Abd Elasameea Naglaa – Egitto

La scuola primaria va dai 3 agli 11 anni. Questo ciclo di studi è obbligatorio, sino dalla scuola materna. La scuola della missione avrebbe la possibilità di ospitare fino a 1.000 scolari ma, per osservare i regolamenti prescritti dal provveditorato agli studi ne ospita in pratica 600-700 circa.
Le lezioni iniziano alle 8:00 e terminano alle 14:00. La direzione scolastica è a carico delle suore elisabettine che segue i programmi governativi con circa 35 insegnanti laiche assunte e stipendiate dalla scuola, pagandole attraverso le rette e gli aiuti che giungono alla scuola stessa.

Progetto Negade

 
Missionaria Responsabile

Suor Abd Elsameea Naglaa

Scuola Suore Terziarie Francescane Elisabettine

Kena – Negada EGITTO

 


Il progetto ha avuto inizio con Sr Annamaria Caporale, ora trasferita a Qena: attualmente è seguito da sr. Eacub Mnal che ha sostituito suor Teresa Derias.
 
Si tratta di due progetti distinti:
Assistenza scolastica presso la città di Negade.
Le suore gestiscono una scuola primaria con bambini dai 3 agli 11 anni che ospita in 600-700 studenti circa. Oltre alla normale istruzione, ai bambini più poveri che sono sostenuti a distanza, vengono forniti il materiale scolastico, la divisa, libri, ecc. Inoltre ad alcune famiglie vengono assicurate l’acqua e la luce, in modo che i bambini possano studiare e lavarsi.
 
Progetto Adottiamo una Mamma.
Il progetto, tramite una clinica gestita sempre dalle suore, offre a delle mamme supporto durante tutta la gestazione e nei due anni di svezzamento del bambino

 
 

 



 

 
Progetto “Adottiamo una mamma”
 
La proposta ci arriva dall’Egitto, da parte di Suor Maria Caporale, ed è una forma di sostegno a distanza abbastanza particolare, in quanto ci propone di sostenere una mamma “in attesa”, seguendola per tutta la gravidanza fino al compimento del secondo anno di età del neonato.

 

Egitto: Un nome che evoca una civiltà sorta seimila anni fa, una storia che ci affascina e ci incuriosisce; non ci stancheremo mai di “curiosare” nel passato dell’Egitto , ma questo forse ci distrae un po’ dal presente, un presente difficile per molti e che certamente i circuiti turistici non ci fanno conoscere.

 

A farci riflettere sono sufficienti due dati statistici:

·         La mortalità infantile al di sotto dei cinque anni di età è di 69 bambini ogni mille (12 volte più che in Italia), mentre la mortalità materna è di 170 su 100.000 nati vivi.

·         Gli alfabetizzati sono il 51% della popolazione, ma di questi solo il 38% sono donne.

Se quest’ultimo dato ci fa ben comprendere la necessità di dare la possibilità ai bambini di frequentare la scuola, quello precedente ci dice quanto sia importante la prevenzione e la cura di cui devono essere oggetto i bambini più piccoli.

 

Da qui la proposta di Suor Anna Maria che, con le sue consorelle, sta dando vita nel Centro Socio Sanitario di Negade a un progetto di promozione della mamma e del bambino, seguendo entrambi nel periodo più delicato e a rischio (gravidanza, puerperio e periodo perinatale), che genera la maggior parte delle patologie per insufficiente alimentazione, mancanza di assistenza, scarsa igiene personale ed ambientale, per abitudini e usi locali, per ignoranza.

 

Il progetto prevede di seguire 10, al massimo 20, donne all’anno, con visite diagnostiche, esami clinici, integrazione dell’alimentazione, lezioni di puericultura, assistenza al parto, corredino e quant’altro possa servire al neonato, visite domiciliari per assicurare il sostegno e l’aiuto per tutto il tempo previsto.

 

Tutte queste cure attenzioni possono apparire scontate ad una mamma italiana, ma sono tutte da inventare per tante mamme egiziane e di tanti altri Paesi del mondo.

 

La quota prevista per partecipare al progetto è di 225.00 € all’anno, per cinque anni. Ad ogni mamma verrà chiesto di impegnarsi con un piccolo contributo, ognuna nella misura che potrà, per renderla più partecipe, più responsabile e attenta nei confronti di se stessa e della salute e del benessere del suo bambino.

