Padre Aroldi Maurizio e Pelosin Adriano – Progetto completo

Il progetto si pone i seguenti obiettivi:
Offrire possibilità di scolarizzazione nel contesto più ampio possibile attraverso la creazione di ostelli che permettano la frequentazione della scuola.
Mettere a disposizioni nuovi giovani insegnanti in strutture scolastiche non funzionanti a causa della mancanza degli stessi.

 

IL PROGETTO “CAMMINO”



Interventi di scolarizzazione per un’educazione globale all’auto sviluppo sostenibile ed integrato.

 
Referente:
Padre Aroldi Maurizio e Pelosin Adriano

Catholic Church Ngao

128/2 Moo T. Luangtai

52110 – Ngao – Lampang – THAILANDIA

 
 
 
 
 
 
1 Dati generali del progetto
1.2 Paese: Thailandia
1.3 Località: provincia di Lampang
1.4 Settore d’Intervento:
Indicare uno dei seguenti settori d’intervento:
· Scolastico
· Sanitario
1.5 Responsabile e Referente
Padre Livio Maggi
Catholic Church
294, Chat Chai Road
Lampang 52100
Tailandia
Phone + 66-054-222-475
Fax +66-054-225-475
 
e-mail: pimelamp@lpg.cscoms.com

2 Contesto

2.1.1 Descrizione geografica
La Thailandia gia’ Siam, e’ situata nell’Asia sudorientale , nella parte centroccidentale della penisola indocinese, confina a nord ed a ovest con il Myanmar (gia’ Birmania) a Nord-est con il Laos, a sud-est con la Cambogia ed il golfo del Siam, a sud con la Malaysia ed a sud-ovest con il mare delle Andamane.
Ha una superficie di 513.115 Km quadrati ed un’ estensione costiera di 3.220 krn. La capitale e’ Bangkok.
Il clima e’ tropicale influenzato dai monsoni, tra giugno ed ottobre.
2.1.2 Il contesto politico
La Thailandia e’ una monarchia costituzionale, con Parlamento e Senato. Dal 1946 regna Bhumidol Adulyadei ( Rarna IX).
2.1.3 Il contesto sociale
La popolazione stimata nel 2001 era di 62 milioni di abitanti; per il 54% appartiene al gruppo etnico Thai (Siamese) che vivono nelle regioni centrali ed i Lao 28% stanziati nelle regioni nordoccidentali ed orientali. Tra le minoranze: indiani, malesi, cinesi, profu­ghi dal Laos e dalla Cambogia e le tribu’ dei monti (Cariani, Akka, Meo, Usho, Lahu, Mian).
2.1.4 Il contesto religioso
La religione piu’ diffusa nel paese e’ il buddhismo Theravada, professato dal 95% della popolazione. A capo della gerarchia buddhista c’e’ il “Patriarca” di norma nominato dal re. Esiste inoltre una minoranza musulmana 4% e piccole comunita’ cristiane ed induiste.
2.2 Contesto locale
Negli ultimi 20 anni la missione di Lampang ha sviluppato il suo lavoro di evangelizzazione e promozione umana in particolare nei confronti di minoranze etniche locali chiamate anche tribù dei monti.
Si tratta di popolazioni molto numerose in Laos, Birmania e Cina ma qui in Tailandia rappresentano una minoranza e sono relegate sui monti del Nord.
Questi gruppi entrati in fasi successive come profughi o a seguito di flussi immigratori, rappresentano la parte più debole ed indifesa di una società che ancora fa fatica a riconoscerli; moltissimi ancora non hanno ottenuto la cittadinanza e trovandosi in mazzo ai monti ed alle foreste mancano delle strutture base di supporto, soprattutto per quanto riguarda la sanità e la scolarizzazione.
La missione si è impegnata nell’offrire opportunità di scolarizzazione attraverso l’accoglienza in diversi ostelli sparsi sul territorio della missione cercando quindi di mantenere i ragazzi il più vicino possibile al loro ambiente e nello stesso tempo dare loro la possibilità di una frequenza costante ai normali cicli di studio.
Il progetto non opera costruendo un sistema scolastico parallelo a quello statale ma intende rafforzare ed utilizzare le strutture scolastiche già esistente, collaborando con le stesse.
Attualmente le strutture scolastiche statali non sono sufficientemente diffuse sul territorio per offrire un agevole accesso ai ragazzi dei vari villaggi.
La missione offre dei luoghi dove i ragazzi delle elementari e delle medie possono vivere durante la settimana vicino alla scuola più vicina al loro villaggio. Ogni ostello è guidato da una o due responsabili, quasi sempre giovani tribali che si stanno laureando alla scuola per maestri che si tiene il sabato e la domenica. In questo modo si cerca di far si che i giovani possano ritornare verso i loro villaggi con nuove competenze, offrendo qui possibilità di sviluppo e di istruzione sul posto.
2.3 Il contesto della Missione
Nella giurisdizione della nostra missione si trovano 35 villaggi, quasi tutti situati in zona montagnosa, con circa 15.000 abitanti, tutti di minoranze etniche akkha, karen, mian, lahu … (una media di 400 persone per villaggio) dei quali circa il 40% sono minori in eta’ scolare, .elementare e media inferiore, e la scuola statale non esiste in molti dei villaggi.
Data la difficoltà per gli spostamenti, durante il periodo delle piogge, da fine maggio a fine ottobre, i ragazzi si trovano nelle condizioni di non poter frequentare la scuola, quindi con gravissimi problemi nell’ inserimento sociale.
La nostra missione nei villaggi più a valle, Huay Chon, Phadaeng, Maehangthai, (Huaykhat), Ngao, dove si trovano le scuole pubbliche, ha aperto dei centri per l’ospitalità ai ragazzi, mettendoli quindi in grado di frequentare la scuola regolarmente.
Inoltre il personale assistente, retribuito, è formato da neolaureati e da studenti universitari (frequentano i corsi nel fine settimana) , quindi indirettamente pure loro sono beneficiari un questo progetto.
Per quanto riguarda Huay Khat, in questo nostro centro le due assistenti, hanno il doppio ruolo: sono anche le maestre dei ragazzi, in quanto, non esistendo la scuola pubblica, ci si è presi l’incarico (su preghiera della gente) di gestire una piccola scuola fino alla sesta elementare.

