08-003 Sostegno alle attività del Centro Jeunes Kamenge

Sostegno alle attività del Centro Jeunes Kamenge, Bujumbura- Burundi
· Pace diritti umani e riconciliazione

 

1 Dati generali del progetto

1.1 Titolo
Sostegno alle attività del Centro Jeunes Kamenge.
 
1.2 Paese: Burundi
 
1.3 Località: Bujumbura
 
1.4 Settore di intervento:
 
· Sociale: (giovani)
· Pace diritti umani e riconciliazione
 
 
1.5 Responsabile e Referente
Padre Claudio Marano
Centre Jeunes Kamenge
B.P. 783 Bujumbura-Burundi
Tél. : (00257) 22 23 28 05
Fax (00257) 22 23 28 07
Mob : (00257) 79 92 17 60.
 

2 Contesto

2.1 Situazione generale
Il Burundi è uno degli stati della regione dei grandi laghi nell’Africa centrale. Il suo territorio, la cui superficie è di 27.830 Kmq, è formato quasi completamente da altipiani e
rilievi minori coperti da pascoli naturali. La capitale è Bujumbura con oltre 380.000 abitanti. È una repubblica parlamentare.
Il 67% della popolazione è cattolica.
Il paese è stato una colonia tedesca dal 1885 fino alla prima guerra mondiale, poi, dal 1919 protettorato belga sino al 1960, quando la lotta dei vari movimenti indipendentisti hanno portato alla nascita delle Nazioni Africane.
La popolazione di circa 8.200.000 abitanti è essenzialmente costituita da 2 etnie: i Tutsi o watussi, pastori di origine camitica (15%) e gli Hutu (84%), popolazione agricola di origine Bantù. Durante la colonizzazione i Tutsi costituivano la classe dirigente locale, mentre gli Hutu erano quasi completamente esclusi dal potere. Ciò ha determinato una situazione di odio e tensione tra le due etnie, che è esplosa nel momento della indipendenza dai colonialisti europei. Invero dal 1 luglio 1962, data in cui il Belgio concesse l’indipendenza al paese, si sono susseguiti continui colpi di stato, avvicendamenti di governi, assassini di presidenti e massacri della popolazione, che hanno causato migliaia di morti. Si stima che in un solo decennio siano state uccise oltre 300.000 persone. I momenti di pace sono stati pochi e brevissimi, con le conseguenze, documentate dai media, di fame, violenze, banditismo, abusi sessuali, uso e diffusione di droga e di malattie, in particolare di AIDS.
Attualmente, dopo la nuova costituzione del 2005, c’è un po’ di stabilità e si notano segnali di ripresa, anche se il Paese è classificato tra i 10 più sfavoriti del pianeta: invero il tasso di povertà è stimato al 83,2% nell’ambito rurale ed al 41% in quello urbano.
 
2.2 Contesto locale
Luogo di incontro per i giovani dei Quartieri Nord della capitale del Burundi, Bujumbura, il Centre Jeunes Kamenge (CJK) conta oltre 26.000 iscritti, ragazzi e ragazze. Si tratta di giovani di tutte le etnie di questa regione geografica, di religione, situazione sociale e posizione politica diverse.
 
Attraverso attività di gruppo di ogni genere (culturali, sportive, ricreative, religiose, d’insegnamento di mestieri, ecc…), i giovani imparano a vivere insieme, a lavorare insieme e a sperare insieme.
 
La zona nord di Bujumbura è un simbolo forte della capitale. E’ composta da sei zone : Ngagara, Kamenge, Cibitoke, Kinama, Gihosha e Buterere. Essendo appunto ai sobborghi della città, questi quartieri vivono anche una problematica di ” periferia “.
 
Durante la crisi del 1994, la zona nord è stata toccata in modo particolare dai conflitti. I quartieri sono stati devastati e si sono divisi etnicamente.
 
Situato geograficamente al centro delle sei zone, il CJK si propone di promuovere la riconciliazione e la pace tra i giovani e la popolazione dei Quartieri Nord.
 
Sulle carte dell’epoca (che datano all’incirca del 1964), tutta la zona dei Quartieri Nord era chiamata Kamenge. Sui piani del catasto era addirittura menzionato che un terreno di 2 ettari al l’incirca (donato alla diocesi cattolica di Bujumbura) “nella zona chiamata Kamenge sarebbe previsto per sviluppare un progetto dedicato alla gioventù”. E’ precisamente su questo terreno che è nato il Centre Jeunes Kamenge nel 1992, il che spiega il perché di Kamenge nel suo nome (è cioè conforme al catasto ufficiale dell’urbanesimo burundese).
 