 

 

 

 

 

 
Responsabile del progetto:
Dal marzo 2009 Suor Annamaria Caporale
è stata affiancata da Suor Eacub Manal come
Responsabile e Referente del Progetto
 
Suor  Eacub Manal
Casa Deleg. Elis. Vendramini
31SH Studio Misr
12561 Giza el Abram (Egitto)                       

 

 

 

 Progetto:

Assistenza scolastica presso la città di Negade

Scheda Completa:

 

1.2 Paese: Egitto
 
1.3 Località: Negade, provincia di Qena
 
1.4 Settore d’Intervento:
• Scolastico
• Sanitario
 
1.5 Responsabile e Referente
 
Suor Eacub Manal. Il progetto ha avuto inizio  con Sr. Anna,maria Caporale, ora trasfeerita a Quena  e successivamente da Suor Derias Teresa.
 

2 Contesto

2.1 Situazione generale
Il territorio dell’Egitto è prevalentemente desertico. Le aree fertili, coltivate e abitate sono meno del 10% della superficie complessiva e coincidono con la valle del Nilo, il suo delta e le oasi presenti nella sezione occidentale del vasto tavolato desertico. A ovest della valle del Nilo si estende il Deserto libico (o Deserto occidentale), a est il Deserto arabico (o Deserto orientale).
 
Il Deserto libico, prolungamento del Sahara, occupa circa i due terzi del paese. Chiamato anche “Grande mare di sabbia”, presenta numerose depressioni, la maggiore delle quali è la vasta area di Qattâra (18.000 km²), che raggiunge una profondità di 133 m sotto il livello del mare (il punto più basso dell’Africa). Il Deserto libico è costellato di oasi alimentate da una grande falda acquifera sotterranea; tra queste vi sono, da nord a sud, le oasi di Siwa, al-Fayyum, Bahriyah, Farafirah, Dakhilah e Kharijah. Sulla riva orientale del Nilo, il Deserto arabico si estende fino al canale di Suez con un’altitudine media di 600 m e si innalza in rilievi scoscesi che superano i 2.000 m lungo la costa del Mar Rosso. Nell’estremo sud, al confine con il Sudan, si trova il deserto di Nubia, vasta regione di dune e pianure sabbiose. Infine la penisola del Sinai, compresa tra il golfo di Suez e quello di Aqaba, è in prevalenza montuosa e culmina nel Monte Caterina (2.637 m), la cima più elevata dell’Egitto; nelle vicinanze sorge il monte Sinai (2.284 m) dove, secondo l’Antico Testamento, Mosè ricevette le Tavole della legge.
1.1.A Il contesto politico
Formalmente multipartitico dal 1977, il governo del paese è di fatto dominato dal Partito nazionale democratico (Hizb al-dimuqratiyah al-wataniyah, HDW) del presidente Mubarak. Nel Parlamento sono presenti altre formazioni minori. Sono inoltre attivi, ma fortemente contrastati dal potere centrale, alcuni movimenti fondamentalisti islamici, tra cui i Fratelli musulmani e Al-Jama al-Islamiya, entrambi illegali. 
Dopo la crisi politica causata dall’attentato di Luxor, il governo attua un’ulteriore stretta repressiva, avviando nel contempo un dialogo con le componenti moderate del movimento islamista. Ottenuta una pubblica condanna della violenza da parte di molti membri delle organizzazioni radicali islamiche, il governo libera un migliaio di prigionieri politici. Allo stesso tempo il governo vieta la costituzione di un partito politico vicino ai Fratelli musulmani, benché anche questa organizzazione si sia espressa contro l’uso della violenza. Il governo si oppone anche all’apertura di un dialogo con l’organizzazione fondamentalista Al-Jama al-Islamiya. Per sfuggire alla repressione, centinaia di militanti delle ali intransigenti del “Jihad” lasciano l’Egitto e vanno a infoltire le file delle milizie arabe che combattono al fianco della guerriglia islamica in Cecenia e dei taliban in Afghanistan. 
Per affrontare la grave crisi economica Mubarak intensifica la sua politica di liberalizzazione e di privatizzazione, che investe solo marginalmente l’abnorme settore della pubblica amministrazione (più di cinque milioni di dipendenti), la maggiore fonte di consenso del regime. I risultati delle riforme economiche sono tuttavia insoddisfacenti, anche a causa della forte diminuzione delle entrate dell’industria turistica. Quasi metà della popolazione è compresa nella fascia più povera, dove la disoccupazione raggiunge punte elevatissime. 
Nell’ottobre 1999 Mubarak è confermato alla presidenza del paese, ottenendo il quarto mandato consecutivo. Nelle successive elezioni legislative, svoltesi tra ottobre e novembre del 2000, il Partito nazionale democratico di Mubarak ottiene 353 dei 444 seggi del Parlamento egiziano. In seguito alla ripresa dell’intifada nei territori occupati palestinesi, i rapporti tra Egitto e Israele diventano tesi. Il governo del Cairo attribuisce infatti a quello israeliano la responsabilità del fallimento delle trattative di pace con i palestinesi; Mubarak si prodiga tuttavia per evitare una rottura dei rapporti diplomatici tra Israele e i paesi arabi. Agli inizi del 2001, e poi ancora nell’estate, la banca centrale egiziana svaluta la sterlina egiziana rispetto al dollaro.
 