3 Finalità

– Inserimento graduale nella società da parte di ragazzi e giovani che ancora si trovano ai margini senza alcuna educazione culturale e linguistico, non sarebbe loro permesso di entrare a pieno diritto nel mondo sociali, culturale e lavorativo.
– Conservare, nello stesso tempo, la coscienza della loro dignità e dei valori e tradizioni culturali, propri della loro tribù.
– Garantire un regime alimentare che permetta un normale sviluppo psico-fisico dei bambini e dei ragazzi.
– Evangelizzazione della popolazione locale.
 

4 Obiettivi

– Offrire possibilità di scolarizzazione nel contesto più ampio possibile attraverso la creazione di ostelli che permettano la frequentazione della scuola.
– Mettere a disposizioni nuovi giovani insegnanti in strutture scolastiche non funzionanti a causa della loro mancanza.
– Attraverso il meccanismo degli ostelli è possibile seguire più da vicino il regime alimentare e sanitario dei singoli bambini, molto spesso ancora segnato da malnutrizione, denutrizione e malattie epidemiche tipiche della zona subtropicale.
– La frequenza alla scuola apre in maniera definitiva la possibilità di un riconoscimento ufficiale da parte degli organi locali del governo di questi ragazzi e delle loro famiglie.
– Attraverso queste attività di promozione umana permettono un rapporto più costante e danno occasioni per formazione e catechesi per la proposta di valori cristiani.

