02/2019 Copertura di quattro aule già costruite nella Scuola di Infanzia ed Elementare a Bagamoyo

Contesto locale:

Bagamoyo, capoluogo dell’omonimo distretto nella regione di Pwani, si trova nella costa sull’Oceano indiano, a circa 75km a nord della capitale.

Bagamoyo nella lingua swahili significa “deponi il tuo cuore” probabilmente riferito agli schiavi che venivano portati qui per essere venduti oltremare, e che quindi abbandonavano ogni speranza, oppure ai portatori delle merci, che giunti in città potevano finalmente riposare. L’area intorno alla città è ricca di siti di interesse storico: rovine di alcune moschee attestano una presenza mussulmana almeno sin dal XIII° secolo. Nel 1868 padre Antonio Horner della Congregazione dello Spirito Santo, giunse sulla terraferma da Zanzibar, per fondare a Bagamoyo la missione più antica della Tanzania. I missionari cattolici si insediarono nella zona sin dal 1886, creando un rifugio per i bambini salvati dal commercio degli schiavi. L’insediamento si sviluppò sino a comprendere una chiesa, una scuola e alcune piccole attività produttive (progetti agricoli e officine). Oggi la cittadina è un centro di secondo piano, nota soprattutto per la fabbricazione di imbarcazioni tipiche (dhow).

L’estrema povertà in cui versa il paese ha privato migliaia di bambini dei loro diritti fondamentali ad una buona educazione e alle necessità primarie di vestiario, acqua, abitazione, cibo e assistenza sanitaria. Oltre alla povertà, esistono varie forme di discriminazione: ad esempio un grave problema oltre all’albinismo è la disabilità, considerata dalle credenze popolari un castigo di Dio, una sfortuna e vergogna, tanto che le famiglie nascondono in casa  e persino arrivano ad  uccidere i bimbi affetti da questo difetto genetico.

La scuola più vicina ai villaggi interessati dal progetto si trova a circa 15 km di distanza rendendo praticamente impossibile la frequentazione ai ragazzi disabili con difficoltà di deambulazione, specie nella stagione delle piogge, quando si forma un torrente che isola i villaggi e rende impossibile l’attraversamento.

 

Obiettivo del progetto:

Il progetto, già iniziato nel 2014 e  al quale questa Onlus ha già fornito il proprio contributo con il Progetto n. 10/2016, prevede la costruzione di una scuola inclusiva che funzioni come nido di infanzia e come scuola primaria che accolga bambini dai 7 ai 14 anni sia normodotati che handicappati (albini, ciechi e sordi) e  tutti coloro, che vivono in difficili situazioni socio-economiche, in applicazione del dettato della  Costituzione del Paese del 1975, che proclama e promuove il diritto all’istruzione di tutti i ragazzi, specialmente di quelli affetti da disabilità, spesso discriminati e segregati. L’istruzione deve essere considerata come un’ arma contro ignoranza, malattie e povertà.

Il progetto della scuola che, una volta terminata la costruzione, potrà ospitare 500 bambini, prevede 14 classi, biblioteca, cucina, refettorio, 2 dormitori, uno per ragazzi e uno per ragazze, zona amministrativa, infermeria, sala polifunzionale, zona per sport e giochi.  Poiché il progetto nella sua globalità ha un costo di circa 200.000,00 Euro, viene realizzato in blocchi successivi, a seconda dei fondi raccolti.

Al momento (gennaio 2019) la scuola accoglie 68 bambini ai quali viene offerto anche il pranzo. Quattro di loro sono ospitati permanentemente dalle maestre.

Nella scuola, oltre ai normali programmi pedagogici previsti dal ministero dell’istruzione, vengono svolte attività specifiche che mirano ad integrare i bambini svantaggiati e a fornire loro abilità che permettano loro di superare le disabilità , tenendo conto anche del loro ambiente di vita.

Per riuscire ad incidere sulla mentalità della gente sul tema dell’albinismo e della disabilità, tre persone collegate alla scuola svolgono nei villaggi  delle attività di sensibilizzazione  per far capire che la disabilità non va nascosta e che  bambini colpiti vanno aiutati ad inserirsi nella vita sociale., creando buone relazioni tra i ragazzi normali e quelli disabili.

Al momento, questa fase del progetto necessita una copertura finanziaria per provvedere ai lavori di copertura di quattro aule già costruite, che daranno la possibilità a 180 bambini (circa 45 per classe, tra i quali disabili, albini, affetti da HIV o orfani)) di poter accedere al ciclo di istruzione primaria.