Progetto: Una reciproca crescita tra missioni

 
 La relazione con l’Eparchia cattolica (o Diocesi) di Emdibir, in Etiopia, ha una lunga storia che risale al 2004, con la nascita stessa dell’eparchia, derivata dal territorio dell’Arcidiocesi di Addis Abeba. I primi contatti si ebbero grazie ai corsi, che tuttora il Centro Missionario organizza assieme ad altri, per la preparazione ai viaggi di conoscenza e volontariato in diversi paesi del sud del mondo. In quell’anno tre giovani partirono per l’Etiopia in due diverse località, per una esperienza organizzata e condivisa con la Caritas ambrosiana. 
Da questa esperienza Paolo Caneva, un giovane della parrocchia di Codroipo (UD) proseguì il suo impegno per ben sette anni di servizio come Fidei Donum Laico presso l’eparchia. Da allora molti altri giovani e meno giovani della nostra diocesi, circa una quarantina, si sono susseguiti negli anni per visitare l’Etiopia rafforzando così il rapporto tra le nostre due comunità.
Il Vescovo di Emdibir, Mons. Musie (Mose) Gebreghiorghis, sin dal 2004 ha visitato annualmente la nostra diocesi e nel 2014 il nostro arcivescovo, mons. Andrea Bruno Mazzocato, ha ricambiato visitando l’Eparchia di Emdibir in occasione del Timkat (il battesimo di Gesù) che nel rito etiope è una grande festa in cui si rinnovano le promesse battesimali.
Nel 2014 abbiamo avviato i Progetti annuali di Volontariato Sociale, e dal 2016 anche un Progetto di Servizio Civile Nazionale. Con questi progetti due giovani alla volta e per 12 mesi possono fare l’esperienza di un anno di impegno nella scuola professionale e nei progetti di sviluppo rurale dell’Eparchia. In questo modo sono già partite dal 2014 a oggi sei ragazze di cui 4 friulane, Monica Abriola di Latisana e Fabia Goruppi di Gorizia per prime, e l’anno seguente (2015-2016) Giuliana Tavoschi di Villa Santina e la piemontese Noemi Iaffaldano. Il mese di novembre 2016 sono infine partite altre due giovani in servizio civile, Sara Zuliani di San Daniele e Anna Medvedeva di Vicenza. Per un periodo un po’ più breve tra il 2015 e il 2016 si è anche unito un giovane volontario molto in gamba di nome Giorgio Gotra.
Oltre ai giovani volontari di lungo corso, molti altri volontari di diverse età e esperienze transitano spesso ad Emdibir offrendo il proprio personale e prezioso contributo alla comunità locale.
 
L’Eparchia di Emdibir e la situazione sociale
L’Eparchia Cattolica di Emdibir (in latino Emdeberersis) si trova a sud ovest di Addis Abeba. È stata eretta da Papa Giovanni Paolo II il 25 novembre 2003 con la bolla “Ad Universa Incrementum” su un territorio sottratto alla Arcieparchia metropolitana di Addis Abeba. È la terza eparchia della chiesa cattolica in Etiopia e copre due zone: la zona del Guraghe nello Stato regionale delle nazioni, nazionalità e popoli meridionali (SNNPRS) e un pezzo della parte Sud – occidentale della zona dello Shoa nello stato regionale dell’Oromiya. La popolazione stimata della diocesi è di circa 4 milioni di abitanti di cui circa 18.000 sono cattolici. I principali gruppi etnici sono i Guraghe e gli Oromo con una varietà di comunità etniche minoritarie.
L’eparchia svolge un grande lavoro di promozione umana in diversi settori ma principalmente nella sanità, scolarizzazione, acqua, agricoltura e promozione della donna. Tutte queste attività vengono svolte principalmente dall’Emdibir Catholic Secretariat (EmCS). Il segretariato cattolico di Emdibir corrisponde essenzialmente alla nostra Caritas e svolge un ampio programma di progetti di sviluppo in tutti i sopracitati settori.
La popolazione vive prevalentemente di agricoltura di sussistenza e di piccoli commerci.
La zona avrebbe ampie possibilità di sviluppo, soprattutto in agricoltura, ma è economicamente arretrata se paragonata alle zone a nord di Addis Abeba. L’agricoltura è svolta solamente con la forza umana e con metodi arcaici. Stiamo assistendo ad un massiccio esodo di popolazione giovanile da tale e da altre zone rurali verso la capitale in cerca di fortuna, benché il livello di disoccupazione sia alto anche nei centri urbani.
La dieta della popolazione del Guraghe è costituita principalmente dal falso banano chiamato ensete. Dal punto di vista alimentare ha un apporto assai scarso dal punto di vista nutrizionale e la dieta della popolazione risulta quindi povera e poco variegata. Uno dei problemi principali per le colture è dato dall’alternanza tra la stagione delle piogge e quella secca che è caratterizzata da lunghi periodi di siccità in cui le attività agricole restano paralizzate con ovvie conseguenze. Assieme alla comunità la Diocesi sta portando avanti degli interventi di valorizzazione del settore agricolo, cercando così di sviluppare opportunità e fonti di reddito per i giovani, e le donne in particolare.
Relativamente alla questione idrica, da tempo l’EmCS sta costruendo degli acquedotti per fornire l’acqua pulita captata da diverse sorgenti e per fornire i numerosi villaggi della Eparchia. Vengono anche scavati dei pozzi per i villaggi troppo lontani dalle sorgenti.
Il sistema sanitario nazionale è insufficiente in termini sia di servizi che di possibilità di accesso. L’eparchia contribuisce a sopperirvi con i suoi 7 dispensari e 2 ospedali, uno a Wolisso e l’altro ad Atat, spesso gestiti da suore infermiere diplomate. Nei dispensari si fornisce l’assistenza sanitaria di base e si offre assistenza ai parti. In presenza di situazioni e patologie più complesse si trasferiscono i pazienti in uno dei due ospedali.
Per quanto riguarda il settore educativo invece l’eparchia gestisce 47 scuole tra materne ed elementari sparse nei vari villaggi. Sono circa 7.000 gli alunni che le frequentano. Inoltre, da alcuni anni ha avviato una scuola professionale in cui sono attivi i seguenti corsi: Computer, carpenteria metallica, edilizia e sartoria.
E’ in questo contesto che si inserisce l’opera del Centro Missionario diocesano di Udine con il suo braccio operativo, l’Associazione Missiòn onlus che gestisce una serie di progetti di sviluppo.