16/2019 – Emergenza inondazione della Regione Estremo-Nord del Camerun

16/2019
Paese Camerun Località Villaggi  dell’Estremo Nord nella Diocesi di Yagoua
Responsabile e Referente fratel Fabio Mussi  missionario laico PIME  coordinatore della Caritas diocesana  di Yagoua
Titolo Emergenza inondazione della Regione Estremo-Nord del Camerun

 

 

Contesto locale:

La Regione dell’Estremo Nord, zona di savana, è una delle 10 Regioni del Paese situata nella parte settentrionale confinante a nord, est e sud-est con il Ciad a ovest con la Nigeria a un’altitudine media di 300 m s.l.m. Il capoluogo Maroua è situato a 384 m. S.l.m. e ha 350.000 abitanti.

Verso la fine di novembre 2019 forti piogge, fuori stagione, nei vicini paesi del Congo e della Repubblica Centroafricana, hanno provocato una disastrosa esondazione del fiume Longone nella Diocesi di Yagoua, nel Dipartimento di Mayo-Danay. Queste inondazioni sono solo l’ultimo dei problemi che la Diocesi ha affrontato negli ultimi tempi. A causa della presenza del gruppo terroristico di Boko Haram infatti, la regione è stata testimone di un’emergenza profughi che ha coinvolto 480 mila sfollati interni e rifugiati nigeriani. L’inondazione ha interessato tutti i comuni posti lungo il fiume.

Anche il livello del lago Ciad si è alzato di due metri allagando alcune isole e zone periferiche.

Tutto ciò ha comportato una grave situazione soprattutto nei due villaggi di Zina e Kai Kai nonché nell’isola di Blaram.

Nei villaggi l’acqua ha allagato molti quartieri, obbligando la gente a rifugiarsi in zone più elevate, ma meno sicure.

Anche la scuola fondata sull’isola dai missionari PIME e frequentata da 250 alunni, tutti figli di pescatori, è stata allagata dall’acqua che è salita fino a 70 cm.

Oltre 9.500 persone hanno dovuto abbandonare le loro case e dormire all’addiaccio.

42 persone hanno perso la vita a causa di una frana. Oltre ai morti, le inondazioni hanno causato enormi danni alle case, spesso solo capanne costruite con fango e paglia, nonché ai raccolti il 95% dei quali è andato perduto, e alle infrastrutture già di per sé carenti. Essendo l’inondazione avvenuta fuori stagione e proprio nel periodo della raccolta, solo intorno al villaggio di Zina sono andati distrutti 47.000 ettari di colture, interi campi di miglio e riso inondati, molti capi di bestiame sono morti e anche le aree di pascolo si sono ridotte a isolotti emersi.

Circa il 70% dei pozzi e delle perforazioni per acqua potabile, sistemati a livello del suolo, sono ora fuori uso con la possibile conseguenza di malattie di origine idrica.

 

Obiettivo del progetto:

Il progetto si propone di aiutare le popolazioni danneggiate Intervenendo su quattro fronti:

  • Acqua potabile e salute: riparazione di due pompe manuali, scavo di 3 nuove perforazioni, invio di medicinali per malattie idriche,
  • Situazione igienica: costruire 4 latrine di emergenza,
  • Alimentazione: consegnare  un primo carico di 50 sacchi di miglio e mais per assicurare almeno un pasto al giorno alle famiglie bisognose,
  • Educazione scolastica:  costruire 6 lavagne portatili, assicurare lo stipendio di 6 insegnanti, intervenire sulla struttura della scuola.