dove lavoro, perché ci mancano i mezzi per venire in aiuto alle ragazze che frequentano il Centro.
 

 

Le ragazze hanno fame e mancano di mezzi per la loro formazione, perché le loro famiglie, in questo tempo, hanno accolto parenti e conoscenti provenienti dalle zone occupate dai ribelli, condividendo con loro quel poco che hanno.
Ci auguriamo che si firmino presto gli accordi di pace, anche se le conseguenze di questi 100 giorni di guerra avranno le loro ripercussioni per molti anni.
La popolazione
La popolazione della Costa d’Avorio è di circa 16 milioni di abitanti divisi in più di 60 etnie,
suddivise a loro volta in quattro gruppi culturali:
-1 Mandé a nord-ovest ( Malinké, Dan, Gouro),
– Gli Akan a sud-est (Baoulé, Agni, Abron),
-1 Krou a sud-ovest (Bète, Guéré, Dida),
-1 Burkinabe a nord-est (Senoufo, Lobi, Koulango).
La lingua officiale è il francese, tuttavia, esistono una sessantina di lingue locali tra cui il Djoula che è la più parlata.
In Costa d’Avorio, si trovano le grandi religioni monoteiste che coabitano con molte sette e religioni tradizionali.
// contesto locale
a)   Informazioni generali
Il villaggio d’Anonkoua-Kouté si trova nel comune di Abobo, nel distretto di Abidjan capita­le economica della Costa d’Avorio. Abidjan è composta di dieci comuni. Abobo, uno dei co­muni più importanti, è stato sempre trascurato. Anonkoua-Kouté era un semplice villaggio dove i lavoratori, dopo il lavoro, venivano a riposarsi e dove si installavano gli sloggiati dei quartieri precari di Abidjan. Ora Anonquà Kouté è considerata zona periferica della città e fa parte del comune di Abobo dove si trova il Centro di Promozione delle Suore della Provvi­denza.
b) Caratteristiche socio-culturali
Si tratta qui dell’organizzazione politico-sociale e dell’organizzazione politico-culturale. L’or­ganizzazione familiare è, in questo villaggio, matrilineare.
L’organizzazione politico-sociale riposa sull’autorità del villaggio (chefferié). Il potere del vil­laggio si estende sugli indigeni e gli allogeni. Gli statuti e ruoli specificano nel villaggio le attività economiche e culturali. Le donne si occupano dei lavori di casa e del campo mentre gli uomini dell’amministrazione del villaggio, della difesa, della sicurezza e della giustizia.
e)   Economia della zona
Nell’intento di risanare e di urbanizzare la città di Abidjan, lo stato si è appropriato alcune porzioni di terra del nostro quartiere. La chefferié ha venduto anche alcune terre per sovvenire ai bisogni di suddetto villaggio. La popolazione che precedentemente cacciava, pescava e pra­ticava l’agricoltura, è diventata progressivamente agente di piccoli mestieri come parrucchie­re, sarto, commerciante o funzionario statale. L’agricoltura è divenuta precaria.
 

 

d)   Caratteristiche legate all’evoluzione culturale
L’evoluzione storica ha portato delle grosse conseguenze socio-economiche :
–    La povertà nel villaggio (per mancanza di terre da coltivare)
–    Il cibo di base, che era prima distribuito gratuitamente, è adesso un prodotto commerciale di

avidità.
Si nota il cambiamento dalle attività di origine alle attività moderne.
Da queste caratteristiche socio-economiche, si può che la povertà e la fluttuazione dei valori tradizionali ai moderni sono fattori che causano disorientamento sociale e rendono fragili al­cuni individui.
e)   Situazione alimentare
In genere, la gente di Abidjan si nutre di riso o di Attiéké (granulato di manioca cotta al vapo­re). Le abitudini alimentari legate alle origini etniche non sono sempre possibili con l’urbaniz­zazione e le mescolanze culturali. La situazione alimentare degli abidjanesi è critica. Essi si nutrono in condizioni di igiene che lasciano a desiderare. Ciò è causa di molte malattie.
f)    Situazione sanitaria
Sanità non significa solamente assenza di malattie ma anche benessere fisico, mentale e socia­le. L’assistenza sanitaria, durante tanti anni in Costa d’Avorio, è stata quasi gratuita. Ma con la crisi del 1980, le spese per il personale sanitario era aumentato a tal punto che non era più possibile fare prestazioni agli ammalati. E’ stato deciso allora il pagamento completo nella prescrizione delle medicine e le spese della sanità, di conseguenza, sono diventate pesanti per la popolazione.
Non si può parlare della sanità senza parlare della calamità dell’AIDS che rovina la popola­zione ivoriana. Abidjan conosce un’ incidenza della malattia valutata fra il 10% e il 15% della sua popolazione. Tutte le categorie ne sono colpite, in particolare, i giovani e i bambini.
g)   Situazione scolastica
Ci sono tre categorie di giovani : scolari, non scolari e coloro che sono sulla strada.
I giovani scolari : Abidjan conta migliaia di studenti iscritti nelle scuole pubbliche e private.
I giovani in ambiente scolare e universitario vivono in condizioni molto difficili.
Possiamo citare:
il soprannumero nelle aule e negli anfiteatri; il numero insufficiente dei professori in certe discipline; le aule, che sono negozi e magazzini usati come aule e che pertanto rendono difficili le condizioni scolastiche e di studio; l’alternarsi dell’orario scolastico con doppio turno, mattina o pomeriggio, per mancanza di aule.
–         La lontananza delle scuole dai luoghi d’abitazione con il conseguente problema dei

