Zurlo Clara – Bolivia – San Carlos

Considerando che la Bolivia purtroppo è il secondo paese in America del Sud per casi di denutrizione infantile, il nostro obbiettivo è ridurre e possibilmente azzerare la percentuale dei bambini che vengono ricoverati in uno stato che chiamiamo MARASMO.
Dimostrare che le norme di una corretta alimentazione, di igiene di base, del rispetto delle persone sin dalla più tenera età sono alla portata di tutte le persone desiderose di uscire da situazioni di ignoranza e di sottosviluppo.

 
 
 
 

‘PROGETTO AURORA’

Centro di Riabilitazione di bambini denutriti ‘P. Luis’
 
1.2 Paese: BOLIVIA
 
1.3 Località: San Carlos
 
1.4 Settore di intervento:
 
· Sociale: (minori e famiglie)
· Salute
· Sviluppo socio economico (agricoltura e alimentazione)
· Aiuto d’emergenza
 
 
1.5 Responsabile e Referente
Suor  Zurlo Clara
Centro de Rehabilitaciòn Nutricional ‘Padre Luis’
San Carlos – Santa Cruz – Bolivia
Casilla 463
e-mail centro-sanluis@hotmail.com mariajosevit@hotmail.com

2 Contesto

 
2.1 Situazione generale
Bolivia é un paese povero, con una popolazione con oltre 9 milioni di abitanti, per la maggioranza formata da persone dedite all’agricoltura non ancora ben strutturata, con sistemi e mezzi ancora rudimentali che non favoriscono uno sviluppo reale sia in qualità che in quantità.
É un paese ancora arretrato dal punto di vista delle imprese e la gente lavora per il pane del giorno. C’é una forte emigrazione dalle campagne alle città con conseguenti problemi dell’ agglomeramento e delle estese periferie urbane, dove regna la vita precaria, senza acqua, luce, fognature, etc.
Un problema molto attuale é l’emigrazione accentuata verso Spagna e Italia, per risolvere problemi vitali della famiglia; questo incide negativamente sull’ unità familiare: bambini abbandonati a se stessi, aumento della delinquenza e della insicurezza.
2.1.A Il contesto politico:
paese democratico in via di sviluppo, con un governo socialista attento al povero ma discriminatorio di altri settori; apparentemente democratico ma, in realtà, accentratore e dittatoriale.
2.1.B Il Contesto Sociale:
paese pluriculturale e multiétnico; predominano tre grandi etnie : aymara, quechua e guaraní, con differenze culturali che provocano conflitti e problemi fra i vari gruppi.
2.1.C Il contesto ecclesiale e religioso:
la religione cattolica é ancora predominante, anche se la nuova Costituzione afferma che non é più la religione ufficiale. C´é una presenza molto accentuata di sette evangeliche.
 
 
 

3.1 Contesto locale

II centro dei Bambini denutriti sorto in San Carlos, ad opera dei Padri Salesiani di San Carlos e delle Suore delle Provvidenza di San Luigi Scrosoppi ha maturato una ventennale esperienza nella cura dei bambini denutriti; nel Centro vengono accolti bambini fortemente debilitati per denutrizione, mancata crescita, malattie varie che le famiglie dei bambini stessi, quasi mai tempestivamente, avvertono.
In una fase di definitivo assestamento delle risorse dedicate alla cura dei piccoli assistiti, il Centro si è venuto dotando via negli anni, di personale qualificato, nelle figure del Dottore Nutrizionista – della Pediatra e della Operatrice sociale, infermiere.
 
 
 
 

4 Finalità

Recuperare integralmente i bambini denutriti gravi e moderati in età molto vulnerabile (dai pochi giorni di vita ai due -tre anni). Il tempo del recupero e quindi del ricovero varia dai due agli otto mesi.
Sperimentare nella struttura del Centro un MODULO PILOTA PEDAGOGICO in grado di acculturare persone e nuclei familiare nella cura e nella prevenzione della denutrizione.

5 Obiettivi

Considerando che la Bolivia purtroppo è il secondo paese in America del Sud per casi di denutrizione infantile, il nostro obbiettivo è ridurre e possibilmente azzerare la percentuale dei bambini che vengono ricoverati in uno stato che chiamiamo MARASMO.
Dimostrare che le norme di una corretta alimentazione, di igiene di base, del rispetto delle persone sin dalla più tenera età sono alla portata di tutte le persone desiderose di uscire da situazioni di ignoranza e di sottosviluppo.
In particolare si intende dimostrare la possibilità di utilizzare prodotti locali altamente proteici e a costi accessibili.

