2009 – Con i giovani del mondo

In questa Quaresima 2009 il Centro Missionario Diocesano propone a tutta la diocesi un’attenzione particolare ai giovani del mondo cercando di leggere in profondità le esigenze, le richieste e gli atteggiamenti. Mettiamo in primo piano la loro presenza positiva, interrogante e l’urgenza di dare il nostro apporto affinché la “promozione” dell’universo giovanile sia il più possibile effettiva. Solamente attraverso un impegno personale si può riuscire a superare tante difficoltà e situazioni di ingiustizia e di miseria. La Chiesa promuove la liberazione integrale dell’uomo e della donna e scommette sulle grandi risorse dei giovani. Impegnandosi per la loro promozione in tutto il mondo sostiene il primato della vita sopra qualsiasi altro valore o interesse: quello della persona sopra le cose; quello dell’etica sopra la tecnica; quello della testimonianza e dell’esperienza sopra le parole e la dottrina; quello del servizio sopra il potere; quello del lavoro sopra il capitale; quello della fede e trascendenza sopra ogni tentativo di assolutizzare l’essere umano. In questa Quaresima 2009, facciamo attenzione ai giovani del mondo soprattutto promuovendo la loro formazione. Siamo convinti che i giovani possano vincere gli ostacoli che minacciano il loro diritto di partecipazione, cosciente e responsabile, per costruire con le proprie mani un mondo “altro”. È indispensabile, nel contempo, far conoscere e interiorizzare una spiritualità cristiana capace di aprili alla speranza e animarli nella lotta contro ogni forma di ingiustizia e di egoismo. L’esperienza personale di comunione con Gesù Cristo e l’adesione al suo progetto di vita piena per tutti, li orienteranno verso un impegno sempre più concreto nella vita delle comunità e società nelle quali sono inseriti. Tra le innumerevoli proposte di solidarietà possibili vi indichiamo queste, ben consapevoli che hanno un valore esemplare. Abbiamo scelto tre continenti e cinque progetti che mirano proprio a far sì che i giovani divengano protagonisti del loro futuro. Con questa iniziativa intendiamo contribuire al raggiungimento degli Obiettivi del Millennio (ONU) e siamo certi che il nostro piccolo contributo ha una valenza umana ed evangelica non indifferente e consolida uno stile di sostegno e Cooperazione con le Chiese con cui siamo in comunione.

 

America Latina/Brasile [Abaetetuba] – PASTORALE DEI MINORI

Abaetetuba è un comune con una popolazione di quasi 130.000 abitanti, situato a circa 60 km in linea d’aria da Belem, la capitale del Parà., nel Nord-Est Amazzonico, lungo il basso bacino del Rio delle Amazzoni. Nell’ultimo censimento (2001) la regione del Nord presentava una popolazione giovane (0 – 17 anni) corrispondente al 46% della popolazione urbana; inoltre il 51,13% degli abitanti viveva sotto la soglia di povertà. Tale situazione incide in modo particolare sulla vita dei bambini che vedono così compromessi tutti i loro diritti fondamentali: dall’alimentazione ad una casa, all’educazione, alla sicurezza, alla convivenza familiare, allo svago, alla salute e all’affetto. Tutto questo porta a conseguenze tristi come: sfruttamento sul lavoro, prostituzione infantile, abbandono scolastico.

Partendo dall’analisi di questa situazione che nasce nella Chiesa di tutto il Brasile, la Pastoral do Menor (Pamen): un tentativo di dare risposte concrete e strutturali alle necessità dei bambini e degli adolescenti impoveriti e in situazioni di rischio, un modo per stargli accanto e toglierli dalla strada. Attualmente nela Pamen di Abaetetuba sono attivi diversi progetti nell’area della salute, dell’educazione e nel campo dell’assistenza sociale, volti ad offrire il fondamentale diritto all’educazione e a proporre iniziative di educazione alla salute occupandosi concretamente di oltre 3500 bambini ed adolescenti.

 

Cile [Aysén] – FORMAZIONE GIOVANILE SALVGUARDIA DEL CREATO Il

 Vicariato apostolico di Aysén, nella Patagonia cilena, e retto da un vescovo friulano, Mons. Luigino Infanti, che in questi anni si è a lungo battuto sia contro il narcotraffico, che contro lo sfruttamento dissennato delle risorse naturali. Mons. Infanti ha recentemente pubblicato la sua prima lettera pastorale dal titolo “Dacci oggi la nostra acqua quotidiana” in cui viene offerta una visione etica, a partire dalla fede, della relazione dell’essere umano con il Creato. La lettera ha suscitato notevole interesse in tutta l’America Latina, soprattutto da parte dei giovani, tant’è che in molte scuole si è avviato un dibattito ed un approfondimento interessante e vivo. Con un piccolo contributo sarà possibile permettere una più ampia diffusione tra i giovani del documento ed avviare percorsi educativi che mirano ad una piena presa di coscienza del rapporto tra l’uomo e il creato, tra lo sfruttamento delle risorse e il mantenimento dell’ambiente naturale e degli ecosistemi, tra il profitto ed un’equa ripartizione dei beni naturali affidati da Dio all’uomo affinché li condivida in un’ottica di rispetto ed amore per la vita.