1.1.B Il Contesto Sociale
Per millenni fondata sull’agricoltura, l’economia egiziana subì una prima modernizzazione in epoca coloniale, che tuttavia andò a beneficio delle imprese straniere e di una piccola elite locale. Ispirato a ideali nazionalisti panarabi e socialisti, negli anni Cinquanta il governo repubblicano guidato da Nasser diede un forte impulso all’intervento dello stato, simboleggiato dalla nazionalizzazione del canale di Suez (1956) e dall’avvio della costruzione dell’imponente diga di Assuan (1960). Agli inizi degli anni Sessanta Nasser varò una riforma agraria e nazionalizzò gran parte del settore industriale e creditizio e le proprietà estere, sottoponendo a severi controlli le imprese lasciate all’iniziativa privata. Lo sviluppo economico fu tuttavia ostacolato dallo scarso successo dei piani quinquennali ma, soprattutto, dai catastrofici effetti del conflitto arabo-israeliano del 1967 (Vedi Guerra dei Sei giorni), che non solo inflisse gravi danni all’apparato industriale egiziano, ma ebbe come conseguenza la perdita del petrolio del Sinai e la chiusura del canale di Suez, la principale risorsa economica del paese. 
Negli anni Settanta, con l’ascesa di Sadat al potere, fu avviata nel paese una politica di apertura verso i paesi occidentali e di liberalizzazione dell’economia (la cosiddetta infitah), intesa soprattutto ad attirare investimenti esteri. Nonostante un rilevante sviluppo del settore industriale, il nuovo corso lasciò pressoché inalterata la struttura economica del paese, nella quale lo stato continuò a svolgere un ruolo preminente, mentre aumentò considerevolmente il debito estero. Negli anni Novanta diversi attentati di matrice fondamentalista, oltre alle conseguenze della guerra del Golfo, ebbero effetti devastanti sul turismo e sull’emigrazione (circa due milioni di egiziani persero il lavoro nei paesi del Golfo e furono costretti a rientrare in patria), aggravando ulteriormente la crisi del paese. Nel 2000 il prodotto interno lordo fu di 98.725 milioni di dollari USA, corrispondenti a 1.540 dollari USA pro capite. 
La formazione del popolo egiziano risale al periodo Gerzeano (IV millennio a.C.) con l’insediamento nella regione di popolazioni appartenenti al ceppo camito-semitico. La popolazione attuale è formata dai discendenti delle popolazioni autoctone premusulmane (gli antichi egizi) e degli arabi che nel VII secolo conquistarono l’area. 
La composizione etnica del paese distingue tradizionalmente i copti, di discendenza camitica e dediti alle attività commerciali, e i fellahin, contadini insediati nelle aree rurali. Successivamente i due gruppi subirono l’influenza della conquista araba e oggi convivono nelle aree urbane dove i copti si distinguono ormai unicamente per la loro fede religiosa. Nelle regioni meridionali vivono i nubiani, popolazione autoctona insediata in prevalenza nei villaggi lungo il Nilo, mentre nelle regioni desertiche vivono gruppi di pastori nomadi o seminomadi, principalmente beduini. Nelle città vivono inoltre minoranze turche e armene. 
La popolazione dell’Egitto è di 70.712.345 abitanti (2002), con una densità media di circa 71 unità per km2 e un tasso di crescita annuale dell’1,66%. 
La scuola primaria è gratuita e obbligatoria dai sei agli undici anni di età. Tra la popolazione adulta il tasso di alfabetizzazione è del 70,7% (2001). 
Nel paese hanno sede tredici università. Il più antico istituto di studi superiori del mondo islamico ancora attivo è l’Università di Al-Azhar, al Cairo, fondata nel 970 come scuola coranica; altri istituti importanti della capitale sono l’Università di Ayn Shams, fondata nel 1950, l’Università del Cairo (1908) e l’Università Americana (1919). Nelle altre città, università di rilievo sono quella di Alessandria (1942) e quella di Asyùt (1957). Tra i numerosi musei che custodiscono lo straordinario patrimonio artistico e archeologico dell’Egitto vi è il Museo Egizio del Cairo. 
La lingua ufficiale è l’arabo; diffusi in ambito commerciale e turistico, e tra le classi colte, sono inoltre l’inglese e il francese. Il copto viene utilizzato quasi esclusivamente nelle cerimonie religiose. La lingua berbera è parlata in alcuni villaggi delle oasi occidentali.
 
