09-006 Costruzione di un salone socio-religioso presso l’ospedale S. Vincenzo De Paoli a Città del Guatemala

Città del Guatemala, con i suoi oltre 2.500.000 abitanti è la capitale e la città più popolosa dello stato. L’ospedale-sanatorio “San Vincenzo” è il più grande sanatorio del paese.

 Paese: Guatemala 

Località : Città del Guatemala
 
Località La Verbena
 
Responsabile e referente:
 
Diacono Albino Mauro
 
(di Chialminis)
 
 

Contesto generale:

 
Il Guatemala, la cui superficie si estende per circa 10.9000 Kmq, è lo stato più popoloso del Centro America con circa 13 milioni di abitanti. È una repubblica presidenziale. Nei secoli dal VI a.c. al X d.c. , periodi della massima espansione dell’antica popolazione Maya, l’impero Maya fu il primo stato dell’America centrale politicamente organizzato. Nel X sec d.c. la civiltà Maya collassò per siccità e invasioni barbariche e l’impero si frazionò in numerose città-stato sparse negli altipiani centrali. Dopo la scoperta dell’America nel 1492, l’attuale Guatemala venne conquistato e sottomesso nel 1527 dai fratelli Alverado, che imposero il potere spagnolo nella regione, che però non trovando, come sperato, nella regione né oro né metalli preziosi né condizioni climatiche favorevoli a grandi piantagioni, lasciarono in stato di abbandono la zona, permettendo così alla comunità indigena di sopravvivere e mantenere la propria identità culturale. Tuttavia fu proprio la chiesa di allora minacciare tale cultura indigena, nel suo tentativo di convertire i Maya alla religione cristiana. In tale periodo vennero avviate produzioni di zucchero, di cacao e di indaco, allora (anni 1600 e 1700) il maggior prodotto di esportazione e,sino a quando non venne soppiantato dall’analogo prodotto sintetico. Nel 1844 il Guatemala divenne indipendente.. Negli anni sessanta , durante il periodo della guerra fredda tra USA e URSS, e per circa 30 anni il paese fu retto da un regime militare e si scatenò una guerra civile durante la quale morirono oltre 200.000 civili vittime del terrore di stato, e più di 450 villaggi maya vennero distrutti. Nel 1966, a seguito di un accordo di pace negoziato dall’ONU tra guerriglieri e governo presidenziale, si giunse a elezioni democratiche. Negli ultimi anni la situazione politica è abbastanza stabile ma ancor oggi il Guatemala è uno dei paesi latino americani dove le differenze, le sperequazioni sociali e culturali sono più accentuate: gli indigeni (oltre il 50% della popolazione) e le donne restano largamente emarginati dal controllo sociale ed economico delle élite locali. Il 40% della popolazione è di religione protestante. I’ 1% pratica religioni tradizionali maya, ma spesso riti tradizionali maya sono incorporati in cerimonie cristiane. L’analfabetismo è molto elevato: solo il 69% della popolazione sopra i 15 anni sa leggere e scrivere. Le strutture per l’istruzione sono quasi completamente assenti al di fuori dei grossi centri urbani. L’agricoltura è la base dell’economia, ma è legata ai finanziamenti esteri. I principali prodotti sono caffè, canna da zucchero, banane, tabacco, cacao, agrumi, mais,riso, patate e fagioli. Permane ancora, dai tempi della dittatura, il grosso problema della diseguaglianza nella distribuzione della terra: solo il 2,2% della popolazione possiede il 65,4% delle terre. Il turismo, che sfrutta gli stupendi paesaggi e i monumenti maya, ha registrato una forte ripresa negli anni ’90. Tuttavia il paese ha uno tra i redditi più bassi dell’America Latina registrandosi al 120° posto, su 177 paesi nell’indice mondiale di sviluppo umano e al penultimo in America Latina, Il 64,5% delle famiglie vivono in estrema povertà.
 
 
 

Contesto locale:

 
Città del Guatemala, con i suoi oltre 2.500.000 abitanti è la capitale e la città più popolosa dello stato. L’ospedale-sanatorio “San Vincenzo” è il più grande sanatorio del paese. Ospita 250 pazienti, è statale e di conseguenza si può immaginare la sua precaria situazione a tutti i livelli. (in Guatemala solo il 34% della popolazione ha accesso a cure mediche). È l’ospedale dei poveri in quanto i servizi vengono erogati gratuitamente. I pazienti vi giungono da tutte le parti del paese, i più lontani si trovano a più di 10 ore di autobus. La degenza mediamente va dai sei ai dieci mesi, in quanto, quando decidono di ricoverarle, le persone sono già in fin di vita. Presso l’ospedale esiste già una struttura, aperta e quanto mai precaria, che funge da riparo e ritrovo per pazienti e parenti.
 
 
 

 Obiettivo: 

Si vuole realizzare, utilizzando come base la struttura aperta già esistente, un’ambiente polifunzionale che serva sia ai pazienti come punto di incontro, di festa,e di animazione, sia al personale volontario per poter prestare il loro servizio di distribuzione di cibo e vestiario, animazione e attività sociali.
 
L’ubicazione è ideale per le finalità in quanto si trova vicino alle strutture di accoglienza e contemporaneamente vicino a un’area verde.