2006 – Brasile. Costruiamo comunità attraverso la cooperazione tra le Chiese

Il Brasile è un paese dalle fortissime contraddizioni interne dove la differenza di reddito tra le fasce sociali meno abbienti e una stretta minoranza di ricchi è ancora tra le più alte del pianeta. Il numero di brasiliani che sopravvivono con circa 115 reales (circa 50 euro) al mese è sceso nel 2004 al 25% della popolazione. Il divario tra ricchi e poveri resta tuttavia preoccupante: il 50% della popolazione povera accumula il 14% delle risorse economiche nazionali (nel 1990 era l’11%); sul lato opposto, il 10% dei brasiliani più abbienti gestisce il 44% della ricchezza.

Nel febbraio 2001 si svolge a Porto Alegre, in concomitanza e in contrapposizione con il Forum economico mondiale di Davos (dove ogni anno si riuniscono i maggiori leader politici ed economici del mondo), il primo Forum sociale mondiale. Il Forum, fortemente critico nei confronti delle politiche neoliberiste sostenute dalle maggiori istituzioni economiche internazionali (Fondo monetario internazionale, Banca Mondiale, Organizzazione mondiale per il commercio), chiede l’avvio di una nuova strategia politica ed economica atta a contrastare i gravi problemi che affliggono numerosissimi paesi (compresi alcuni notevolmente industrializzati, come lo stesso Brasile). Con lo slogan “un altro mondo è possibile”. Da allora il Forum si ripete con successo ogni anno.

Dopo l’Uruguay, gli effetti della gravissima crisi dell’Argentina investono in pieno anche il Brasile, che nel 2002 vede vacillare la propria economia già gravata da un enorme debito pubblico. Ad agosto il paese ottiene dal Fondo monetario internazionale (FMI) un prestito di 30 milioni di dollari e il permesso di prelevarne altri 10 dalle proprie riserve; si tratta del più consistente prestito mai concesso dal Fondo.

Le elezioni presidenziali di ottobre imprimono una radicale svolta alla vita politica del paese. Luis Inácio da Silva detto “Lula”, il leader del Partito dei lavoratori, conquista la presidenza del Brasile.

Il Brasile, stato tradizionalmente agricolo, ha assistito, negli anni Sessanta e Settanta, a un rapido sviluppo industriale che ha portato a una considerevole diversificazione del settore economico. Fiorente è l’industria estrattiva, che sfrutta i giacimenti di ferro e di carbone, e la produzione siderurgica, chimica e di automobili. Lo stato deve tuttavia risolvere gravi problemi di disoccupazione (9,4%, 2001), inflazione (118,8%, in rapporto al PIL) e debito estero, una delle principali cause, quest’ultima, della miseria del paese. Nel 2003 il prodotto interno lordo fu di 492.338 milioni di dollari USA, corrispondente a un PIL pro capite di circa 2.790 dollari USA.

La popolazione del Brasile, che registra un tasso di crescita annua pari all’1,06%, è di 186.112.790 abitanti (2005). La distribuzione territoriale è tuttavia poco uniforme: la maggior parte della popolazione (83%) è concentrata nelle aree urbane delle regioni costiere e, in particolare, nelle città di São Paulo e di Rio de Janeiro. La densità media del paese è di 22 abitanti per km² (2005), tuttavia nella regione dell’Amazzonia ammonta appena a 1 abitante per km².

Il maggior gruppo etnico del paese (55%) è costituito da bianchi di origine europea (soprattutto portoghesi e spagnoli). I neri, gruppo composto da discendenti degli schiavi africani giunti nel paese nel periodo della colonizzazione e da immigrati provenienti dall’Angola e dal Congo, ammontano all’11%. Gli amerindi rappresentano ormai un’esigua minoranza (2%). La forte commistione di etnie fa sì che mulatti e meticci formino il 32% della popolazione complessiva. Nei primi decenni del XX secolo un considerevole flusso migratorio dall’Europa ha portato in Brasile numerosi italiani, spagnoli, tedeschi, scandinavi e slavi.

La lingua ufficiale è il portoghese e la religione prevalente quella cattolica (90%). La ricca composizione etnica ha avuto una forte incidenza nelle pratiche religiose diffuse nel paese. Il 4% della popolazione pratica infatti culti afro-brasiliani, quali il candomblé e la macumba, derivati dal sincretismo tra il cattolicesimo e diverse religioni amerindie e africane.

I nostri Fidei Donum in Brasile sono sacerdoti della nostra diocesi in servizio presso altre diocesi sorelle. In Brasile abbiamo tre FD.

Don Silvano Nobile – Aguas Vermelhas – diocesi di Araçuaí

Il gemellaggio fra l’arcidiocesi di Udine e la diocesi di Araçuaí nello stato brasiliano di Minas Gerais, è stato ufficialmente siglato nel 1980. Già prima, però, si era gradualmente instaurata una collaborazione tra le due diocesi grazie alla disponibilità e all’iniziativa di due sacerdoti friulani: don Silvano Nobile e don Giuseppe Lavia (defunto).

Don Silvano è presente nella diocesi sin dal 1964. Accanto a lui, in diverse parrocchie si sono succeduti diversi sacerdoti friulani. È impegnato sia nell’evangelizzazione (riservando particolare attenzione allo studio biblico per il quale ci si avvale anche della collaborazione di numerosi catechisti) sia nel promuovere iniziative finalizzate al progresso economico e sociale della popolazione, iniziative che spesso sono servite anche di stimolo per interventi degli enti pubblici.

