Ishak Faiza – Egitto

Elenco le nostre opere:
1- Al Dokki = Giza El Ahram Abbiamo una casa nuova casa ove ospita il governo di Delegazione per il coordinamento di tutte le comunità …

2- A Giza – Piramidi ex Delegazione è stata usufruita per la formazione iniziale: postulandato,

 

Referente: Sr. Ishak Faiza

Recapito
Casa Deleg.Elis. Vendramini 31SH Studio Misr
12561 Giza El Abram Egitto
 



 

Chi siamo

Siamo suore Terziarie Francescane Elisabettine di Padova (Italia) Con una presenza di 40 suore egiziane e 6 italiane. Siamo state fondate in Italia da Elisabetta Vendramini nel 1828 a Padova, per essere tra la gente, specialmente le persone più povere, segno della carità con cui Dio ha cura dell’uomo.

Dove siamo

Dal 1935 siamo presenti in Egitto con l’arrivo delle prime 5 suore italiane, richieste dai padri Francescani di Toscana, che via via sono andate aumentando, arricchite anche da vocazioni egiziane e oggi anche sudanesi.
Siamo presenti con otto comunità lungo tutta la fascia del Nilo, per 650 Km, in prevalenza nei villaggi, Abbiamo scelto infatti persone e luoghi più  bisognosi della nostra attenzione e del nostro aiuto. Abbiamo anche una comunità in Sudan, a Khartoum.
Nonostante alcuni cambiamenti^nello stile di vita c’è ancora una situazione di povertà alla quale cerchiamo di venire incontro: povertà economica, culturale, educativa, famigliare, di espressione della libertà e dei diritti della persona.
Voi vedete l’Egitto turistico, ma c’è altra realtà e noi, come Chiesa, come missione, siamo lì per amare e aiutare a crescere (limitamento alle nostre energie), questa realtà, anche tramite i nostri servizi.
Essere missionarie non è un’avventura: aerei, Nilo, navi, deserto, archeologia, ma è assumere la realtà in cui siamo chiamate a vivere, camminare e vivere con persone…

Cosa facciamo?

