2011 – Burkina Faso, Burundi, Argentina. Costuire la Chiesa, costruire la Comunità

In comunione e Cooperazione con le Chiese sosteniamo le comunità cristiane in difficoltà a costruire la loro chiesa… Una casa della comunità Cristiana, per pregare, per incontrarsi, per la propria identità e missione di carità e servizio.

Tramite questa raccolta vogliamo sostenere diverse comunità in Burkina Faso, Senegal, Burundi e Argentina.

 

CHIESE DI MURA, DI PERSONE E SOLIDARIETÀ TRA COMUNITÀ ECCLESIALI

“Non di solo pane vivrà l’uomo, ma di ogni parola che esce dalla bocca di Dio” (Mt 4,4)

 

Siamo convinti che “a distanza” non si salva nessuno, neanche Dio lo ha fa. Sono sempre le persone dentro la storia e le scelte che operano, a dare cuore, intelligenza e braccia alla carità che libera e fa crescere. Sono le società e comunità locali che condividono la vita della gente, che si attivano per la loro promozione. Dato che le povertà e la missione non sono mai un caso individuale così, pure, la solidarietà, che rinforza le persone, le famiglie, le comunità nella loro cura delle persone e dei poveri si dovrà attivare nello stile della comunione tra le chiese.

 

Di che cosa si ha bisogno per vivere?

Di pane, di istruzione, di salute, di lavoro, di festa, di libertà, di cultura, valori spirituali condivisi, di progetti forgiati in comunità. Le comunità hanno bisogno di tutto questo, ma per accoglierlo e donarlo si devono incontrare stabilmente in una casa/comunità che la ospiti e diventi il luogo dell’incontro, della celebrazione, dell’invio e del servizio. La chiesa-edificio, casa della comunità credente, è il luogo reale e simbolico dove si consolida la comprensione di chi siamo come credenti e discepoli di Gesù Cristo e quale salvezza celebriamo. Ci parla delle generazioni passate che hanno vissuto attorno ad essa la propria vita umana e cristiana dalla nascita alla morte. La chiesa, che dà il punto di riferimento alle nostre piazze, è la casa dell’incontro, delle memorie, delle decisioni per il bene comune, dell’accoglienza degli ospiti e dei fuggitivi. È il perno attorno a cui ruotano le case di tutti, le strade del paese e del quartiere, è il centro simbolico di un universo e un territorio che ha bisogno di punti di riferimento da cui partire e ritornare.

Non è casuale che si mettano le bombe proprio davanti o dentro di esse, che si colpiscano le persone e le comunità che in esse si radunano e si sostengono nella missione. La chiesa-edificio è annuncio per le società di valori evangelici ed autenticamente umani. È portatrice di un messaggio simbolico di fede, di speranza, di accoglienza incondizionata, della ministerialità generosa ed autentica dei suoi membri.

Ho sentito diverse volte dai generosi donatori: “Lascio questa offerta per le mense dei poveri, per le scuole dei bambini, per un dispensario, per un sostegno dei bambini…”. Pochi colgono anche il valore e l’importanza della chiesa-edificio donando la loro offerta per la sua edificazione. La comunità credente ha necessità costante di consolidare la sua identità e missione e il luogo proprio che favorisce questa crescita è la chiesa-edificio. La solidarietà, quindi, non può prescindere da queste attenzioni e collaborazioni. A pensarci bene la chiesa è comunità, assemblea dei credenti che si raccolgono da diversi luoghi di vita per ritornarvi rinnovati e pronti al servizio per la crescita del Regno.

Sarà sempre una comunità coerente con il Vangelo di Gesù a farsi carico della missione nella sua realtà sociale e culturale. Chi aiuta una comunità la sostiene nel diventare adulta e non la riduce a mera distributrice di aiuti. Questi rischiano di cronicizzare la sua dipendenza da noi o da altri generosi benefattori. Ma “a distanza” non si incide quasi mai sulle cause, sul cambio delle strutture di povertà ed emarginazione e sulla evangelizzazione efficace ed inculturata.

 

I progetti:

  • Burkina Faso, Comunità di Wangala

Il villagio di Wangala si trova a 12 km a nord di Zabrè e a 18 km a sud di Gon – Bossougou, nella provincia di Boulgou. Il villaggio conta 8790 abitanti di fede animista, mussulmani, protestanti e cattolici. quest’ultimi sono 2280, circa ¼ della popolazione totale.

Nel 1965 venne costruita una cappella capace di ospitare 300 persone; oggi è del tutto insufficiente per una comunità che in questi anni è cresciuta di quasi otto volte; tutte le festività la maggior parte della gente assiste alla messa stando fuori dalla chiesa. Il consiglio del villaggio ha offerto un terreno dove poter costruire la nuova chiesa mentre l’edificio precedente continuerà ad essere utilizzato per il catechismo ed altri incontri.

  • Burundi, diocesi di Bubanza

Le chiese-succursali distrutte e ora in ricostruzione sono situate in villaggi facenti parte della diocesi di Bubanza a nord-ovest del Burundi. Durante il periodo della guerriglia dal 1995 in poi le chiese sono state distrutte con l’intento di islamizzare la zona e allontanare il “pericolo” cristiano. I missionari Saveriani, operanti nella zona, stanno aiutando a ricostruire le chiese, che fungono anche come punto di aggregazione sociale, Delle 34 chiese-succursali distrutte attualmente ne sono state ricostruite 3. Ora i missionari hanno proposto al vescovo Mons.  Jean Ntarwarara un patto: la diocesi e le comunità cristiane costruiscano muri, pavimenti, porte, finestre ed altare mentre i missionari, con l’aiuto dei cristiani italiani, costruiranno i tetti. Il vescovo ha accettato la proposta e attualmente i missionari Saveriani della zona stanno cercando aiuti.

  • Argentina, Buenos Aires, diocesi di San Martìn

Il quartiere di Loma Hermosa è uno dei tanti “Asientamentos” nati nel 1998 quando 600 famiglie, si sono insediate abusivamente in 59 isolati adibiti a deposito di immondizie nell’ambito del Distretto di General San Martin alla periferia di Buenos Aires. Tale terreno, paludoso e ricolmo di spazzatura, era soggetto ad allagarsi anche a seguito di brevi piogge. La gente iniziò a costruire baracche in cartone legno e lamiera, senza servizi igienici, in quanto mancavano le fognature, allacciandosi abusivamente all’elettricità e all’acquedotto pubblico. Da allora le famiglie che vivono nel quartiere sono aumentate e ora superano le 3000.

La Parrocchia Nuestra Senora de Lujàn del Buen Viaje, nel cui territorio si trova l’insediamento si è interessata sin dall’inizio ai nuovi abitanti, che chiesero al parroco la costruzione di un Centro Comunitario Caritas per portare aiuto alla popolazione attraverso servizio medico, cibo, vestiario e corsi professionali per l’inserimento al lavoro degli adulti. Si dette inoltre vita al Progetto Fraternità, in parte finanziato dalla dalla Diocesi di Udine, per l’assistenza integrale ai bambini e agli adolescenti in situazioni di vulnerabilità nell’area educazione.

Si vuole ora costruire una cappella per tutte le attività religiose, che attualmente si svolgono in un salone ad uso multiplo (Catechesi, Novene, Battesimi, Messe e altri Sacramenti). Gli abitanti del quartiere hanno ideato, attraverso un collettivo “concorso di idee”, un progetto di massima e hanno incaricato un professionista per la sua realizzazione. L’edificio, di circa 130 mq, potrà ospitare 150 persone e in futuro potrà essere anche ampliato.