Don Pietro Del Fabbro – Quiterianopolis – diocesi di Crateùs

Don Pietro è andato a servire il Regno di Dio in una diocesi povera in tutti i sensi. Lavora là dal 1997 e con il suo stile semplice ed accattivante si sta dedicando al servizio di promozione della gente, pressoché dimenticata dai responsabili del potere. La sua attività pastorale prevalente è la creazione ed accompagnamento delle Comunità Ecclesiali di Base (CEBs) e la coscientizzazione della gente perché diventi soggetto di evangelizzazione, partecipazione sociale, politica e promozione umana.

Il progetto di dotare le famiglie di acqua potabile, soprattutto nella periferia della grande parrocchia cittadina, lo fa promotore di costruzione partecipata di cisterne. In questa solidarietà si sono attivate anche alcune parrocchie friulane. Il suo sorriso e la sua affabilità creano la sensazione in coloro che lo avvicinano di sentirsi accolti incondizionatamente e benvoluti. La casa dove abita è strutturata in modo tale che è aperta all’accoglienza di amici che desiderano conoscere da vicino la vita della gente del Sertão brasiliano. Ha operato, con grande sapienza pastorale, nelle parrocchie delle vallate del Natisone prima di ritornare ad operare a Quiterianópolis.

È anche attivo con la pastorale dei bambini. Anche le madri vengono aiutate attraverso corsi di pratiche di puericultura di base. Tutto ciò attraverso una rete di monitoraggio fatta da operatori in tutti i villaggi.

Don Giacinto Miconi – Engenheiro Pedreira – diocesi di Nova Iguaçú

Nel novembre del 1969 don Giacinto parte per il Brasile. La sua prima esperienza di lavoro è stata realizzata nella diocesi di Rio de Janeiro a “Vila Kennedy” , un rione vivace per le situazioni sociali e il risveglio religioso in linea con il Concilio Vaticano II e i documenti della Conferenza latino-americana (Medellín e Puebla). All’inizio del 1981 si trasferisce nella diocesi di Nova Iguaçú. Qui continua a dare vita ai gruppi del vangelo e viene incaricato della Pastorale dei giovani e formazione cristiana-socio-politica. Ha fatto diversi rientri nella nostra diocesi per offrire l’esperienza pastora della Chiesa brasiliana, soprattutto quella legata alle comunità di base. È sempre ritornato a Nova Iguaçú ed attualmente si trova a Engenheiro Pedreira.

Nell’ultima lettera che ci ha scritto descrive molto bene la realtà umana e sociale che ha incontrato:

“Domenica 17 luglio 2005 ho fatto l’ ingresso nella nuova Parrocchia Nosso Senhor di Bomfim in Engenheiro Pedreira. La Parrocchia è situata a 42 Km da Nova Iguaçú, centro della diocesi, e 75 dal centro di Rio. Fa parte del Grande Rio, ma è già estrema periferia. Fa parte del comune di Japeri che ha 83 .000 abitanti, ma Engenheiro Pedreira ha la parrocchia più popolosa con 53.000 abitanti circa. Il quartiere si è sviluppato intorno alla stazione del treno che porta solo pendolari da Japeri alla Centrale, nel centro di Rio con due ore di percorso. Engenheiro Pedreira è un po’ simile a una città dell’interno, con una grande piazza come centro e la chiesa cattolica. La piazza, a suo modo bella, è a 7 Km dall’autostrada Rio-S. Paulo, circondata da case di commercio a un piano, la chiesa principale e la canonica…

La maggioranza della gente lavora in centro a Rio; portinai, muratori, continui, manovali, falegnami… e quasi metà delle donne lavora a Rio come badanti, pulizie, domestiche…. Escono di casa alle 3, 4, 5 del mattino… e ritornano alle 7, 8 di notte. Lasciano i bambini con le nonne o zie o soli…   Fa impressione assistere il ritorno del treno zeppo, a notte fonda…. Ci sono tanti disoccupati e molti che sopravvivono vendendo caramelle, biscotti, collane, spugne, lampadine, specchietti, scolapasta……. di tutto…

Un piccolo fatto che mi ha impressionato durante questo Natale: passavo in una strada e una povera signora mi ha chiamato: “Padre, vieni a casa mia a vedere il presepio (ogni gruppo di novena aveva le immagini itineranti di Gesú, Maria e Giuseppe): ci sono due Bambini-Gesú”. Nella piccola sala d’entrata c’era un tavolino con una tovaglia popolare ricamata, il presepio, due candele, fiori, luci di natale e, ai piedi del tavolino, disteso – ubriaco- suo figlio di trent’anni…. e mi dice la donna: “questo é il mio Bambin-Gesú…”.    abbiamo pregato un po’ assieme…

I progetti

I fondi di questa raccolta quaresimale saranno destinati a progetti rivolti alla crescita cristiana ed umana delle persone attraverso la formazione ed il supporto alle comunità di base (CEBs) che si realizzeranno secondo le seguenti attività:

  • Acquisto materiale didattico
  • Acquisto libri
  • Copertura costi corsi di formazione
  • Realizzazione di sale d’incontro per le comunità di base per il catechismo, gruppi di giovani, gruppi delle donne, per alfabetizzazione, doposcuola, lettura, lavori manuali e artigianali, gruppi di alcoolisti, ecc.
  • Spese di viaggio e trasporto per partecipazione a corsi di formazione