5 Azioni

5.1 Attività di Evangelizzazione
Ci sono quattro catechisti a tempo pieno che seguono anche il lavoro sociale e di promozione umana; in maniera metodica seguono i villaggi della loro tribù di appartenenza. Le tribù non hanno zone specifiche di appartenenza ma i villaggi sono mescolati tra loro. Il che implica una notevole mobilità da parte dei catechisti.
Altri tre catechisti più giovani hanno il compito di seguire i vari ostelli dal punto di vista catechetico e di preparazione ai sacramenti.
L’intero gruppo è responsabile di tutto il lavoro spirituale per ragazzi, giovani ed adulti e organizza durante l’estate (aprile) dei piccoli campi scuola per tutti i ragazzi ed i giovani delle comunità della missione. I campi scuola si svolgono a Lampang, Ngao, e nei villaggi dove ci sono degli ostelli, coinvolgendo circa 400 ragazzi.
5.2 Attività di scolarizzazione
5.2.1 Gli ostelli
Mediante la creazione di ostelli, di cui abbiamo gia’ individuato le costruzioni idonee, con un minimo di spese di ristrutturazione, copriamo delle aree di territorio nelle quali lo Stato non interviene. Come da nostra esperienza e supporto dei nostri centri di Lampang e Ngao, miglioriamo l’educazione alimentare con appropriata ed equilibrata somministrazione di ali­menti locali. Le condizioni igienico/sanitarie di conseguenza migliorano e capiscono l’importanza della educazione alle stesse.
Nei nostri centri diamo assistenza per il riconoscimento della cittadinanza, con apposito per­sonale ben preparato per seguire l’iter burocratico.
5.2.2 Invio di Insegnanti
ella maggioranza vengono scelti tra i nostri ex-allievi del centro di Lampang ed avviati al la­voro , oppure si tratta di studenti/lavoratori, ai quali viene data la possibilità di continuare gli studi, frequentando l’università nel fine settimana. La cosa più positiva e’ il ritorno verso i villaggi di ciò che si e’ insegnato ai ragazzi ora giovani studenti universitari: mettersi al servizio della propria gente.
5.2.3 Collaborazione e supporto di scuole nei villaggi
Con l’insediamento dei nostri ostelli nei villaggi, si viene a creare un supporto alla scuola pubblica, che non ha disponibilita’ e/o determinazione. Un tipico esempio il villaggio di Huay Khat, dove la scuola viene gestita da noi all’ interno delle attivita’ dell’ ostello, in quanto la pubblica non esiste.
5.3 Attività sanitarie
5.3.1 Accoglienza e servizio di accompagnamento per ricoveri e visite ospedaliere
Nel nostro centro di Ngao e’ stata allestita una piccola infermeria, dove vengono accolti ed ospitati i pazienti in attesa di ricovero e per la convalescenza, assieme ai parenti. Viene effettuato il servizio di accompagnamento agli ospedali piu’ distanti, attrezzati con reparti specializzati e da parte di nostri incaricati viene fornito anche il servizio di interprete, in quanto i tribali adulti, non scolarizzati, non conoscono il Thailandese.
5.3.2 Interventi d’urgenza
Nei casi piu’ gravi sempre nel nostro centro di Ngao siamo in grado di fare l’accompagna­mento dai villaggi agli ospedali. prowediamo economicamente per i ricoveri e degenza ospe­daliera, sia al sostegno della famiglia se non possiedono redditi.

6 Metodologia

6.1 La Chiesa Locale
La Diocesi locale e’ informata della nostra attività e la segue con visite se possibile a cadenza quindicinale. Attraverso i catechisti ed gli insegnanti si ha una costante verifica e monitoraggio che garantisce la serietà degli interventi.
6.2 L’Istituto
Fa parte integrante della nostra azione di missione, apostolato ed evangelizzazione con supporto anche concreto alla realizzazione dei nostri progetti.
Una rendicontazione finale viene inviata per i progetti a breve termine, ed Annuale per i pluriennali
6.3 La comunità locale
Il coinvolgi mento nel progetto della comunita’ locale e’ pure di supporto materiale, nel limite delle loro possibilita’. Le famiglie contribuiscono al mantenimento con l’invio di riso (cultural­mente e tradizionalmente elemento di prima necessita’) ed altri prodotti agricoli alimentari. Chi ne ha la possibilita’ contribuisce anche con una retta. Inoltre per la ristrutturazione e sistemazione degli ostelli, danno manodopera, noi forniamo solo i materiali, e quando trattasi di materiali recuperabili in loco (bambu) prowedono anche a quello.
6.4 Le istituzioni
Le istituzioni locali (la scuola che viene frequentata dai nostri ragazzi), ricevendo un sussidio dallo Stato Thailandese per la frequenza di ogni studente, contribuisce al loro mantenimento con ” invio settimanale di alimenti: carni, pesci e naturalmente con alcuni libri e materiale didattico gratuiti. Ma si tratta di una piccola somma che spesso si assotiglia passando di mano in mano, prima di giungere a destinazione.
6.5 La Chiesa di provenienza
Con l’invio di dettagliate relazioni intermedie corredate di materiale fotografico, per l’ informazione e l’animazione.
 