trasporti.
–         Il costo elevato dei libri per lo studio e la difficoltà ad acquistarli a causa della povertà

della famigli. Questo costituisce un grosso problema per gli esami.
L’esposizione delle ragazze più giovani alla prostituzione: sono obbligate a darsi alfa prostituzione al fine di poter pagare la scolarità e a volte, sono i professori stessi che provocano le ragazze.

 

Questi problemi, contribuiscono a fare abbassare il livello scolare e la capacità di reazione dei giovani di fronte a delle situa/ioni difficili (anno bianco o invalido, sciopero, manipolazione politica…).
I giovani non scolari: sono l’immagine della cattiva sanità del sistema scolare ad Abidjan. Molti alunni sono esclusi dalla scuola per insuccesso al concorso di ammissione e all’esame finale della scuola media. Non esistono praticamente strutture di ricupero o di inquadramento di questi giovani (ecco un’altra ragione del nostro essere ad Anonkoua-Kouté). Questi giovani usciti presto dalla scuola o analfabeti si trovano abbandonati a loro stessi e ca­dono spesso nella delinquenza a causa dell’ozio.
La situazione dei giovani non scolari è preoccupante in un ambiente urbano ove il lusso e il modernismo attraggono. Le illusioni della vita facile sono reali.
E’ dunque importante creare una struttura di inquadramento e di formazione scolastica e pro­fessionale per questi giovani, al fine di favorire la loro inserzione nella società.
I giovani della strada : molti giovani in fine non sono in grado di provvedere e soddisfare i bi­sogni fondamentali (alloggio, nutrimento, educazione, sanità, divertimento…).Questi giovani vivono sulla strada e sono in pericolo fisico e morale. Ci sono ragazzi poveri che vivono in una grave situazione di emarginazione sociale. La loro situazione è stata determinata da una estrema povertà familiare sotto tutti i punti di vista (promiscuità, legata alle condizioni di abi­tazione, ricerca dei genitori sconosciuti, relazioni conflittuali frequenti in casa e altre gravi ra­gioni che li spingono sulla strada. Benché, il fatto di stare sulla strada, sia sentito da questi ra­gazzi, quasi una sicurezza, è il caso di porre un’attenzione particolare alla loro situazione per aiutarli a socializzare e a trovare un posto nella società.
h) Le finalità
–    Educare e promuovere la vita delle ragazze e giovani, le più abbandonate della società
–    Dar loro una formazione perché possano guadagnarsi onestamente la vita
–    Aiutarle a scoprire i veri valori della vita
–    Migliorare la loro condizione di vita sanitaria e igienica
–    Migliorare il loro livello scolastico
i)   Gli obiettivi
–    Insegnare alle giovani ad amare e rispettare la vita propria e altrui
–    Aiutarle a prendere coscienza degli aspetti positivi e negativi della loro esistenza
–    Educarle alla fraternità, all’aiuto reciproco e alla solidarietà
–    Stimolarle al lavoro ben fatto e ad amare il proprio lavoro
–    Donare loro delle nozioni elementari sulla sanità e sull’igiene
–    Far loro scoprire il proprio ruolo di padrone di casa
–    Accompagnarle e guidarle a rendersi autonome con ciò che possiedono.
j)   Le azioni pastorali
Le suore, divise in 3 gruppi e in tre parrocchie diverse svolgono l’attività della catechesi ai bambini e giovani. Esse sono aiutate da giovani studenti che, nonostante abbiano ricevuto i sa­cramenti, hanno bisogno di essere aiutate e animate a loro volta. Ogni mese, si tiene la forma­zione dei catechisti secondo i bisogni e i loro desideri di conoscenza.

