Il villaggio di Shebraber

Assicurare un sano sviluppo dei bambini attraverso la frequenza della scuola materna. Fornirli giornalmente di un pranzo e una merenda. Contribuire a sostenere le spese mensili per il mantenimento delle attività scolastiche quali stipendi al personale e acquisto di materiale didattico. Il missionario laico s’impegna a spedire una foto del bambino all’inizio del rapporto. Negli anni successivi sarà impegno del missionario inviare un aggiornamento sulla realtà del villaggio. Padre Fikru Kebede, parroco di Shebraber, s’impegnerà a dare all’Associazione un resoconto annuale di come sono utilizzati i fondi ricevuti.

Referente:
Paolo Caneva
P.O. BOX 62 Emdibir
Guraghe Zone
ETIOPIA
 
 
 

 Progetto:

Contesto politico – l’Etiopia è una nazione a statuto federale divisa in nove stati. Le elezioni del maggio 2005, che hanno visto la rielezione di Meles Zenawi, sono state accompagnate da accuse di frode e violente proteste, in cui hanno trovato la morte decine di persone. I risultati delle elezioni, diffusi parzialmente solo in agosto e favorevoli al partito di governo, danno vita a nuove proteste, violentemente represse dalla polizia.

Contesto Sociale – Nel 2005 l’Etiopia aveva una popolazione di 73.053.286 abitanti, con una densità media di 65 unità per km²; la speranza di vita è di 48,8 anni, una delle più basse del mondo. Elevatissima la percentuale di popolazione rurale: l’84% (2003); poiché gran parte degli abitanti vive di agricoltura di sussistenza, gli insediamenti più popolati si trovano nella regione centrale, dove il terreno si presta maggiormente alle coltivazioni. I dialetti parlati sono una settantina. Abbastanza diffusi sono anche l’inglese, l’italiano e l’arabo.

Contesto ecclesiale e religioso – Circa il 40% della popolazione – soprattutto nelle regioni settentrionali – segue la Chiesa ortodossa etiopica, strettamente legata alla Chiesa copta d’Egitto. I musulmani sono il 45%, in prevalenza situati nel sud, La Chiesa cattolica rappresenta circa il 9% dei cristiani.

Contesto locale – Shebraber si trova nella Zona Guraghe appartenente allo stato del Sud ed è divisa in sette distretti. Il distretto di Shebraber è Ennemur. L’altitudine media della zona supera i 2.000 metri sul livello del mare, molti sono i fiumi che la percorrono, portando acqua per tutto il periodo dell’anno. C’è una sola strada asfaltata che la attraversa, le altre vie sono di sassi o di terra battuta quasi impraticabili da giugno a settembre a causa delle piogge.

Il villaggio di Shebraber si trova ad est di Emdibir a circa 50 chilometri di distanza, è piuttosto esteso e conta più di 250 abitazioni. Non essendoci un’anagrafe è però’ impossibile conoscere il numero esatto di persone, ma solo delle case costruite in una determinata zona. Secondo una stima che considera la famiglia etiope costituita da almeno 5 persone, è possibile supporre che gli abitanti siano oltre il migliaio.

La scuola materna della missione è un edificio molto piccolo, costruito in fango con solo due aule. I bambini iscritti sono circa ottanta.

Nel villaggio non c’è corrente elettrica, nell’area recintata, dove è costruita la Chiesa, c’e’ un pozzo, che fu scavato oltre dieci anni fa’. Purtroppo l’acqua, che era una volta potabile, ora esce con tracce di olio, ma per gli abitanti di Shebraber non c’e’ scelta, sono costretti a berla. I sacerdoti, che hanno a disposizione un’automobile, devono andare nel villaggio di Attat a prendere l’acqua potabile, distante circa trenta chilometri.

Nel villaggio di Attat c’e’ un ospedale gestito dalla Chiesa Cattolica ed è il più vicino al villaggio di Shebraber.

L’etnia maggiormente presente si chiama Guraghe. Sono persone molto laboriose con un forte attaccamento alla famiglia, di solito molto numerosa. Il lavoro è una parte fondamentale della loro vita. Quasi tutti sono contadini, vivono in case di fango e paglia e intorno alla capanna un piccolo campo da coltivare. La coltivazione maggiormente praticata è quella dell’ensete, dal quale è possibile ricavare il coccio, una sorta di focaccia che è l’alimento base. Il fattore positivo del coccio è che, messo sotto terra, può essere conservato per oltre due anni. L’agricoltura che praticano ha tendenzialmente solo carattere di sussistenza, sono pochissimi i prodotti che riescono a commerciare.

Tendenzialmente i Guraghe sono Musulmani ma sono ancora molti che hanno una religione animista, mentre diversi hanno abbracciato la religione protestante.
Finalità – Obbiettivi e Azioni
Assicurare un sano sviluppo dei bambini attraverso la frequenza della scuola materna. Fornirli giornalmente di un pranzo e una merenda. Contribuire a sostenere le spese mensili per il mantenimento delle attività scolastiche quali stipendi al personale e acquisto di materiale didattico. Il missionario laico s’impegna a spedire una foto del bambino all’inizio del rapporto. Negli anni successivi sarà impegno del missionario inviare un aggiornamento sulla realtà del villaggio. Padre Fikru Kebede, parroco di Shebraber, s’impegnerà a dare all’Associazione un resoconto annuale di come sono utilizzati i fondi ricevuti.