7 Fasi temporali e durata del progetto

 
La durata del progetto è continuativa, comunque non inferiore ai sei anni: corrisponde alla durata della scuola primaria (nostre elementari). Naturalmente gli studenti, che rispondono al nostro lavoro, vengono fatti accedere alla scuola media inferiore, altri tre anni di studio, e poi alla scuola superiore dove ottengono la maturità dopo tre anni oppure alla scuola professionale, a seconda della capacità e attitudine. Qualora sussistano doti intellettuali e morali si fanno frequentare anche i 4/5 anni dell’ università.
7.1. La prima fase e’ dedicata alla manutenzione e ristrutturazione degli ostelli,viene effettuata in una decina di giorni, ed ogni anno, tenendo presente il deterioramento del materiali.
7.2 Creazione di posti di lavoro. Il personale è già stato individuato fra i nostri ex ed attuali
studenti universitari. Rimane il medesimo per tutta la durata del progetto, fattore deter­minante per la stabilità emotiva dei ragazzi.
7.3 Condizioni alimentari/igienico/sanitarie, per tutta la durata del progetto con beneficiari indi­retti le comunità di provenienza del nostri ospiti, alle quali i ragazzi trasmettono quanto ap­preso durante il soggiorno nel nostri ostelli.
7.4 Il riconoscimento legale della cittadinanza, e’ un iter alquanto lungo e complicato che si
risolve normalmente alla fine della scuola elementare, ma non sempre. La certificazione e’ fon-damentale per il diritto alla cittadinanza.
7.5 Per tutta la durata del progetto, quello che noi seminiamo in carità ed evangelizzazione porterà qualche frutto. Infatti tutte le comunità che vengono da noi seguite, hanno avuto vari loro membri, ospiti nei nostri ostelli ed alla scuola del nostro centro di Lampang

8 Risorse

8.1 Risorse umane
Per ogni ostello da noi gestito, in cadauno circa venti ragazzi ospitati, sono necessari due assistenti, normalmente ragazze laureate o laureande nostre allieve. In un ostello abbiamo una giovane coppia, sempre nostri ex studenti, che ricreano un ambito familiare con figura materna e paterna.
8.2 Risorse finanziarie
Oltre alla comunità cattolica della nostra Parrocchia, che contribuisce economicamente, ci sono le famiglie dei ragazzi che concorrono con beni di prima necessità (riso, zucchero, patate, peperoncino, ginger) questi due ultimi che nella nostra tradizione culinaria sono ininfluenti, hanno un peso significante nell’ alimentazione locale.

9 Budget

Il budget altro non è se non il preventivo di spesa per la realizzazione delle azioni previste dal progetto. Per mantenere la logicità della narrazione è pertanto consigliabile riportare come voci di spesa le azioni previste al punto 4 con il dettaglio dei costi relativi. Indicare in modo chiaro le spese che sono già coperte come contributi di altri finanziatori o di parti in causa del progetto (comunità locale, apporti in lavoro gratuito o in beni materiali, ecc.)

10 Sostenibilità

Il progetto e’ continuativo, non si esaurisce nel ciclo scolastico, ogni anno viene rinnovato con l’inserimento di nuovi ospiti al posto di quelli che sono usciti. Con altri donatori oltre a quelli istituzionali ( comunità cattolica, famiglie, scuola ed altri enti). In quanto gli assistenti dei nostri piccoli ospiti, anche se insegnanti, eseguono un lavoro di assistenza, che comporta ben altri oneri di quelli di un normale ruolo di insegnante; lavoro che spazia dall’ insegna­mento all’esecuzione di compiti oggettivi contingenti all’ospitalità’ dei ragazzini (cucinare, riordinare e curare la pulizia, piccolo allevamento n.). Tenendo anche presente che sarebbe estremamente difficile reperire personale locale che non sia di origine tribale per l’ assistenza ai nostri piccoli ospiti tribali.

11 Verifiche e valutazioni

La verifica oggettiva della capillarità della scolarizzazione e’ data dalla frequenza alla scuola degli ospiti dei nostri ostelli, provenienti dai 35 villaggi nella giurisdizione della nostra Parrocchia.
Creazione di posti di lavoro e beneficiari indiretti le famiglie degli assistenti e’ implicito e non richiede osservazioni particolari.
Miglioramento del regime alimentare/igienico/ sanitario: verifica che si può riscontrare già nei nostri ex studenti, più sani, più alti della media riferita ai loro genitori, e questo e’ dovuto appunto alle migliori condizioni nelle quali sono vissuti, in un periodo così importante della loro vita. Altrettanto dicasi per il riconoscimento legale, tutti i nostri ex assistiti che non erano in possesso della cittadinanza sono stati messi in grado di ottenerla, facendola avere pure alle loro famiglie.
Valorizzazione dei valori cristiani, la maggior parte dei nostri ragazzi proviene da famiglie cattoliche, nei nostri ostelli hanno quindi modo di vivere il più cristianamente possibile e di portare testimonianza al rientro nei loro villaggi.
Valutazioni: non e’ semplice dare una valutazione oggettiva, o usare una metodologia precisa, quando l’oggetto del nostro lavoro sono persone, il fattore umano ha sempre dell’ imprevedibile che non può essere quantificato ne’ meramente valutato.
Comunque i nostri assistenti sono persone culturalmente e professionalmente preparate anche a livello psico/sociologico, quindi i ragazzi sono continuamente monitorati e seguiti ed eventualmente aiutati anche con supporti esterni.