 
 
 

3 Finalità e obiettivi

§ Riunire e accompagnare i giovani che manifestano la loro stanchezza di fronte alla situazione di guerra e aiutarli ad esprimere le loro aspirazioni a favore della coabitazione;
§ Favorire l’apertura dei giovani ai messaggi di pace, all’ideale democratico e al mondo in genere;
§ Partecipare alla costruzione di una società civile forte, democratica e organizzata in Burundi.
 
4 Azioni
La gran parte delle attività del Centro è basata sull’attività di gruppo. Una volta che l’attività è decisa, il CJK organizza una iscrizione per un numero definito di partecipanti. Il corso è guidato da un animatore volontario (sono circa 40 gli animatori) e l’esperienza del giovane è arricchita dall’apporto dell’animatore e dalla presenza degli altri giovani. Le attività possono aiutare i giovani a inserirsi nel mondo del lavoro (terziario), ma sono utili anche per gli studi (sostegno scolastico).
Molte attività sportive, culturali, di “società”, ecumenismo, ecc… sono messe a disposizione dei giovani alfine di favorire la loro apertura e il loro benessere. A questa lista bisogna aggiungere le attività giornaliere “fisse”: biblioteca, sala giochi, documentario (il mattino), film (nel pomeriggio), attività sportive non programmate, eucarestia domenicale per i cattolici, veglie ecumeniche e interreligiose, incontri di formazione e di programmazione con gli animatori. Si può poi aggiungere gli spettacoli, i concorsi, le conferenze, i seminari, i tornei sportivi che hanno luogo al CJK.
 
le principali attività sono le seguenti:
§ Didattiche: corsi di lingua (inglese, italiano, francese, spagnolo, tedesco, kirundi, arabo), contabilità, fisica, matematica, biologia, chimica…
§ Formative: informatica, dattilografia, taglio e cucito, codice della strada, gruppo dei Diritti dell’uomo, barbiere…
§ Sportive: tennis, ping-pong, basket, ginnastica, culturismo, calcio, calcetto, pallacanestro, badminton, corsi di arbitraggio di diverse discipline sportive, rugby…
§ Tempo libero: chitarra, canto, danza, arti plastiche, piano, video-forum, cinema, orchestra ritmica, gruppo “Corrispondenti”, gruppo di teatro, gruppo di musica, …
§ Religiose: gruppo biblico, veglie interreligiose, gruppo “Insieme”, gruppo “In ascolto”, preghiera di lode, gruppo di ricerca vocazionale…
 
 
 
 

5 Metodologia

 
5.1 La Chiesa locale
Il progetto dipende dalla Diocesi di Bujumbura che ha affidato il centro ai Missionari Saveriani.
 
5.2 La Congregazione
IL centro funziona ormai dal 1990 ed i Saveriani sono pienamente coinvolti nelle sue attività.
 
5.3 La Comunità locale
Tutta la cittadinanza dei quartieri nord è coinvolta nelle attività del centro
 
5.4 Le istituzioni
Il centro collabora in loco con i seguenti soggetti:
o Il Ministero dei Diritti della Persona Umana,
o Il Ministero dell’Educazione Nazionale,
o Il Ministero della Gioventù, dello Sport ed della Cultura,
o Il Ministero della Reinserzione, il Ministero della Communicazione.
o L’Associazione Burundese per la Difesa dei Diritti dei Prigionieri,
o L’Associazione Francese dei volontari del Progresso,
o Search for Common Ground,
o La Coordinazione delle iniziative di pace,
o La comunità di Mutoyi,
o GVC,
 
5.5 La Chiesa di provenienza
Vengono e verranno inviate con frequenza tutte le informazioni relative alle attività del centro, soprattutto quelle inerenti ai campi estivi che coinvolgono anche numerosi ragazzi europei.
Verranno inviate anche documentazioni fotografiche e video del progetto
 
 
6 Fasi temporali e durata del progetto
Il progetto intende sostenere una attività continuativa che si perpetua di anno in anno.
il contributo offerto è relativo alle attività dell’anno 2009.
 

7 Risorse

7.1 Risorse umane
Tutte le risorse umane relative all’animazione e alla formazione dei giovani sono reperite in loco. Si tratta di animatori che sono formati dal Centro Jeunes Kamenge stesso. Anche le attività di segreteria e logistica sono gestite da personale locale formato e da volontari del centro.
 
7.2 Risorse finanziarie
Tutte le attività sono sostenute tramite contributi provenienti dall’estero.
 
 

8 Sostenibilità

la sostenibilità è tutta da fondare, soprattutto in vista di un futuro passaggio della gestione del centro dai Missionari Saveriani alla diocesi.
 
Come già detto infatti, il centro dipende finanziariamente, quasi totalmente dall’estero. La mole di attività e di partecipazione che coinvolge quasi 30.000 giovani hanno dei costi che sarebbero irreperibili in loco.
 
Per il futuro si auspica che una stabilizzazione della situazione politica comporti un maggior impulso allo sviluppo economico e di conseguenza una maggior sostenibilità in loco del progetto.