 

 

 

Ogni anno sì organizza la formazione che ha la durata di una settimana. Durante questa for­mazione vengono trattati temi biblici, di vita cristiana e l’aspetto della sessualità. A livello di settore, annualmente, si organizza il pellegrinaggio dei giovani durante il quale si discute un tema d’attualità.
Oltre l’azione pastorale, le suore danno il loro aiuto e la loro assistenza a quanti frequentano la nostra casa: giovani bisognosi, soccorso sanitario per varie persone bisognose di cure, acco­glienza delle ragazze in gravidanza che sovente pensano di abortire. Si cerca di aiutarle, il più possibile, almeno fino alla nascita del figlio. Anche tanti giovani del quartiere si avvicinano a noi per problemi sanitari, di studio, alloggio, spese per i libri e quaderni di scuola ecc….
k) II Centro per la promozione umana
Nel Centro, ci sono ragazze di età compresa tra i 13 e i 30 anni. Quasi tutte in condizione di
reale povertà. Ci sono anche ragazze prostitute, che non vanno a scuola, abbandonate a loro
stesse, con figli a carico.
Come possono tutte queste giovani mamme occuparsi dei loro bambini ?
Come nutrirli ?
Come fare la cucina ? (Tante ragazze-madri vengono mandate al dispensario per essere aiutate
dalla dietista ad imparare a preparare il cibo per i loro bambini…)
Come seguire la salute dei bambini ?
Come educare i bambini ? Si insegna alle mamme l’evoluzione psicologica dei bambini al fine
di aiutarle a dare ai figli cure adeguate e una formazione che permetta loro di crescere bene.
1)   Le azioni nel settore scolastico
E’ stato costituito il corso di Alfabetizzazione: tutto il corso elementare. Le ragazze, inizialmente, non erano desiderose di essere istruite. Ma con il tempo si sono abi­tuate e cominciano ad amare la scuola. Tutto il materiale scolastico attualmente, viene fornito gratuitamente. A partire dall’anno prossimo però, si chiederà di pagare la scuola perché il Centro non arriva più a fare fronte a tutte le spese.
Quest’anno si è aperto anche il corso per le mamme analfabete; esse sono contente perché, con discrezione e senza vergogna, possono imparare a leggere e a scrivere.
Ogni anno, le migliori sono presentate all’esame statale e la riuscita è sempre del 100%. Que­st’anno, purtroppo, agli esami saranno presentate solo poche ragazze perché la situazione poli­tica non ha permesso la frequenza regolare e proficua del corso.
Finora l’insegnamento è stato dato nelle aule di cucito e qualche volta all’aperto per mancanza di spazio.
Alcune ragazze sono state aiutate a proseguire gli studi nella scuola secondaria: al mattino vengono per il cucito e ricamo, nel pomeriggio vanno a scuola.
m) La metodologia
II Centro di Promozione Femminile ha, al suo interno 13 dipendenti di cui 5 giovani donne e 7 uomini. Direttrice è una Suora della Provvidenza.
All’inizio dell’anno scolastico, si tiene un incontro per programmare i lavori e lo svolgimento delle attività. Ogni due mesi, si convoca un’assemblea per valutare le attività svolte. Questa assemblea permette di verificare e, se necessario, correggere il programma.

 

Due volte nell’anno, si tiene un’assemblea con le ragazze al fine di conoscere a fondo i loro desideri e i loro sogni. E1 stato stabilito un regolamento interno per le ragazze e uno per il per­sonale.
Le ragazze provengono in gran parte da famiglie povere. Non hanno ricevuto nessuna educa­zione. Le classi di insegnamento sono tre che accolgono circa 80 ragazze. Prima delle attività, si fa la preghiera. Si sta in classe dalle 8 alle 11 e 30 . Dal lunedì al gio­vedì si fa anche l’animazione con canti e danze.
Il venerdì, l’insegnamento è comune a tutte e tre le classi e riguarda la morale, la conoscenza di sé, l’aspetto sociale, la sessualità ecc.
E’ stato organizzato un quarto anno, che si svolge nel pomeriggio, per permettere alle ragazze di perfezionare il loro apprendimento. Sempre al pomeriggio, ci sono anche i corsi di Alfabe­tizzazione. Il problema più difficile da gestire, per ora, è il pagamento del personale.