6 Azioni

Servizio a favore dei bambini ricoverati.
Monitoraggio dei bambini dismessi da svolgersi presso le famiglie a intervalli regolari.
Organizzazione di un’attività itinerante. L’intento è creare piccoli nuclei di operatori locali, che possano diffondere quanto si sta affinando al Centro.
Istituire una Scuola di Cucina, non solo come fatto nozionistico di culinaria, bensì di igiene, rispetto di ogni persona, favorendo la partecipazione delle famiglie dei bambini ricoverati ricorrendo a facilitazioni (es. costo del viaggio o della permanenza).
Ricorrere ad attività promozionali e di sensibilizzazione alla corretta alimentazione in luoghi di aggregazione (scuole-parrocchie-edifici di culto-ospedali-centri di salute)
 
 
 

8 Metodologia

Sentiamo importante la formazione per migliorare lo stile di vita delle famiglie degli assistiti e per questo si è allestita una cucina sperimentale, al fine di avviare le stesse famiglie alla conoscenza di metodi di alimentazione aggiornati con i tempi, ma soprattutto educare all’uso di alimenti alternativi.
8.1 La Chiesa locale
Il progetto è favorito dalla diocesi e dalla parrocchia.
 
8.2 La Congregazione
La Congregazione è al corrente del progetto, lo appoggia e previo eventuale accordo con le Autorità statali e Municipali individua le modalità di sensibilizzazione alla corretta alimentazione.
Inoltre è lei stessa che riceve gli aiuti direttamente dal centro missionario e li invia a noi.
8.3 La Comunità locale
E coinvolta nella formazione, come pure nella contribuzione con una diaria di due bolivar per il proprio bambino assistito.
Le persone beneficiate sono coscienti del grande aiuto che si offre loro e che ricevono con molta gratitudine.
 
8.4 Le istituzioni
Le realtà educative operanti in Parrocchia collaborano con i Responsabili dei centri stessi.
La decisione del Governo di lanciare a livello nazionale il Piano ‘Desnutriciòn Cero’ per l’anno 2010 ci rende fiduciosi che la nostra attività incontrerà adesioni anche dal punto di vista politico specie nelle Alcadie dove ci troviamo ad operare.
 
 
8.5 La Chiesa di provenienza
Noi missionari ci impegniamo a dare una relazione su ciò che si fa ogni anno, in occasione di Pasqua e Natale una comunicazione, perché sentiamo importante questo contributo.
 
 

9 Fasi temporali e durata del progetto

Il progetto deve necessariamente avere una data di inizio e di fine con un susseguirsi delle azioni previste in modo logico. Il semplice schema qui riportato può illustrare in modo sintetico ed efficiente l’andamento cronologico del progetto:
 

10 Risorse

 
10.1 Risorse umane
Nutrizionisti
Pediatri
Operatori Sociali
Infermiere
Segretaria
Bambinaie
Cuoche
Personale di lavanderia e pulizia
Operaio per la manutenzione
 
10.2 Risorse finanziarie
Le spese per la realizzazione del progetto non sono tutte coperte dai sostegni.
Il Governo Nazionale assicura una piccola parte di medicinali. Le spese dei ricoveri e degli esami clinici. La prefettura Dipartimentale assicura una buona parte della spesa degli alimenti. Il Governo Municipale assicura acqua e luce.
La comunità salesiana provvede al pagamento delle 21 persone che lavorano al Centro (quasi tutte madri di famiglia). Per le altre 10 persone provvede la Congregazione. I Padri Salesiani collaborano per una parte del cibo e per la manutenzione.
 
 
 
 

11 Sostenibilità

Non sono state ancora individuate azioni che permettano al Centro di autogestirsi.
 
 
 
 

12 Verifiche e valutazioni

La referente del progetto, Suor Mariajosè Vit terrà costantemente informata l’Associazione Missiòn sugli sviluppi del progetto.
Per la verifica:
 
· Per la salute: con la registrazione dei servizi prestati.
· Per la formazione: con il controllo e la partecipazione agli incontri di formazione che periodicamente si danno.