Elenco le nostre opere:
1- Al Dokki = Giza El Ahram Abbiamo una casa nuova casa ove ospita il governo di Delegazione per il coordinamento di tutte le comunità e le loro opere presenti in Egitto – Sudan in collaborazione con l’Italia – Padova.
* Una parte della casa è adebita a Noviziato che presentemente, ospita quattro novizie Egiziane con la loro maestra egiziana.
Una parte accoglie arrivi e partenza per Italia e Sudan, per suore in riposo,per studio, malattia; accoglie gruppi per assemblee di governo, incontri zonali, S.S Esercizi, formazione iniziale e permanente in collaborazione con l’Italia.
2- A Giza – Piramidi ex Delegazione è stata usufruita per la formazione iniziale: postulandato,
– Attualmente  le aspiranti sono quattro  seguite da una maestra egiziana .
Sono impegnate nella preghiera (nello studio catechistico, teologico, linguistico e nel lavoro domestico – hanno possibilità di partecipare a corsi interjuniorato – internoviziato, postulato, in sede.
–  La comunità formata da 3 suore(continua l’accoglienza di pellegrini turistici Egitto – Sinai — Gerusalemme perché possono trovare una chiesa cattolica dove celebrare, pregare^ostare. È commovente il loro condividere esperienze fati che (riflessioni del loro pellegrinare .in ringraziamento al Signore di queste esperienze e di nuove amicizie . Nel 201 t’abbiamo avuto la presenza di 18DOO turisti: T200 sacerdoti, 15 Vescovi, che celebravano in questi pellegrinaggi il 25° – 50° – 60° di vita sacerdotale. Questa comunità si trova in una zona favorevole per il gito turistico perciò per fermarsi a pregare.
3- Ancora qui a Giza c’è una comunità al centro Caritas con poliambulatori, un servizio di protezione e accompagnamento di madre e bambino ,dalla gestazione alla maternità, dalla nascita alla crescita del bambino, per evitare mortalità infantili dovute alla carenza di istruzione igienica, e di alimentazione. Il centro Caritas offre anche una scuola materna, una scuola di alfabetizzazione, di taglio e cucito, di maglieria per ragazze e adulte.
4- Al Cario siamo presenti nella parrocchia “S. Giuseppe”, unica parrocchia cattolica latina. Prestiamo inoltre servizio nell’ospedale coptofjfondato dalla chiesa copta)e nell’ospedale italiano, in collaborazione con suore di altre congregazioni;
5- Da Heliopolis – nuovo Cairo – ci rechiamo a lavorare pure in un ospedale per lebbrosi, ad Abu Zabal lontano 45 km dal Cairo, nel deserto. La distanza dai centri abitativi risale alla vecchia legge e il timore della malattia. Due suore sono presenti nell’ospedale per curare,
medicare, confortare sino alla morte 800 malati affidati oggi alle cure delle suore, richieste e inserite tramite la Caritas, ed ora assunte dal governo che riconosce le loro competenze, espresse con la carità. Le suore sono presenti anche nel villaggio, do ve abitano 500 famiglie
di lebbrosi. Il villaggio è costruito da loro tramite gli aiuti della Caritas e con offerte devolute tramite gli “Amici dei lebbrosi”.
Questo villaggio ospita ammalati già guariti ma distanti o rifiutati dalle famiglie per paura della malattia o per deformazioni o amputazioni o invecchiati nella malattia, sconosciuti dalle famiglie, e lì continuano a vivere e a migliorare la loro vife famigliare, assistiti e curati ancora dalle suore — specialmente i neonati – con medicine preventive e a secondo dell’età, nella scuola materna, elementare, così pure nell’igiene alimentare, poiché sappiamo che la povertà e la scarsa igiene è la prima causa di questa malattia, che oggi si può prevenire e curare.
6- Sempre a Heliopolis una comunità(in un orfanotrofio costruito dalla chiesa copta cattolica per bambini bisognosi di aiuto, di una casa famiglia, di assistenza: è denominata “Casa del Buon Samaritano” e le suore sono presenti giorno e notte. I bambini provengono da
famiglie disagiate, o precarie, o sono in stato di abbandono o di maltrattamento o usati per commerci illeciti o di separazioni.. Lo scopo dell’opera è di educare i bambini e dare loro la possibilità di studio e ritornare sereni in famiglia e inserirsi adeguamenti nella società.
7- A distanza di 180 km (Maghagha) &dal Cairo e 610 km All’alto – Egitto tre comunità sono presenti in opere educative, sanitarie, promozione della donna, servizio pastorale, (Maghagha, Tawirat, Negada). Due scuole con una presenza di 1200 (Maghagha), 600