 

Asia-Vietnam [Ho Chi Minh] – CENTRO GIOVANILE

Ho Chi Minh (ex Saigon) nel sud del paese, dove è prevista la realizzazione del progetto, è una città di circa 6 milioni di abitanti ed è considerata la capitale economica e commerciale del Vietnam. Per questo motivo a Ho Chi Minh si registra un continuo flusso di gente che viene dalle varie parti del paese in cerca di lavoro. Ciò comporta tanti problemi connessi: sovra popolazione, grande carenza di strutture sanitarie, educative ecc. e numerosi altri problemi tra i quali il diffondersi dell’uso delle droghe e dell’AIDS. Dennis Mestroni, focolarino di Bressa di Campoformido, da anni si occupa della promozione e della formazione dei giovani. Si tratta di circa 20 giovani (tra i 18 e 25 anni), attualmente ospitati in 2 case separate. Fino ad oggi non era possibile un’attività ben organizzata per la forte opposizione del regime alle attività educative della Chiesa. Oggi ci sono spiragli di apertura che permettono di raccogliere questi giovani in una struttura permanente.

Si è quindi avviato un progetto di costruzione di un centro giovanile. La costruzione del centro verrà effettuata gradualmente sulla base delle disponibilità finanziarie e gli stessi giovani interessati vi contribuiranno direttamente. La struttura verrà poi gestita dai membri della comunità del Movimento dei Focolarini e dai ragazzi stessi.

 

Thailandia [Chae Hom] – FORMAZIONE GIOVANI

Chae Hom è una missione interdiocesana, sostenuta dalle 15 diocesi del Nord Est, in collaborazione con la diocesi di Chiang Mai, nel nord del paese, vicino al confine con il Laos e il Myanmar.

A metà degli anni ’90 prese forma questa missione del Triveneto in Thailandia, con l’impegno delle 15 diocesi di inviare personale fidei donum e farsi carico della missione. La vicinanza di Chiang Mai al confine con il Laos e il Myanmar, la caratterizza come zona di traffico di droga (il triangolo d’oro) e di mobilità umana. Sono diverse centinaia i villaggi di montagna abitati da profughi che arrivano dai paesi confinanti, con lingua e cultura completamente differente dal “thai”. A questo si aggiunge l’estrema povertà della popolazione delle montagne, che finisce per alimentare la tratta delle ragazze vendute a mercanti e immesse nel giro della prostituzione. In Thailandia su 64 milioni di abitanti, solo lo 0,3% è cattolico: il 98% è buddista. Attualmente sono presenti i fidei donum delle diocesi di Verona, Padova e Vicenza. Il loro compito è l’evangelizzazione nei villaggi di confine e la cura dei giovani a Chae Hom e a Chiang Mai. Un particolare impegno è rivolto a promuovere l’istruzione per bambini e ragazzi e a favorire l’alimentazione, la salute, l’igiene e la conservazione di costumi e tradizioni. Inoltre la missione gestisce un centro educativo per ragazzi e ragazze, quasi tutti buddisti, provenienti dai villaggi più in difficoltà. È un punto di riferimento per tutti i cristiani della zona, luogo dove si celebrano le solennità, ci si incontra e si svolgono percorsi di formazione per i catechisti.

 

Africa/Burundi [Bujumbura] – CENTRO JEUNES KAMENGE

Il Centro giovanile di Kamenge inizia nel 1990 con i saveriani, P. Claudio Marano (di Menarolo, Trivignano Udinese) e P. Marino Bettinsoli. Aperto nel 1991, all’inizio prevedeva il semplice avvicinarsi ai giovani burundesi appartenenti ai 6 Quartieri Nord di Bujumbura. Grazie alle attività didattiche, ricreative, formative, sportive, e culturali, i promotori del progetto speravano di radunare giovani, instaurando in essi principi di conoscenza, accettazione, fraternità e amicizia durature. Lo scoppio della guerra civile ha immerso il Centro nel mezzo di una vasta tempesta d’insicurezza civile e sociale. Diverse migliaia di hutu sono morti a Kinama e a Kamenge e diverse migliaia di tutsi hanno vissuto lo stesso indicibile orrore a Ngagara e a Cibitoke. Nonostante questa distruzione senza precedenti, il CJK è cresciuto come “laboratorio di pace” e nel 2002, ha ricevuto il Nobel Alternativo per la Pace come riconoscimento ai 9 anni di resistenza non violenta, di rifiuto dell’odio e della paura. Oggi in Burundi il lento ritorno della calma con un tentativo di ordine democratico permettono al CJK di continuare il suo compito educativo e di promozione della pace, accogliendo giovani di tutte le origini (sociali, etniche, religiose, ecc.) che svolgendo diverse attività, imparano a vivere insieme. Gli iscritti sono circa 30.000 giovani ma l’azione del CJK coinvolge quasi 300.000 persone attraverso differenti Progetti specifici: “Pace e Riconciliazione”, “Sensibilizzazione AIDS”, “Alfabetizzazione”, “Ufficio Associazioni”, “Campi di lavoro e Formazione”.