1.1.C Il contesto ecclesiale e religioso
La religione ufficiale è quella islamica di rito sunnita, praticata dal 94% circa della popolazione. La principale minoranza religiosa è rappresentata dai copti (circa 5%), mentre meno dell’1% della popolazione appartiene alle chiese greca ortodossa, cattolica e armena.
2.2 Contesto locale
Negade dipende da governatorato di Quena ed è una cittadina di circa 16.000 abitanti; ospita il locale commissariato di polizia con tutti gli uffici amministrativi e scolastici per una popolazione di circa 36.000 abitanti. A anche un piccolo ospedale. 
Le suore Elisabettine, la cui Casa madre si trova a Padova, sono a Negade dal 1937. La missione comprende la scuola materna ed elementare, un dispensario con attività di promozione della donna (alfabetizzazione, taglio e cucito, promozione materna e infantile). Era stata creata anche una scuola media femminile; dal 1970 è stata ceduta alla gestione governativa per mancanza dei fondi necessari al pagamento degli insegnanti e delle spese di gestione in genere. 
La Cittadina ha una parrocchia cattolica, retta da un sacerdote diocesano e conta circa 200 fedeli. Le suore si dedicano a tutte le attività pastorali (catechesi, terziari francescani, consiglio pastorale). I rapporti con il mondo islamico sono buoni in quanto c’è una sostanziale tolleranza religiosa. 
Anche i rapporti con le autorità civili sono positivi in quanto, l’autorità vedono l’utilità delle attività sociali e di promozione che la missione porta avanti e cerca in tutti di agevolarle. 
La situazione scolastica della zona oggi è molto migliorata, sia come metodo d’istruzione che come numero.
La scuola della missione è stata fondata nel 1937, ed è stata ufficilmente riconosciuta dal governo nel 1952. In un primo tempo la scuola era riservata ai più poveri ed era completamente gratuita. Dal momento del riconoscimento ha dovuto adeguarsi ai regolamenti previsti dal governo che impongono il pagamento di una retta, perciò la scuola, essendo privata deve autofinanziarsi; da ciò la necessità di un sostegno economico esterno in quanto poche famiglie sono in grado di pagare le rette.

3 Finalità

 Aumentare la scolarizzazione in modo che anche i bambini più poveri abbiano accesso all’istruzione.
 Migliorare i servizi sanitari, soprattutto quelli di promozione materno-infantile.
 

4 Obiettivi

 Dare la possibilità a 40 bambini di poter frequentare la scuola elementare
 Dare la possibilità a 10 gestanti e/o neo mamme di essere seguite si nella fase di gestazione che in quella di svezzamento, al fine di diminuire la mortalità infantile e la mortalità per parto.
 