(Negada) alunni accolti senza distinzione sociale, religiosa, etnica. La scuola di Negada (Alto Egitto) è la più bisognosa di aiuto finanziario perché tante famiglie non possono più sostenere le spese scolastiche (come dappertutto) e allora ci siamo rivolte al ÒftD di Udine che con le adozioni a distanza risponde alle nostre richieste con tanta generosità e prontezza da parte deirufficio e degli offerenti. Nell’anno 2010 gli alunni erano arrivati a 500 l’elementare + 100 della scuola materna. Quest’anno le cose sono cambiate, peggiorate. Tra disordini politici – economici e terroristici gli alunni sono diminuiti per mancanza di lavoro, paura, rapimenti ecc.., perciò di guadagno e spesa. Nel 2009 – 10 avevamo 35 maestri laici, più 7 suore, più la direzione. Le entrate non soddisfano più il fabbisogno degli stipendi. I dipendenti non si possono licenziare, stiamo facendo salti per arrivare a sbarcare il lunario. Dal governo non riceviamo nulla, per questo’ci rivolgiamo ancora al CMD perché continui ad aiutarci ancora tramiti vecchi e nuovi offerenti. Le due nostre scuole (Negada e Maghagha) sono dirette da suore egiziane, aiutate da maestri laici, con diplomi e competenze aggiornate.
In campo economico si sostengono tramite le rette scolastiche,, per chi .può pagare. Con sostegno a distanza, offerte dei Centro Udine e dalle Opere Missionarie pontifice. Dovremo aprire le attività scolastiche per i più poveri, ma le nostre scuole non possono accogliere tutti i poveri perché le spese di mantenimento sono molto alte (tasse, manutenzione degli edifici, aggiornamento di materiale tecnico, la sicurezza). Il governo vuole che le scuòle possono gestirsi economicamente da sole osservando i regolamenti e riesca con buoni risultati. Il campo scolastico è un campo di apostolato grande; è un palestra che ci mette nella possibilità di incontrare tutti, sia cristiani ortodossi, cattolici e protestanti, come pure i musulmani: ministri, ispettori, direttori, maestri didattici, genitori e bambini alunni.
I Vescovi ci dicono: chiudete pure una chiesa che accoglie pochi cristiani, ma non chiudete una scuola (che può avvenire per difficoltà economiche) perché la scuola vi da la possibilità di trasmettere e testimoniare valori comuni a tutti, a creare rispetto reciproco e una cultura di
non violenza e di reciproca acccttazione. Non possiamo evangelizzare a parole;ma con una testimonianza cristiana di accoglienza, di
solidarietà, di condivisione, di dialogo e di pazienza. In un paese islamico il linguaggio della carità è l’unico modo possibile per arrivare al cuore
della gente.
Nej^di^gensario diJVegada con il centro missionario abbiamo un servizio dal titolo Adottiamo una mamma ^avevamo chiesto l’aiutolper aiutare.sostenere un servizio di protezione e accompagnamento della madre e del Bambino, dalla gestazione alla maternità, dalla nascita del bambino fino a due anni, per evitare mortalità infantili dovute alla carenza di istruzione igienico,-sanitaria e alimentareTX’appello è stato accolto e risposto subito da 10 offerenti e sino ad oggi sono presenti. Ora ci viene un’altra domanda dalle mamme e nostra j di continuare questo servizio oltre due anni: Come abbandonare questi piccoli dopo due anni di attenzione?.
Ci è stato chiestole lo approviamo anche noi) di continuare l’assistenza di questi piccoli per altri due anni di asilo nido e altri due di scuola materna.
Chiedo agli offerenti: potete continuare ad amare e aiutare quésti bambini? Se ci fossero altri nuovi offerenti sensibili a questa voce, vi ringrazio.
Accanto alle scuole abbiamo dispensala (ambulatori) che accolgono e aiutano tanti ammalati, specie bambini, anziani, handicappati, tante persone prive di assistenza sanitaria e di cure mediche, perché poveri. Anche qui, come nelle scuole, c’è un vasto campo apostolico: qui si conoscono situazioni familiare penose che chiedono cure, ascolto e aiuto. Come chiesa viviamo in un contesto religioso-sociale faticoso: dei 85 milioni di abitanti; il 15 milione è costituito da cristiani, divisi tra Ortodossi e Cattolici e Protestanti, noi cattolici siamo minoranza nella minoranza, il resto mussulmani. : ‘.:’.’
Collaboriamo con la chiesa locale per sostenere i cristiani ad essere fedeli al loro battesimo
in mezzo a tante sfide, specie: l’assenza di lavoro, la mancanza della casa, mancanza di
carriera. ,
Con il governo abbiamo buoni rapporti in quanto gli enti sociali, ospedali, dispensari sono tutte opere di promozione umana. Naturalmente è nostro impegno rispettare le leggi, i programmi, e indirizzi.
I poveri sono l’eredità affidataci dal Signore e questi ci danno forza e visibilità in ciò che
crediamo, speriamo ed amiamo.
 
Preghiamo perché la messe è molta ma gli operai sono pochi.