5 Azioni

5.1 Scuola primaria
La scuola primaria va dai 3 agli 11 anni. Questo ciclo di studi è obbligatorio, sino dalla scuola materna. La scuola della missione avrebbe la possibilità di ospitare fino a 1.000 scolari ma, per osservare i regolamenti prescritti dal provveditorato agli studi ne ospita in pratica 600-700 circa.
Le lezioni iniziano alle 8:00 e terminano alle 14:00. La direzione scolastica è a carico delle suore elisabettine che segue i programmi governativi con circa 35 insegnanti laiche assunte e stipendiate dalla scuola, pagandole attraverso le rette e gli aiuti che giungono alla scuola stessa.
Gli unici aiuti esterni provengono dai sostegni a distanza del Centro Missionario di Udine e di altri privati, dalla “Ouvre d’Oriente”, un ente Francese che opera attraverso le Pontificie Opere Missionarie; quest’ultimo contributo avviene però in maniera discontinua
Oltre alla normale istruzione, hai bambini più poveri che sono sostenuti a distanza, vengono forniti il materiale scolastico, la divisa, libri, ecc. Inoltre ad alcune famiglie abbiamo iniziato a fornire l’acqua e la luce, in modo che i bambini possano studiare e lavarsi.
 
5.2 Promozione materno infantile
Le strutture sanitarie statali non mancano, ma non riescono ad offrire un servizio adeguato, sia per l’eccessivo bacino di utenza, sia per l’inadeguata preparazione del personale sanitario. 
La missione gestisce un poliambulatorio, costruito con l’aiuto della Caritas Svizzera, che offre i seguenti servizi:
 medicazione
 servizio oculistico con un oculista disponibile una volta alla settimana, in forma completamente gratuita.
 Servizio di fisioterapia.
 
Nel pomeriggio, nella stessa struttura viene realizzato il sostegno materno infantile tre giorni alla settimana.
Le madri sono seguite da un medico ginecologo che presta le visite e le analisi necessarie fino al parto.
Una infermiera impartisce delle lezioni di puericultura mentre una suora svolge delle lezioni di igiene sanitaria. 

6 Metodologia

6.1 La Chiesa Locale
La chiesa locale appoggia ed incoraggia il prosegui di questi progetti, sia lo scolastico che il sanitario. Non è però in grado di partecipare economicamente per la scarsità di mezzi.
 
6.2 La Congregazione
Anche la Congregazione è al corrente di tutte le attività di promozione umana svolte dalla missione ed è punto di riferimento per le tutte le iniziative.
 
6.3 La Chiesa di provenienza
La chiesa di provenienza verrà continuamente informata sugli sviluppi del progetto ed anche attraverso incontri informativi con i sostenitori.
 

7 Fasi temporali e durata del progetto

Il progetto deve necessariamente avere una data di inizio e di fine con un susseguirsi delle azioni previste in modo logico. 
 
 
 

8 Risorse

Per essere attuato il progetto necessiterà di risorse umane (figure professionali, lavoro di volontari o della comunità, ecc) e di risorse economiche.
 
7.1 Risorse umane
Le risorse umane sono già presenti ed individuate.
 
7.2 Risorse finanziarie
Le risorse finanziarie sono reperite come già descritto

9 Stanziamento di massima

Il budget altro non è se non il preventivo di spesa per la realizzazione delle azioni previste dal progetto. Per mantenere la logicità della narrazione è pertanto consigliabile riportare come voci di spesa le azioni previste al punto 4 con il dettaglio dei costi relativi. Indicare in modo chiaro le spese che sono già coperte come contributi di altri finanziatori o di parti in causa del progetto (comunità locale, apporti in lavoro gratuito o in beni materiali, ecc.)
 

10 Sostenibilità

Dal punto di vista economico, dato che il CMD incide globalmente per il 28.85% sul costo globale, sarà possibile cercare fonti alternati in caso il progetto non potesse essere ulteriormente sostenuto. 
Dal punto di vista della sostenibilità sociale il progetto è ben accolto dalle autorità civili e dalle autorità religiose sia mussulmane che copte.

11 Verifiche e valutazioni

Il Centro missionario verrà adeguatamente informato sulle attività previste dal progetto.